Ecco le 10 lingue in cui conviene tradurre per trovare nuovi clienti, T-Index di Translated

L'agenzia di traduzioni creata a Roma da Marco Trombetti e Isabelle Andrieu rinnova e migliora il suo studio T-Index, che classifica 195 paesi e le loro lingue

Translated, agenzia di traduzioni creata a Roma da Marco Trombetti e Isabelle Andrieu nel 1999, inclusa fra le top tech company da Tech Tour Growth 50, rinnova e migliora il proprio studio T-Index con un nuovo metodo di calcolo. T-Index classifica 195 paesi e le loro rispettive lingue in base al loro potenziale per le vendite online, combinando il numero di utenti Internet con la stima della loro spesa annua pro capite. Una panoramica unica e completa delle opportunità di investimento nell’e-commerce globale. «Il T-Index è nato con lo scopo di guidare i nostri clienti nella scelta delle lingue in cui tradurre i propri contenuti nel contesto di un progetto di internazionalizzazione» spiega Marco Trombetti, CEO di Translated.

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Isabelle Andrieu e Marco Trombetti, co-founder di Translated

Turco, indonesiano e farsi le lingue per conquistare nuovi mercati

I risultati dello studio annunciano una più grande diversità linguistica e una minore rilevanza dell’inglese da qui al 2020, con l’ascesa di lingue oggi minoritarie. Nel 2016 bastano 2 lingue per raggiungere il 50% del potere d’acquisto online, mentre nel 2020 ne serviranno 3 (inglese 33.1%, cinese 12.8% e spagnolo 8.4%). Il russo e l’arabo supereranno l’italiano (decima lingua in termini di rilevanza nel 2020) mentre il turco, l’indonesiano e il farsi sono tra le lingue emergenti da considerare per conquistare fette di mercato ancora poco esplorate.

Stati Uniti primi, ma la Cina accorcerà la distanza

Con un T-Index del 29,9%, gli Stati Uniti sono sempre in cima alla classifica per paesi. Rappresentano più di 278 milioni di utenti internet con un valore medio di spesa annua pro capite di 41.217 dollari. Superano di molto la Cina, al secondo posto con l’8%. Stando alla proiezione T-Index nel 2020 la Cina accorcerà rapidamente la distanza dagli Stati Uniti, raggiungendo una quota di mercato pari al 12,7% contro il 20,6% degli USA.
Il Brasile e la Russia, rispettivamente al settimo e decimo posto nel 2016, diventeranno sempre più interessanti per le vendite online. Secondo la proiezione dei dati al 2020, dovrebbero addirittura scavalcare Germania, Francia e Regno Unito.

India paese chiave per l’ecommerce

L’India, il secondo Paese più popoloso al mondo, si classifica al 15° posto nel 2016 con un T-Index del 1,3%. Con un tasso di penetrazione di Internet basso (oggi è il 18%) e una spesa pro capite degli Internet users in buona crescita (+22% dal 2010 al 2014), l’India ha tutte le carte in regola per diventare un paese chiave per l’ecommerce. Secondo le proiezioni, entro il 2020 occuperà il 13° posto, davanti a Spagna e Corea del Sud.

Translated fornisce servizi a 75 mila clienti nel mondo

T-Index suggerisce a chiunque si occupa di marketing, gestisce un ecommerce o un blog su quali paesi puntare e in quali lingue tradurre i propri contenuti per espandere il proprio business online e ottenere il maggior ROI (Return on investment) da un progetto di internazionalizzazione. Lo studio T-Index è condotto ogni anno da Translated, una delle prime agenzie di traduzione online, e oggi una delle più innovative. Fornisce servizi di localizzazione a più di 75.000 clienti in tutto il mondo, dalle startup alle multinazionali (Google, HP, Expedia, e altre). Nel marzo 2016, Translated è stata nominata tra le future potenziali billion company europee.

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