Redazione

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Apr 21, 2016

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Apr 21, 2016

Il presidente della SIAE definisce «speculatori finanziari» i 300 che hanno scritto a Renzi sui diritti d’autore

Filippo Sugar presidente della SIAE replica all'inziativa di Soundreef e di molti stakholder dell'ecosistema delle startup. E chiude dicendo che «La direttiva sarà applicata, ma l'Italia può scegliere tra concorrenza o esclusiva»

Filippo Sugar, presidente della SIAE, replica alla campagna mossa da Soundreef per chiedere al Governo di applicare la direttiva europea sulla liberalizzazione del mercato del diritto d’autore. Difende la propria azienda in un’intervista all’Adnkronos e replica duramente alla lettera che 349 fra imprenditori e investitori hanno indirizzato al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per chiedere la fine del monopolio Siae nella gestione dei diritti d’autore sulle opere musicali.

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Filippo Sugar, presidente della Siae

«Iniziativa del mondo della speculazione finanziaria»

Sugar sostiene che si tratta di un’iniziativa che «non nasce dal mondo del diritto d’autore» ma da quello «della speculazione finanziaria. Non è il mercato cui facciamo riferimento noi». Sugar rimarca che «il lavoro che fa la Siae, l’intermediazione del diritto d’autore, è svolto senza scopo di lucro». Altri soggetti, invece, «sono privati che vogliono guadagnare legittimamente facendo quello che la Siae fa senza scopi di lucro. Sono aziende private, sostenute da major capital, come nel caso di Soundreef, per esempio, che pensa di poter guadagnare facendo ciò che adesso fa la Siae per i suoi autori non guadagnando. Lavoriamo per gli autori e non per gruppi di interessi economici».

349 innovatori scrivono a Renzi: «Caro Matteo,

ecco perché sui copyright il Governo sbaglia»

La Siae, continua Sugar nell’intervista, «fa gli interessi degli autori senza scopo di lucro a differenza di altri soggetti che vogliono guadagnare legittimamente facendo lo stesso lavoro che la società svolge senza guadagnarci». La Siae dopo la scadenza, avvenuta lo scorso 10 aprile, del termine per recepire la direttiva europea 26 del 2014 sulla gestione collettiva del diritto d’autore, è chiamata a ripensarsi visto che la direttiva impone agli Stati membri l’apertura a nuovi operatori del mercato, che in Europa genera ogni anno 5 miliardi di ricavi.

«La direttiva sarà applicata,

ma l’Italia può scegliere tra mercato di concorrenza o di esclusiva»

La direttiva, dice Sugar, «sarà applicata in Italia e non ha nessuna indicazione diretta sulla scelta che un Paese fa a livello nazionale». Scelta che «può essere quella di mantenere un’esclusiva per una società di collecting oppure no». La direttiva «sarà sicuramente applicata in Italia ma questo non implica che l’Italia debba scegliere un mercato di concorrenza oppure di esclusiva. Questa rimane una scelta italiana».