Cosa succede in un torneo di eSport secondo la startup italiana che li supporta. Balzo

A Firenze tra venerdì 23 e domenica 25 settembre è andato in scena un torneo italiano di eSport. 4 squadre da tutta Italia, 2mila spettatori, 25 mila utenti collegati.

Il 24 e il 25 settembre si è tenuto a Firenze, negli spazi di Nana Bianca, uno dei primi tornei di League of Legend di Italian gaming league (per la cronaca: hanno vinto i Forge). Montepremi: 5 mila euro. Il progetto, promosso da Balzo, mira a diventare il primo campionato di eSport in Italia. Con tutti i crismi di una competizione sportiva: tesseramento alla Gec (Giochi elettronici competitivi), associazione che fa capo all’Asi (Alleanza sportiva italiana), ente di promozione dello sport che segue le regole del Coni (sì, il Coni, il comitato olimpico italiano). La Italian gaming league si presenta così: “Dopo anni di incertezze è giunto il momento di unire sotto un’unica realtà i maggiori titoli in circolazione” per creare “una base organizzativa solida che metta l’uno di fronte l’altro sia il panorama dei videogiocatori che quello degli sponsor”. Ne abbiamo parlato con Dario Trovato, cofounder di Balzo, startup che fa parte di Nana Bianca.

Analisi: Videogiochi come un lavoro vero: così gli eSport sono diventati un mercato da mezzo miliardo

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Team Forge, primo classificato nel torneo League of Legends

Ci racconti come è andato questo torneo?

«Il torneo è andato benissimo. Abbiamo fatto il record di visualizzazioni in contemporanea per eventi di questo genere in Italia: con punte di più di 2 mila spettatori in contemporanea nella giornata di domenica e circa 25 mila utenti unici collegati. Le squadre erano 4 e venivano da tutta Italia: Team Forge, Liquid Gaming, Next Gaming e Tess. Hanno vinto i ragazzi di Team Forge, una squadra basata a Cagliari (primo premio 2 mila euro). Secondi classificati i ragazzi di Next Gaming con 1500 euro di premio, al terzo Tess con 1000 euro. L’età media dei partecipanti di questo torneo si attesta sui 18-19 anni».

Queste squadre sono composte da ragazzini ma ci sono delle aziende che le finanziano specie all’estero. In Italia?

«Ci sono aziende che le finanziano. Ogni società (si chiama multigaming, un’associazione sportiva dilettantistica, con tesserati che possono ricevere contributi ogni anno per giocatore). Le società dilettantistiche si finanziano o privatamente (i presidenti investono) o vincendo premi. Si punta parecchio a ricevere sponsorizzazioni (contratti o convenzioni con produttori di hardware in modo da avere facilitazioni nel loro lavoro)».

Quando hai deciso di occuparti di eSport? 

«Sono sempre stato un appassionato di videogiochi fin da piccolo. Non ho un grande spirito competivo. Mi sono però avvicinato all’esport un anno fa. Grazie al mio socio Giuseppe, a Nana Bianca e a Maurizio di Gaming Consulting (la società che ci affianca in questa impresa), sono entrato nel mondo dell’eSport in modo più diretto».

Più nel dettaglio, cosa fa Balzo?

«Balzo è una società nata 4 anni fa, fondata da me, da Giuseppe, e Vincenzo, ex socio Ci occupavamo in una primissima fase di sviluppo di videogiochi. Proprio come sviluppatori di videogiochi siamo entrati in Nana Bianca. Col tempo, abbiamo affiancato all’attività di sviluppo di videogame anche l’attività di sviluppo di utility, altri tipi di software sempre in ambito Mobile per tablet e cellulari. Di recente abbiamo deciso di concentrarci nello sviluppo di un unico videogioco e di ampliare la parte relativa alle utility dedicandoci anche all’Iot: ovvero tutto ciò che riguarda periferiche e devices che si connettono fra loro e utilizzano Internet per lo sharing. Balzo è un’azienda giovane. Io sono il più anziano del gruppo e ho 37 anni. Siamo 8 e siamo a Nana Bianca da 3 anni».

Qual è il vostro modello di business? 

«Il modello di business di Balzo è basato sul business to business. Con Balzo sviluppiamo su commissione e siamo pagati per sviluppare oppure, per i titoli originali, puntiamo alla vendita al pubblico. Il modello di business di IGL (Italian Gaming League, ovvero la lega che si occupa di sviluppare i tornei di videogioco) è simile alla Lega Calcio e si pone come intermediario fra le reti televisive, i fan e i team. Ridistribuisce ai team i proventi dei guadagni che arrivano da sponsorizzazioni, diritti televisivi e dagli ingressi delle manifestazioni live. Così IGL punta a sviluppare la scena sportiva italiana, puntando su società e giocatori, in modo da creare una scena più possibile solida, duratura e competitiva. Per fare questo stiamo promuovendo oltre ai tornei,  anche ad un campionato che comincerà l’anno prossimo per concludersi a maggio durante il Torino Comics»

Quali sono i vostri competitor in Italia? 

«I competitor di Balzo sono tutte le aziende che sviluppano b2b, i competitori di IGL sono principalmente le varie realtà che si occupano di sviluppare tornei. Come la Milanese League con le Games week League di ottobre. Parlare di competitor è sì corretto, ma la scena non è molto sviluppata. Quindi più che di competitor parlerei di omologhi». 

Qual è il mercato degli eSport in Italia oggi? Quali prospettive di crescita ci sono secondo te? 

«Abbiamo un milione di appassionati. Le prospettive di crescita sono enormi. Fra 3-4 anni avremo una crescita esponenziale. Con una buona metà della popolazione che avrà visto o si sarà interessata ad un evento esportivo. Ci sono le società, c’è la lega, fior di sponsor e c’è la parte del mercato televisivo. Sky si sta interessando e in Gran Bretagna ha già investito in un canale dedicato».

Qual è il vostro rapporto con Nana Bianca? E’ un vostro investitore? 

«Ottimo, dura da più di 3 anni. E’ nostro socio, non solo partner e supporter. Ha una parte delle quote di Balzo srl ed è una delle società organizzatrici del torneo IGL».

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