BeMyEye, uno- due da manuale: round da 6,5M e si compra la francese LocalEyes

La startup italiana fondata da Gian Luca Petrelli mette a segno un doppio colpo con un round B (finora ha raccolto 8,5M) e si compra il suo principale competitor in Francia.

BeMyEye, il servizio di crowdsourcing da mobile destinato alle grandi aziende, ha raccolto 6,5 milioni di euro in un round di serie B. La startup italiana fondata da Gian Luca Petrelli mette a disposizione delle compagnie che lo richiedono la sua squadra di “occhi”, persone che hanno il compito di visitare sedi e punti vendita delle società e offrire poi ai clienti foto e report delle offerte e della merce a disposizione. Una nuova forma di controllo e mappatura delle attività sul territorio, quindi, che viene dal basso e viene verificata in tutti i suoi contenuti dallo staff di BeMyEye. Nel round appena chiuso hanno investito Nauta Capital, P101 e 360 Capital Partners (a due anni esatti dal primo investimento quando ha raccolto 2 milioni). I nuovi fondi serviranno per la crescita internazionale del servizio e per lo sviluppo del prodotto.

BeMyEye-2

Comprato uno dei principali competitor: LocalEyes

La startup, che ogni giorno fornisce osservazioni su migliaia di punti vendita in Italia, Germania, Uk e Spagna, nel 2015 è stata nominata da StartupItalia tra le 100 migliori startup italiane, mentre solo due mesi fa il magazine Forbes l’ha inserita tra le 5 startup italiane da seguire. Ma BeMyEye punta a diventare ancora più importante e a dominare il crowdsourcing a livello europeo: ha appena acquisito il suo competitor francese LocalEyes, operazione che gli permetterà di far salire il numero di occhi a disposizione fino a 250mila persone. Secondo le informazioni raccolte da TechCruch, nella fusione i due cofondatori della startup francese, Livio Lumbroso e Colin Valière, avranno un ruolo in BeMyEye: Lumbroso sarà il nuovo vicepresidente del prodotto per il gruppo e Valière gestirà l’integrazione tra le due piattaforme.

gian luca petrelli bemyeye

Una app per monitorare prezzi e offerte nei punti vendita

L’attività di BeMyEye è partita nel 2011 con un’idea apparentemente folle, ma allo stesso tempo pratica. Mentre gestiva la sua azienda di vendita di prodotti alimentari all’estero, Petrelli aveva avuto bisogno di verificare le promozioni lanciate nei punti vendita lontani da lui. Sul mercato non c’era nessuno che lo facesse e quindi ha deciso di creare un’impresa che se ne occupasse. Un finanziamento di 2 milioni di euro è arrivato solo 3 anni dopo. Nel frattempo l’azienda ha sviluppato una app che ha permesso di rendere accessibile a tutti il lavoro della squadra di BeMyEye. E così si è arrivati a quello che è BeMyEye oggi. Un servizio che monitora prezzi e offerte, attira potenziali nuovi clienti e dà informazioni sulla crescita dell’azienda a partire dai dati raccolti sul campo. Potrebbe sembrare un grande gioco, ma non lo è. E a confermarlo ci sono le parole del Ceo Luca Pagano: «Tutti i compiti svolti all’interno della app di BeMyEye avvengono come in un gioco, ma nel mondo reale. C’è bisogno di diverse competenze. E il risultato sono soldi veri».

lavori-guadagno-con-be-my-eye

Pagano: «Abbiamo la forza lavoro mobile più grande d’Europa»

A seguire il doppio colpo di BeMyEye da Londra c’è il Ceo dell’azienda Luca Pagano. Nella capitale inglese c’è ormai l’headquarter di BeMyEye che mantiene però il suo team di sviluppo nella città in cui è nata, Milano. Abbiamo fatto qualche domanda al Ceo della startup sulla strategia di crescita della società e sui suoi punti di forza.

