Per Apple è l’app più innovativa del 2015, ora la trevigiana Sellf si integra con Slack

La startup di Diego Pizzocaro si è integrata con la nota piattaforma per gestire il lavoro dei gruppi Slack, poche settimane dopo che Apple l’ha nominata tra le app più innovative del 2015

È chiamata l’ammazza email. Si chiama Slack, la piattaforma che rivoluziona la comunicazione nei gruppi di lavoro. Ideata da Stewart Butterfield, 42enne canadese (ex Flickr) ha 1,7 milioni di utilizzatori e ha ricevuto finanziamenti per 160 milioni di dollari da parte di Social Capital e investitori top come Google Ventures e Kleiner Perkins Caufield & Byers.

Ad aiutarci a capire perché Slack è un’idea che cambierà per sempre il modo di lavorare, uno startupper: Diego Pizzocaro, 32enne, ideatore di Sellf, app business che migliora le attività di professionisti, agenti di commercio e aziende (80mila utenti, 1 milioni di euro raccolti). L’ha ideata e realizzata insieme ai suoi soci Filippo Zanella, Fabio Maran e Franco Roman. Startupitalia! l’ha inserita nella top 100 del 2015. E da oggi è integrata con Slack.

Sellf scelta da apple tra le app più innovative al mondo nel 2015

 

Breve intro a Slack, la piattaforma che facilita la comunicazione nel lavoro

È una piattaforma che facilita la comunicazione nei gruppi di lavoro. È simile a un’app di messaggistica. La differenza è la possibilità di integrare una lunga lista di servizi (Google Drive, Hangouts, Twitter, DropBox…). I team che si iscrivono possono comunicare, scambiare file, creare canali tematici, suddivisi per argomento con un hashtag). In altre parole, gli utenti possono gestire un lavoro di gruppo limitando e, in alcuni casi, azzerando l’utilizzo di email. C’è una versione free e altre a pagamento con nuove funzionalità (da quasi 8 dollari fino a 15 al mese).

diego pizzocaro sellf

A sinistra Filippo Zanella, a destra Diego Pizzocaro

 

Come evolverà in futuro Slack

Slack sta affiancando al servizio, uno store dove pubblicare app per business che si integrano con la piattaforma. Lo ha appena lanciato e ha 51 milioni di visite uniche al mese. Per fare un paragone Chrome web app store, ne ha appena 10 milioni

Cos’è Selff, l’app per business più innovativa per Apple

È un App per business tra le più innovative del 2015 per Apple. Un utente si registra, inserisce i suoi obiettivi (vendite, fatturato) e può monitorarli continuamente. Quando li raggiunge simpatiche animazioni lo motivano a proseguire per quella strada. Questa è una sola delle tante funzionalità: «Può gestire agevolmente una trattativa: registra i contatti della persona con il quale è in affari, inserisce appuntamenti in un promemoria, lo chiama attraverso l’app, scrive una nota sull’incontro al termine della telefonata, invia file» spiega Diego a StartupItalia! L’app si integra con Evernote e Dropbox e può essere considerata una versione mobile del CRM, strumento di analisi con cui le aziende gestiscono rapporti con i clienti. Qui raccontiamo di più.

selffL’integrazione tra Sellf e Slack

Con questa integrazione Sellf  non è più non più solo strumento per singoli professionisti e agenti di commercio,  ma diventa un modo per gestire un team di vendita: «Potrai, per esempio, permettere ai tuoi colleghi di festeggiare con te una vendita o il raggiungimento di un risultato: quando vinci una trattativa il Sellf BOT  (algoritmo intelligente che farà parte del tuo team in Slack, ndr)  pubblicherà un messaggio in un canale di di Slack che notificherà tutti i tuoi colleghi delle trattative chiuse con successo» spiega Diego. Sellf Business, questo il nome dell’integrazione, ha un costo di 9,99 euro al mese per utente.

Il futuro delle app: sempre più invisibili e integrate

L’integrazione tra Slack e Sellf ci dice qualcosa di interessante sul futuro delle app, sempre più integrate tra loro e “invisibili” grazie ai BOT: Per chi non lo sapesse i BOT sono algoritmi intelligenti. Basta scrivere un messaggio di testo, come faresti con un amico o un collega, per ricevere un’informazione. Il BOT si collega a una persona fisica o a un database e ti offre ciò di cui hai bisogno senza che tu apra nessuna applicazione: «Immagina di essere un dipendente di un’azienda e avere bisogno di un giorno di vacanza. Per sapere se ne hai diritto, potrai per esempio semplicemente scrivere su Slack a un BOT: “Ciao, avrei bisogno di una vacanza la prossima settimana, riesci a inoltrare la mia richiesta?”. A questo punto sarà l’algoritmo a collegarsi con un database di presenze per verificare se hai ancora ferie da spendere e infine a restituirti il permesso accordato dopo averlo verificato con il tuo responsabile». Questa semplice operazione è solo un esempio dei tanti usi possibili.

Le app come persone del team

«In conclusione i BOT faciliteranno l’integrazione tra varie applicazioni. E creeranno  un sistema in cui tutte le informazioni saranno accessibili da un solo strumento, come per esempio Slack. Le app ti seguiranno sempre di più nelle tue necessità e potrai interagire con loro come faresti con una persona del tuo team da qualsiasi piattaforma, creando nuove trattative e pianificando appuntamenti. La “BOT revolution” è solo all’inizio.».

Giancarlo Donadio

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