Le finaliste di .itCup: Mathesia, la piattaforma dedicata alla matematica applicata

Mathesia è la prima piattaforma di open innovation dedicata alla matematica applicata. Qui le realtà industriali incontrano i migliori specialisti nell’ambito di data science, modellistica, simulazione, ottimizzazione di prodotto o di processo

Mathesia è la prima piattaforma di open innovation dedicata alla matematica applicata: il luogo dove, attraverso il modello del crowdsourcing, le realtà industriali alla ricerca di innovazione incontrano i migliori specialisti nell’ambito di data science, modellistica, simulazione, ottimizzazione di prodotto o di processo. Una soluzione efficace per risolvere le proprie sfide di business e sviluppare nuove idee.

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Mathesia è una realtà nata grazie all’incontro e alla collaborazione di due startup – Moxoff e Yottacle – e in particolare dalla conoscenza dei due CEO – Ottavio Crivaro (Moxoff) e Luca Prati (Yottacle) – e dall’integrazione delle reciproche esperienze. Per questo abbiamo realizzato una sorta di intervista doppia ai due fondatori.

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Diteci qualcosa di voi: cosa volevate fare da piccoli? Qual è il vostro percorso di studi? Quali sono state le esperienze che hanno cambiato la vostra vita?

Ottavio: da piccolo volevo sopratutto giocare… e non avevo nessuno dei classici “sogni” (diventare astronauta, medico, calciatore, etc…), ero molto concentrato sul presente! Ho poi studiato ingegneria e iniziato a lavorare prima nel mondo delle telecomunicazioni e poi sui servizi di innovazione tecnologica. Un’esperienza molto importante dal punto di vista lavorativo è stata senza dubbio la conoscenza del MOX (Laboratorio di Modellistica e Calcolo Scientifico del Politecnico di Milano) e il lancio di Moxoff: spinoff dello stesso laboratorio, società attraverso cui facciamo trasferimento di conoscenze e tecnologie dal mondo della ricerca a quello dell’industria e dei servizi, in un ambito solitamente ritenuto molto teorico come quello della matematica. È invece incredibile quanto possa essere concreto e impattante l’utilizzo di modelli ed algoritmi matematici nella generazione di innovazione e nello sviluppo del business.

Luca: Da piccolo mi piaceva scoprire come funzionano le cose. Smontavo e rimontavo i giocattoli per studiare i meccanismi interni. Per questo mi sono poi dedicato all’ingegneria passando a studiare il mondo impalpabile del software. Dopo una significativa esperienza nel mondo della ricerca presso importanti multinazionali delle telecomunicazioni ho intrapreso un percorso imprenditoriale. Penso che la vera innovazione oggi passi da realtà più agili e piccole come quelle delle startup.

Come vi siete conosciuti? 

Ottavio: Con Luca ci siamo conosciuti in Italtel, durante la nostra prima esperienza lavorativa. Era una vera “nave scuola” per noi neolaureati e in un settore (le comunicazioni mobili) che stava agli anni ‘90 come la scienza dei dati e i social network stanno ad oggi. Dopo un anno io decisi di andar via e provare nuove esperienze lavorative, la nostra amicizia e stima è però cresciuta nel tempo e qualche anno fa abbiamo avuto la fortuna di ritornare a lavorare insieme.

Luca: È curioso come i percorsi della vita portino a incrociare i destini delle persone a distanza di anni. Da un aperitivo al bar ci siamo ritrovati a ragionare su progetti che potessero fare innovazione per il sistema industriale e abbiamo avviato la nuova collaborazione.

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Ottavio Crivaro

Come vi vedete tra 10 anni?

Ottavio: 10 anni è un arco temporale enorme… non saprei rispondere! E poi siamo in un’epoca che ha una rapidità di cambiamento impressionante e credo sia limitativo pensare anche solo a ciò che sarà fra due anni con le conoscenze e gli strumenti di oggi.

Luca: Tra 10 anni mi vedo ancora immerso a capofitto nel lavoro con la stessa passione di oggi, ad affrontare sfide più alte e imparare sempre qualcosa di nuovo con la speranza che nel frattempo questo progetto sia germogliato e fiorito.

Chi ha avuto l’idea? Vi ricordate cosa stavate facendo in quel preciso momento?

