Volkswagen ha trasformato il suo celebre bus hippie in un gioiello hi-tech

L’icona degli anni Sessanta ritorna, ma ha ben poco di nostalgico: motori elettrici e sistema a guida automatica per puntare dritti al futuro

E’ stata l’icona degli anni Sessanta, il microbus Volkswagen, diventato il simbolo del movimento hippie. Oggi un nuovo concept fa sognare i nostalgici di quel periodo, si chiams ID Buzz e del vecchio veicolo ha solo la forma. L’interno, infatti, è super accessoriato e pieno di diavolerie tecnologiche, che ne fanno un piccolo gioiello hi-tech. Presentato al Salone delle Auto di Detroit, è stato salutato dalla stampa, “come il microbus che inaugura una nuova era”.

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La rivoluzione dei veicoli elettrici

ID Buzz è sopratutto un microbus elettrico che potrà percorrere oltre 430 km con una sola ricarica. L’alimentazione è composta da due motori elettrici (369 cavalli). Il veicolo è in grado di accelerare da 0 a 60 km/h, in circa 5 secondi. Si presenta con otto posti a sedere, ma può anche essere allargato per arrivare fino a 10. La caratteristica che, tuttavia, lo rende così speciale, è un software che acquisisce informazioni sull’esperienza dell’autista. Il microbus infatti, registra tutta una serie di dati dalle preferenze su aria condizionata, canzoni preferite, la configurazione del navigatore, il sistema di illuminazione ecc., e si adatta di volta in volta, al mutare di queste condizioni. All’interno del veicolo anche un tablet che serve a personalizzare ancora di più, l’esperienza di chi è alla guida. Il dispositivo può essere usato come promemoria (per ricordare all’autista tutta una serie di appuntamenti, o per intrattenere gli altri passeggeri).

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Il microbus a guida automatica (ma nel 2025)

Il veicolo è pensato per introdurre anche un sistema a guida automatica che è capace di rivelare la presenza di altre auto e degli ostacoli su strada, attraverso sensori laser, un sistema di sensori di ultrasuoni. Ma per sistema a guida automatica bisognerà avere un po’ più di pazienza. Il lancio sul mercato è previsto per il 2025.

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L’idea di un importatore olandese

Il microbus deve le sue origini a Ben Pon, un importatore olandese. Durante una sua visita gli stabilmenti di Wolfsburg sul finire degli anni Cinquanta, nota un maggiolino a cui era stato aggiunto un carrello per trasportare materiali pesanti. Da questa visione, immagina il veicolo e lo abbozza su un block notes, per proporlo a Nordhoff, che allora era il boss della casa automobilistica. Il microbus va poi sul mercato nel 1950. Il successo è enorme. Negli anni sessanta, ne vengono venduti quasi 2 milioni di esemplari.

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