Che tipo di accordi avete preso con la startup francese LocalEyes?

Con LocalEyes si tratta di una vera e propria acquisizione con scambio di azioni. Questo significa che il business, i clienti, le persone, la tecnologia e il crowd di LocalEyes da adesso appartiene a BeMyEyes. E stiamo parlando della forza lavoro mobile più grande d’Europa.

Avete individuato altri concorrenti che in futuro potrete acquisire?

Vogliamo continuare la nostra attività di consolidamento. Il mercato europeo è molto frammentato e i nostri competitor sono soprattutto player a livello nazionale che a un certo punto non riescono a scalare perché avrebbero bisogno di diventare internazionali. È quello che richiedono i clienti – le multinazionali – e quello che permette di accedere ai capitali. Per molti di questi business sarà un’ottima opportunità far parte di un disegno più grande e più ambizioso di tipo globale come quello che BeMyEye sta mettendo in atto oggi.

«La nostra forza è il network effect»

Come userete i 6,5 milioni di euro che avete appena raccolto?

I finanziamenti che abbiamo ricevuto ci serviranno per accelerare la nostra crescita. Raddoppieremo il team di sviluppo per rafforzare i nostri vantaggi competitivi: velocità, capillarità e affidabilità. Poi aumenteremo la nostra presenza sui mercati e guarderemo con interesse a nuovi Paesi.

Perché gli investitori sono attratti dal crowdsourcing?

Nel nostro business si verifica il cosiddetto network effect, un circolo virtuoso innescato dalla community: facendo crescere il nostro crowd, aumentiamo la nostra copertura geografica e riusciamo ad essere più competitivi. Questo significa più domanda da parte dei clienti e maggiori barriere di ingresso per i concorrenti. È un business molto capital efficient che sta generando già dei margini importanti e dal punto di vista di qualsiasi investitore è per questo molto interessante.

Perché le persone sceltono di lavorare con la vostra app?

Noi crediamo nella possibilità di creare nuove forme di guadagno per una vasta parte della popolazione legate a un modo diverso di percepire l’attività lavorativa: con la nostra app ci si può divertire lavorando.

 

 

 

Ti potrebbe interessare anche

Forbes elogia le startup italiane, e cita queste 5 come esempi di successo

5 startup per Forbes raccontano la nuova Italia dell’innovazione, delle prime operazioni di venture, di Cisco e Apple. Per il magazine americano sono le prime tracce di qualcosa che cambia davvero

Il “ricatto” cinese che ha fatto crollare bitcoin di 100 dollari in 1 minuto, spiegato

Bitcoin era tornato sopra i mille dollari e in un minuto è sceso di 100. Per colpa dei cinesi e, soprattutto, di un paradosso: i governi non possono controllare bitcoin ma possono, con le loro scelte, influenzarne l’andamento. Abbiamo cercato di capire il perché con il founder di Euklid, Antonio Simeone

Questa app sviluppata da Prospeh (H-Farm) ti dice da dove viene il cibo. OriginTrail

Prospeh è una startup di origini slovene ha sviluppato un’applicazione che mostra le informazioni sulla provenienza dei prodotti alimentari. Fa parte della seconda edizione del Food Accelerator, il programma di H-Farm

Il futuro di Internet non è nella fibra. Così Elon Musk ci farà connettere dallo spazio

Mentre Facebook ci prova con i droni, Space X vuole lanciare in orbita più di 4mila satelliti per portare internet ovunque. L’impresa è titanica se si pensa che ad oggi ci sono solo 24 satelliti nello spazio per il GPS e che le aziende che ci hanno provato prima hanno fallito

F-Secure compra la (ex) startup italiana fondata dall’hacker Andrea Barisani

Exit per la startup di sicurezza informatica di Trieste, comprata dal gruppo del colosso finlandese degli antivirus. Con l’ingresso nel gruppo, Barisani diventa nuovo capo della Sicurezza hardware di F-Secure