Ecco le 10 startup e i 5 acceleratori italiani scelti per suonare la campana del London Stock Exchange

Sono stati scelti per MadeInItaly2020, hanno partecipato alla cerimonia di apertura delle contrattazioni del LSE. Ecco l’elenco. Cosa è successo a Londra

Mercoledì 9 Marzo, la campana che tradizionalmente viene suonata ogni mattina alle 8 per sancire l’inizio delle trattative del London Stock Exchange, è stata suonata da un Italiano: Simone Cimminelli CEO di iStarter. MadeInItaly2020 l’evento dedicato all’eccellenza dell’innovazione italiana si è aperto così nella sede di  Paternors Square, nel cuore della City.

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Simone Cimminelli apre le contrattazioni del London Stock Exchange

«E’ un grande privilegio, ma non per me personalmente, ma per l’intero ecosistema startup Italiano» racconta Cimminelli. E’ stato in effetti un grande grande giorno per l’innovazione italiana che per un giorno si è unita a Londra nella sede di Wayra l’acceleratore di Telefonica.

E’ la prima volta che si organizza un evento simile a Londra e che si riescono a coordinare gli sforzi degli acceleratori top italiani per fare veramente sistema. «L’ecosistema italiano è pronto per fare il salto di qualità e sbarcare sulla scena internazionale, come anche l’attenzione di media internazionali come TechCrunch hanno dimostrato» continua Cimminelli.

Tra le punte di diamante presenti anche Paola Cuneo, Consigliere Onorario della Camera di Commercio Italiana a Londra che rappresentava le istituzioni britanniche all’evento: «Sono rimasta colpita dalla qualità degli imprenditori che hanno costruito in breve tempo delle compagnie in grado di generare revenue in maniera rapida e consistente. Hanno ambiziosi piani di crescita, ingrediente fondamentale nello sviluppo di una azienda. Complimenti al ruolo degli acceleratori, degli investitori e delle corporates  che insieme hanno costruito un ecosistema molto forte. Il ruolo di iStarter è stato fondamentale. Mi auguro che questo sia l’inizio di una forte collaborazione tra l ecosistema di UK ed Italia»

Acceleratori e startup protagonisti al LSE

Sono stati infatti gli acceleratori e le loro startup i protagonisti della giornata londinese. iStarter, H-Farm, Luiss Enlabs, Digital Magics e B! Ventures hanno portato due delle migliori start-up del loro portfolio a presentare davanti alla platea degli investitori invitati all’evento.

Questo non vuol dire però che le società incorporate in Italia non debbano comunque provarci e non abbiamo speranze di riuscirci, sottolinea Jenny Tooth.

Tra i partecipanti al panel anche Pietro Strada, MD di Silverpeak che da qualche anno è sul mercato come advisor indipendente e ha come target i round da 10 milioni di euro in su e ha citato i casi virtuosi di MoneyFarm e LoveTheSign.

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Il panel che ha aperto la giornata

C’è da dire però che quasi tutte le startup presenti ieri all’evento erano tutte ad un livello di investimento seed tranne Buzzoole che è recentemente approdata a The Bakery, l’acceleratore di Andrew Humprey dello UK Trade Investement, e FoodScovery che ha appena chiuso un round da un milione con Digital Magics e Il Fatto Quotidiano.

Non è certo la prima volta che una startup italiana approda ad un programma di accelerazione in GB, vedi il caso di Alfred Smart Home, ma rappresenta sicuramente un test per misurare il proprio livello di competitività su un palcoscenico internazionale.

E’ proprio la preparazione maniacale al quale vengono sottoposti gli imprenditori che fanno parte di questi programmi oltremanica è forse stata uno dei punti deboli delle startup che hanno presentato ieri. Qualche intoppo, un po’ di timidezza di fronte al palcoscenico internazionale, ed un livello di inglese non proprio oxfordiano hanno macchiato le presentazioni di startup invece molto innovative, solide e ben strutturate.

