Il portale di arredamento online che vuole diventare il primo d’Europa. Livingo

Il sito di proprietà della tedesca Möbel Trend fa da intermediario tra vari e-commerce nel settore dell’arredo come Amazon, Otto e Beliani e la clientela. In Italia è arrivato nel 2015 e ha visto aumentare i suoi visitatori da 20 mila a 130 mila nell’ultimo mese

All’apparenza Livingo è un semplice e-commerce per l’arredamento. In realtà, è un portale che fa da intermediario tra la clientela interessata ad acquistare mobili online e le piattaforme che vendono gli oggetti di arredo. Edoardo Gini, Country Manager per l’Italia di questo servizio racconta a Startupitalia.eu come è nato il progetto e come è arrivato nel nostro Paese: «Livingo esiste come dominio in Germania da un po’ di anni, ma è dal 2013 che ha acquisito la fisionomia attuale. Il sito è stato acquistato dall’azienda tedesca Möbel Trend, tre anni fa. E da allora la sua crescita l’ha portato ad affacciarsi in vari Paesi come Spagna, Francia e Italia, dove è attivo dal 2015», dice. I numeri dicono che Livingo è una società in salute: più di 5 milioni di prodotti di 20 mila categorie e di 7 mila marche differenti e un aumento del 400% del numero dei visitatori nell’ultimo anno. Al momento Livingo è in una fase di internazionalizzazione: è questa la strada tracciata per la società dal suo Ceo Manuel Freissle. E l’ambizione è alta: «La nostra vision è di arrivare nei prossimi due anni a fare di Livingo il più affermato portale di home & living in Europa», dice. Nel 2017 è prevista l’apertura di Livingo in altri Paesi, tra cui la Svizzera e il Regno Unito.

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Edoardo Gini, Country manager Italy di Livingo

Tutte le offerte in un unico portale

Livingo non vende nulla, ma conduce traffico verso i negozi partner. Gli utenti si sentono rassicurati da marchi più affermati dell’ecommerce come Amazon, Home 24, Belian e Otto che Livingo provvede solo ad aggregare. In sostanza, il cliente che deve acquistare un determinato articolo non dovrà fare diverse ricerche su vari siti, ma si troverà tutte le offerte a disposizione su un’unica piattoforma. «Chi cerca “scrivania in legno” su Google troverà Livingo tra i primi risultati e questo gli permetterà di farsi subito un’idea dei prodotti disponibili online». Al momento l’80% dei visitatori di Livingo arriva sul sito tramite le ricerche organiche e correlate su Google. Il modello di business è definito Cpc (cost per click). Livingo, cioè, firma dei contratti con i negozi partner e riceve un pagamento per ogni utente che clicca sul prodotto di ogni piattaforma. Il guadagno è quindi assicurato anche se il cliente non finalizzerà poi l’acquisto. Unica eccezione è Amazon che ha deciso di subordinare il pagamento all’effettiva vendita del prodotto. «Amazon ci è stato molto utile all’inizio perché è un nome molto conosciuto e per la serie infinita di articoli che ha in catalogo. Oggi, però, stiamo procedendo alla sua progressiva sostituzione con altri partner», spiega Gini.

«Rafforzare la seo e la presenza sui social»

In Italia Livingo ha sede a Como. Al momento nel nostro Paese lavorano al prodotto in due. Nel primo anno di attività, la piattaforma in Italia ha registrato un grande successo passando da una media di 20 mila visitatori al mese ai 130 mila degli ultimi 30 giorni. «Il mercato italiano è una grande occasione per noi visto che esiste un solo competitor che è arrivato dopo la nostra affermazione. Siamo ancora in una fase di sviluppo, ma i dati sono molto positivi. Contiamo di poter assumere ulteriori impiegati nel prossimo anno anche in virtù di alcune trattative con degli investitori che potranno fornire risorse per far crescere il prodotto», dice il country manager italiano. Nel frattempo l’attenzione è concentrata sullo sviluppo della seo: «Senza spendere soldi su Google Adwords noi puntiamo ad essere sempre presenti sui motori di ricerca che sono la fonte principale di clienti per noi. Abbiamo, però, molti altri punti da ampliare per arrivare agli utenti, a partire dal rafforzamento della nostra presenza sui social network, Facebook in particolare», precisa Gini.

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