Queste startup ti aiuteranno a trovare quello che ti serve, anche un lavoro. Vicker e Jobby

Due startup cercano di cambiare il modo in cui siamo abituati a cercare ciò di cui possiamo aver bisogno come consumatori, ma anche come lavoratori temporanei

Quanto sarebbe interessante far incontrare domanda e offerta lavorativa per occupazioni temporanee utilizzando una semplice piattaforma? La bella notizia è che ciò esiste davvero ed è utilizzabile da tutti con diverse opzioni messe a disposizione dal mondo dell’app economy. Due startup in particolare stanno facendo parlare di sé e stanno cercando di cambiare il modo in cui siamo abituati a cercare ciò di cui possiamo aver bisogno nel quotidiano come consumatori, ma anche come lavoratori temporanei: stiamo parlando di Vicker e JobbyLe abbiamo provate e messe a confronto.

Vicker

Matteo Cracco e Luca Menti, founder di Vicker

Rispetto delle leggi e benessere di chi lavora

Vicker è piattaforma (app e portale) che mette in contatto la domanda e l’offerta di piccole prestazioni d’opera, facendo leva su un concetto etico di digital economy. «Abbiamo due riferimenti imprescindibili: il rispetto della legislazione vigente e il benessere dei lavoratori», dicono i founder Matteo Cracco, 30 anni, da regista ha ottenuto un riconoscimento al Giffoni Film Festival, e Luca Menti, 34 anni, cantante che ha piazzato alcune hit nel mercato europeo. Lo scorso anno, decidono di cambiare vita e provare a cambiarla a tante altre persone. Dopo aver mosso i primi passi su Roma e Vicenza, Vicker sta ampliando il raggio d’azione: prima Milano e Padova, questa settimana hanno lanciato a Torino. Prossime tappe, Firenze e Bologna.

Richiedi il lavoro e stabilisci il prezzo

Su Vicker il committente stabilisce il prezzo che è disposto a pagare per un determinato servizio, sempre nel rispetto della soglia base (20 euro) sotto la quale il sistema non permette di scendere. Il committente pubblica così il suo annuncio, specificando, data, luogo e compenso. I lavoratori che rispondono ai requisiti richiesti riceveranno una notifica e potranno candidarsi per svolgere l’attività, a quel punto colui che ha richiesto il servizio potrà scegliere a chi affidare il lavoro. In quel momento, il committente paga la cifra pattuita, il 20% sarà trattenuto come commissione da Vicker, l’80% sarà versato al lavoratore, entro 48 ore dall’avvenuta prestazione. Inoltre, la piattaforma gli fornisce una ricevuta esemplificativa, che potrà essere stampare e consegnata a chi ha richiesto il servizio. Nota ulteriore da non sottovalutare, Vicker ha raggiunto un accordo con Zurich, per garantire ad ogni lavoratore una copertura assicurativa.

Jobby

Andrea Goggi, CEO e Founder di Jobby

Jobby, il marketplace

Sul mercato anche Jobby, il marketplace che mette in contatto persone che non hanno il tempo, o hanno bisogno di supporto per svolgere determinate attività, con studenti che possono guadagnare svolgendo queste attività trasformando spesso un hobby in un vero e proprio lavoro temporaneo. A differenza di Vicker il target principale di Jobby è nello specifico quello degli studenti che hanno a disposizione uno strumento della digital economy per raggiungere l’indipendenza economica mentre continuano a studiare.

Ricevi l’incarico e attivi la chat

Chi offre lavoro sceglie l’importo: il compenso minimo è di 8 euro all’ora. Il  pagamento avviene con PayPal ma presto saranno gestite anche carte di credito e bonifici bancari. L’app prevede anche una chat che si attiva nel momento in cui l’incarico viene affidato a un worker e con cui è possibile confrontarsi e pianificare tutti i dettagli. Le recensioni sono richieste obbligatoriamente sia al datore di lavoro sia al worker e costituiscono lo strumento cardine della piattaforma per garantire un elevato livello di qualità e di affidabilità del servizio.

Assistenza personale ma anche insegnamento

Jobby funziona per categorie: Assistenza Personale, Casa e Giardino, Eventi, Promozione, Insegnamento, Ufficio. All’interno di ogni categoria si trovano le attività specifiche che possono essere svolte, come ad esempio: sgombero, ripetizioni, data entry, traduzioni, ricerche on-line, hostess, promoter, personal shopper, montaggio mobili, lavaggio auto, lezioni private e molto altro ancora. Per ora l’app è attiva a Milano, ma presto il servizio sarà attivo in altre città Italiane ed Europee.

Workforce on demand

Andrea Goggi, founder di Jobby, spiega che tra gli obiettivi della startup c’è il soddisfare anche una necessità crescente degli small business e delle aziende più grandi: che potranno contare sulla disponibilità di uno staff dedicato in momenti specifici, senza impatti permanenti sui costi strutturali. Proprio per questo Jobby sta costruendo una serie di partnership strategiche con grandi aziende e startup del panorama italiano sia come servizio che può fornire una “workforce on demand” sia come partner sulle tematiche di welfare che per integrare servizi a business consolidati  esempio il delivery.
Oltre ad Andrea Goggi, CEO e Founder, con più di 15 anni di esperienza in marketing, advertising e digital, lavorano nel team di Jobby Francesco Gobello, COO e Co-Founder, ex Manager di Accenture, Marco Tava CFO e Co-Founder, che ha curato gli aspetti finanziari e fiscali di tantissime aziende di small e medium business italiane e Michal Skrzypek, CTO, responsabile di un team di developers a Varsavia attivo su diversi progetti internazionali.

 

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