«Noi insistiamo moltissimo sulla preparazione dei pitch, proprio in vista dello sbarco delle nostre startup su palcoscenici internazionali. Per noi, ma soprattutto per le nostre startup, internazionalizzare ed essere pronti per la scena globale non è una scelta ma soprattutto un dovere» dichiara Roberto Magnifico di LVenture anch’egli presente all’evento.

Dopo diversi scambi di opinione con diversi nomi noti tra i quali Kevin Monserrat, marketing manager di Microsoft Ventures, Max Kelly MD di TechStarts, Ivan Farneti ex partner di Daughy Hanson e ora Entrepenuer in Residence di SeedCamp, Luca Colciago Partner di Kreos Capital e hanno portato a conclusioni simili: le startup italiane devono investire in marketing, PR e branding per sbarcare sul mercato globale.

Il consiglio: lasciare produzione in Italia, fare fund raising a Londra

«Il merito di iStarter è di aver capito prima degli altri che alle startup italiane conviene lasciare in Italia la fabbrica di prodotto e portare a Londra, a due ore di volo, fund raising e business development» Dichiara Giovanni De Caro, advisor indipendente ed uno dei maggiori influencer italiani nel campo del Fintech.

In particolare Paolo Gesess, Managing Partner di United Ventures: «In generale è stato un ottimo evento che è servito anche da test per i vari incubatori ed acceleratori per capire il livello di preparazione delle loro startup su di un palcoscenico internazionale. Credo che il messaggio fondamentale sia proprio che per le imprese italiane l’internazionalizzazione non sia più un opzione. Con questo non voglio spingere i giovani italiani ad andare necessariamente all’estero, ma dobbiamo diventare italiani – europei come insegna l’esempio di MoneyFarm»

Questo non deve comunque distrarre dalla alta qualità dei business presenti all’evento che hanno impressionato non solo gli investitori italiani a Londra presenti ma anche quelli esteri, compresi TechStars, Microsoft Ventures e Boston Consulting Group

All’evento era presente anche ICOOKUIT una startup italiana nata a Londra finanziata da i2i, un Venture Capital italiano nella capitale anglosassone, che ha offerto il pranzo con uno spettacolo live dello chef internazionale Enzo Olivieri.

La giornata si è poi conclusa col ricevimento di tutte le startup ed acceleratori in Ambasciata Italiana ala presenza dell’Ambasciatore Italiano Pasquale Trecciano che ha voluto così omaggiare le eccellenze dell’innovazione italiana.

Le startup selezionate, gli acceleratori

 

Da iStarter:

EarlyNinja:

Piattaforma che garantisce l’acquisto di videogiochi in fase di sviluppo ma giocabili senza il rischio di perdere i soldi investiti se il gioco non viene poi completato. Lo scopo di EarlyNinja è sia quello di proteggere i gamer che di creare un marketplace efficiente dove far emergere i migliori video giochi indie. Edoardo Cassina CMO di EarlyNinja vive in UK da anni: “Credo che sia stato molto importante anche  per i VC e acceleratori italiani di farsi vedere all’estero e dimostrare che c’è movimento di capitali anche in Italia. Di sicuro è un ottimo trampolino di lancio che un giorno potrebbe diventare un “innovation award” per l’eccellenza imprenditoriale italiana alla presenza delle istituzioni dello stivale in UK come ha dimostrato l’invito e la partecipazione  del nostro Ambasciatore”

Stefano Brighenti di Early Ninja durante il suo pitch

BidToTrip: Sito per esperienze di viaggio di lusso accessibili a tutti con sconti fino al 90%. BidToTrip ha già da tempo stabilito la sua presenza in GB grazie ad iStarter e ha raccolto 220,000 Sterline su Seedrs. “E’ stata sicuramente una giornata molto emozionante. Di certo non capita tutti i giorni. L’importanza dell’ecosistema italiano è evidente e lo è stato anche a tutti i presenti, italiani e non. Ho trovato tutte le startup molto preparate è stata certamente un bella occasione per l’innovazione italiana.

