Open Summit, il racconto della nostra giornata ad Abano Terme

Gli interventi e il dibattito all’Open Summit tour ad Abano Terme, la tappa del roadshow di StartupItalia! e Intesa Sanpaolo, dedicato al territorio e alle startup

Abano Terme si sveglia presto. Alle 10 la filiale di Banca Intesa di via Jappelli è già piena. 100 persone per un evento che, già dai primi interventi, diventa occasione per un intero territorio di incontrarsi. Di raccontarsi. Forse non c’è regione in Italia dove l’innovazione sta crescendo più a stretto contatto con le imprese del territorio. Fatto di PMI e di distretti industriali, è vero. Ma anche di grandi aziende che diventano «tutor» di piccole. Di startup.

Open Summit

E’ quello che si prefissa di fare TechMarketPlace di Intesa Sanpaolo che, con StartupItalia!, organizza il tour arrivato alla sua quarta tappa, ad Abano Terme (l’appuntamento nel dettaglio lo spieghiamo QUI). Padova. I numeri aggiornati della piattaforma messa su da Intesa per mettere in contatto aziende e startup racconta i numeri aggiornati: 5.900 aziende che cercano innovazione e sviluppo da 800 startup circa e 160 matching riusciti finora. E’ quella che chiamiamo open innovation. E qui in Veneto ha da sempre una marcia in più.

Open Summit

In sala imprenditori e startupper. Protagoniste le startup. Quelle già cresciute. Apre Enrico Pandian di Supermercato24, accolto quasi come una star dagli altri startupper in sala. Pandian ha raccontato la sua storia di imprenditore. «Per fare startup bisogna conoscere il mercato. Analizzarlo. Anche prima di Supermercato24 sapevamo che era un mercato che valeva miliardi». Ma anche Mirco Bettellini, founder di Igyno, il ginecologo virtuale. «Il 65% delle persone si informa online prima di andare dal medico – ha spiegato – noi abbiamo messo il medico online».

Spazio anche alle storie di Francesco Magagnino di FlatMateMe (che StartupItalia! ha raccontato QUI) che ha sottolineato come la politica serva alle startup ad aiutare a individuare i temi da sfruttare per il territorio.

Tra i protagonisti anche Federica Collato di Reverse.  E Azzurro Digitale di Jacopo Pertile, che ha messo l’accento bene sull’importanza e sulla capacità delle startup venete di integrarsi con il tessuto produttivo. Anche grazie ai loro progetti di Industria 4.0. «Sappiamo che è il futuro della manifattura, noi vogliamo che il Veneto faccia leva sulle sue specificità e trovare una via veneta alle startup», ha detto.

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E la capacità di integrarsi è proprio una caratteristica ricorrente per le startup venete, che spesso nascono già con un piede nelle aziende con cui collaborano. Realtà come M31 o VenetWork hanno un portfolio di aziende e startup che già lavorano nel territorio. «Forse il Veneto è la regione dove più si è realizzata quella che molti chiamano la via italiana alle startup» ha spiegato Arcangelo Rociola, giornalista di Startupitalia! mentre tracciava la fotografia dell’ecosistema regionale veneto. «Se per via italiana intendiamo la capacità dell’ecosistema delle startup di integrarsi con il tessuto produttivo locale, facendo ecosistema con le realtà produttive già esistenti, il Veneto è un bel passo avanti su molte regioni in Italia».

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