Ottavio: Stavo facendo una riunione con una persona che si occupa di IT che mi raccontava della sua idea di lanciare una piattaforma di crowdsourcing per il mondo della progettazione web. Ebbi come una sorta di folgorazione: lui mi parlava di una cosa che 15 anni prima era un tema per pochi eletti e che in quel momento era invece diventato una “commodity” tanto da poter essere offerto attraverso una piattaforma di disintermediazione. Ho immaginato allora che anche ciò che Moxoff fa e offre sul mercato (sviluppo di modelli matematici, algoritmi, metodi numerici per la soluzione di sistemi complessi, software per calcoli ad alte prestazioni, etc…), pur essendo oggi qualcosa ad altissima specializzazione e con un’offerta inferiore alla domanda, diventerà presto una commodity. Perché allora non sfruttare questo vantaggio competitivo e questa visione per creare la prima piattaforma di crowdsourcing dedicata alla matematica applicata?

 

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Qual è il vostro punto di forza e qual è, in breve, il vostro business model?

Ottavio: Senza dubbio il mix di competenze! Moxoff conosce l’ambito (matematica, data science, high performance computing, etc…) e ha capito come fare trasferimento di conoscenza e tecnologia tra mondo dell’industria e mondo della ricerca. Moxoff sa tradurre un problema industriale in una sfida di carattere matematico. Yottacle sa come si costruisce un ambiente collaborativo e come si sviluppa una piattaforma software per gestire delle community. Il nostro modello di business si basa sulla capacità di creare un contatto semplice ed efficace tra chi abbia un problema tecnologico o chi voglia fare innovazione e coloro che abbiano realizzato modelli, algoritmi, software di ottimizzazione, in grado di portare alla soluzione del problema o di accelerare il processo di innovazione stesso.

Luca: Gli ingredienti per noi sono:
1 buona idea
1 team affiatato
1 presa di esperienza
1 scatola di passione
4 pizzichi di tecnologia
Entusiasmo
Tanta voglia di imparare
Umorismo q.b.

Raccontateci i momenti salienti della storia della startup 

Ottavio: Abbiamo deciso di autofinanziare lo sviluppo della piattaforma e quindi la creazione della startup, Mathesia. Non ci è costato poco, anzi… Come Moxoff abbiamo coscientemente deciso di investire quasi tutti i nostri utili in questa iniziativa. E questo ci ha anche penalizzato di fronte ad investitori interessati alla stessa Moxoff! Abbiamo quindi lanciato Mathesia a fine 2014 e i primi 18 mesi sono stati duri… sapevamo di essere un po’ in anticipo rispetto alla maturità e alle richieste del mercato, ma forse avevamo qualche speranza in più. Oggi sentiamo e vediamo che qualcosa sta cambiando. Arrivano i primi riconoscimenti ma soprattutto negli ultimi mesi tanti si sono avvicinati alla piattaforma come utilizzatori e tanti altri come potenziali investor.

Luca: Il mese scorso abbiamo ricevuto un importante riconoscimento da una giuria composta dai CIO provenienti da 50 delle più importanti società italiane (Digital360 Awards – categoria Big Data). Questo ci ha fatto molto piacere e ci ha dato la consapevolezza che il lavoro fatto sino ad oggi viene apprezzato e riconosciuto dagli operatori del settore.

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Come avete conosciuto .itCup Registro?

Attraverso i social abbiamo trovato il racconto di un partecipante all’ultima edizione di .itCup… ci ha convinto che poteva essere una buona occasione.

Perché avete deciso di partecipare?

I racconti dei partecipanti alle scorse edizioni sono stati molto convincenti! Registro .it e questo bando ci sembravano molto in linea con il progetto di Mathesia: sfruttare la rete e il modello del crowdsourcing per fare innovazione, mettendo in contatto i migliori specialisti nell’ambito della matematica applicata e della data science con le realtà industriali alla ricerca di innovazione.

Perché pensate di poter vincere e, in caso, cosa farete con il premio?

Mathesia si muove su due binari che in Italia sono ancora poco sfruttati: il modello del crowdsourcing e l’utilizzo di strumenti matematici e statistici per creare innovazione di processo o di prodotto. Guardando anche al mercato internazionale pensiamo però che le cose stiano cambiando e che una realtà come Mathesia possa fare da ponte fra imprese e innovazione e rispondere alla necessità di sempre più aziende di avvalersi di consulenze esterne qualificate in grado di rispondere alle esigenze di cambiamento e di innovazione a costi contenuti. Vogliamo sfruttare il premio e le opportunità di formazione che offre soprattutto migliorare le attività di marketing e comunicazione, la visibilità della startup e trovare nuovi contatti sia con le imprese che con gli investitori.

Qual è la vostra ricetta per una startup di successo?

Ottavio: Non essere troppo innamorati della propria idea, ancora meno di se stessi!
Luca: Partire sempre dai bisogni dei clienti e testare il proprio prodotto.

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