Da H-Farm:

Sellf: Soluzione mobile per la gestione dei clienti che ha scelto Berlino per la sua espansione internazionale ma che mantiene un forte legame sia con l’Italia che con la GB. Diego Pizzocare, CEO e founder dichiara “il feeling generale di ieri è stato quello che l’ecosistema di startup italiane è maturato ed è passato da una fase di semplice grande attenzione dei media ad una fase più matura dove le startup che sono andate avanti negli ultimi anni sono vere e proprie aziende e non più solo idee”

Antlos: AirBnB per vacanze in barca. Team internazionale, con tre co-funder italiani, rappresentato all’evento da Ieva Strupule della Lettonia, CCO di Antlos: “L’evento non è solamente servito a puntare i riflettori sulla scena startup italiana, decisamente più matura di quello che si creda, ma ha anche dimostrato l’enorme potenzialità di espansione di Antlos nel mercato GBtorneremo presto a Londra, abbiamo in programma il pitch al NOTWICS (NowThisIsWhatICallStartups) di Bloomberg e puntiamo a raccogliere 3 Milioni in Q3/4”

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Ieva di Antlos durante il suo pitch

Da Digital Magics:

Buzzoole: Nata a settembre 2013 e incubata da Digital Magics, ha sviluppato la prima piattaforma italiana, basata su un algoritmo e tecnologia proprietari, che permette alle imprese di identificare qualitativamente i propri influencer sui social network e, grazie a loro, di generare passaparola online. Buzzoole ha lanciato anche Finder, il motore di ricerca che permette di trovare gli influencer grazie a specifiche ricerche, da un bacino di oltre 2 miliardi di utenti in tutto il mondo

Recentemente approdato a Londra presso gli uffici di The Bakery. Sicuramente una delle startup che ha fatto maggiore impressioni sui presenti data l’alta potenziale di scalare.

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FoodScovery: Market place che vende online il meglio della tradizione eno-gastronomica italiana, da produttori che tipicamente non hanno accesso al web. Il CEO Fabio di Gioia “Per me è stato importante partecipare per avere un primo approccio con la comunità londinese italiana con la quale mi piacerebbe chiudere una partnership per futuri eventi gastronomici – MadeInItaly2020 è stato soprattutto importante per l’ affluenza di personaggi di spicco del mondo venture Capital italiano e UK con i quali ci siamo potuti confrontare, ricevere suggerimenti e scambiare contatti.”

Da B!Ventures:

MusicRaiser: Piattaforma di crowdfunding per artisti musicali che conta già numerose collaborazioni nel mondo anche con artisti del calibro di John Malkovich (si John Malkovich fa anche musica). Fondata da Giovanni Gulino dei Marta Sui Tubi e da Tania Varuni, dj e producer.

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Martha’s Cottage: Da Siracusa a Londra, Martha’s Cottage èi tratta di un marketplace dedicato alla vendita di prodotti per la personalizzazione del matrimonio. Con un fatturato di quasi mezzo milione di euro e un incremento del 110% il CEO Salvatore Cobuzio, presente all’evento, non ha nascosto la sua ambizione di espandersi oltre manica.

Da Luiss Enalbs:

Tutored: Tutored è una piattaforma dedicata agli studenti che permette loro di offrire e richiedere lezioni private, scambiarsi materiale didattico utile alla preparazione degli esami e consultare una serie di informazioni aggiornate su attualità, attività e offerte formative dei diversi atenei universitari europei. La Startup rientra nei cosiddetti portali verticali, che si propongono di offrire tutta una serie di servizi a una fascia ben ristretta di eventi monetizzandone l’attività sia con introiti pubblicitari, sia con servizi a valore aggiunto.

wineOwine: è un e-commerce dedicato al mondo del vino focalizzato su etichette di nicchia di piccoli produttori italiani selezionati accuratamente da un team di enologi e di sommelier. Il modello di business si basa sulla vendita tramite flash sale ogni due settimane e su un catalogo in cui vengono mantenuti le etichette best seller.

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