Un trucco facile per avere dipendenti più felici: basta email fuori orario. Una ricerca

Se limiti le email fai felici i dipendenti. L’esperimento in USA.

Per fare felice un dipendente bastano piccole cose, come proibire di inviare email dopo il lavoro e nei weekend. Minimi accorgimenti che possono aumentare la soddisfazione sul lavoro e la produttività. È questo il risultato di una nuova ricerca realizzata da un’azienda dell’healthcare in America. La notizia è riportata da Fast Company.

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L’Europa si è mossa contro le email

Forse ricorderete di una notizia che è stata molto battuta dalla stampa, quella della crociata della Francia contro le email inviate al di fuori degli orari di lavoro.  Ora i il governo sta vagliando una legge che obbligherà le grandi aziende a limitare la comunicazione digitale per motivi lavorativi nel tempo libero, con il divieto di inviare email dopo le 23.

Gli esperimenti in US: email vietate dalle 22 alle 7

Vyamic è un azienda di consulenza nel ramo healthcare che ha realizzato un programma, chiamato “zmail”, per convincere i suoi dipendenti di non inviare email dalle 22 alle 7, come nei weekend: «Gestire lo stress era una delle sfide più dure per il nostro team. Da alcune conversazioni con i dipendenti abbiamo capito che l’abbondanza di email fuori dal lavoro era diventato un problema.  Dovevamo affrontarlo e creare delle opportunità per staccare un po’ la spina ogni giorno, non solo nei giorni di vacanza» spiega il Ceo di Vynamic Dan Calista a FastCompany.

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Dan Calista, Ceo Vynamic

Educare i dipendenti a non disturbare i colleghi

Per funzionare il programma dell’azienda doveva operare su più fronti. Da una parte, incoraggiare i dipendenti a non inviare email durante i momenti di relax. E l’altro, più complesso, convincerli a non disturbare i loro colleghi con email serali, o peggio ancora notturne. La nuova policy spingeva i dipendenti a salvare le email come “bozza” e inviarle il giorno seguente. In caso di necessità urgente era permesso chiamare o scrivere dei messaggi: «È stato un bel banco di prova, specie quando erano insicuri dell’urgenza del messaggio da trasmettere. Insomma, ci pensavano una volta in più a disturbare un collega con una chiamata o un messaggi, più impegnativi rispetto a una email» prosegue Calista.

Il risultato: più felicità in azienda

La conseguenza più immediata dell’adozione della nuova politica è emersa nei risultati dei test sulla vita in azienda che Vynamic affida a una società terza. Rispetto agli anni passati il livello di soddisfazione dei dipendenti ha toccato quota 90 su 100 (prima della policy la cifra si attestava su una media del 48): «Cambiare la politica sulle email in fondo non costa nulla per un’azienda. Eppure può avere un grande ritorno sulla produttività e i profitti» conclude Calista.

Le email fuori dagli orari lavoro straordinario

Le email sono al centro di un dibattito che si sta sviluppando in US, soprattutto per il lavoratori coperti dal Fair Labor Standards Act. Una delle leggi stabilisce in sostanza che leggere e scrivere email,  dopo l’orario di lavoro va retribuito come lavoro straordinario, anche se l’input non arriva dal capo dell’azienda, il quale viene comunque ritenuto responsabile di non aver creato un contesto aziendale con regole precise.

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