Viaggio nel cuore dell’innovazione “made in Veneto” (con tutte le dritte per fare startup)

A caccia dell’Italia che ce la fa: con Edison Pulse e StartupItalia! un tour all’insegna dell’innovazione. A Padova la prima tappa

Appassionati, competenti, instancabili, globetrotter: la caccia agli innovatori da premiare è partita con la nuova edizione 2017 di Edison Pulse, il contest promosso da Edison per startup e progetti innovativi: quattro categorie e tante intuizioni da rendere scalabili. E torna la caccia alle idee innovative degli Archimede in salsa italiana. L’edizione 2017 presenta quattro categorie: energia, smarthome, consumer e ricostruzione sisma, ovvero una nuova categoria legata alle storie di eccellenze produttive, culturali e turistiche delle aree terremotate e alle soluzioni innovative per la gestione delle problematiche connesse agli eventi sismici. E quest’anno per raccontare il battito dell’innovazione di Pulse, insieme a StartupItalia! parte un tour in giro per l’Italia: cinque tappe –  Ancona, Padova, Palermo, Rieti, Torino – per incontrare dal vivo tutto l’ecosistema che fa innovazione e per raccontare storie di un’Italia che fa la differenza. La prima tappa è prevista a Padova giovedì 9 febbraio: in una mattinata si potrà fare il pieno di energia ascoltando storie di startupper e i consigli di investitori, esperti, analisti dell’ecosistema.

QUI per iscriversi gratuitamente, fino ad esaurimento posti!

copertina_eb

Il Veneto che innova, prima tappa Edison Pulse: Padova

Geniali e oggi interconnessi: la rivoluzione dell’innovazione “made in Veneto” passa per la capacità di fare squadra tra le varie realtà del tessuto universitario, che consentono di studiare, accelerare e anche talvolta intercettare capitali. La scorsa estate con StartupItalia! abbiamo già scattato la fotografia dell’ecosistema delle startup venete, che conta 147 realtà: 95 a Padova, 94 a Treviso, 73 a Verona, 67 a Venezia, 66 a Vicenza, 16 a Rovigo e 6 a Belluno. Il Veneto che innova come rete tra le reti: è questa la ricetta per vincere la sfida della complessità. Ne è convinto Gianluca Toschi della Fondazione Nord Est, istituto di ricerca e negli ultimi anni si è concentrato soprattutto sul digital manifacturing, ovvero sulla digitalizzazione dell’artigianato e del comparto manifatturiero italiano. «L’anno che si è chiuso è stato all’insegna della cooperazione tra le università rispetto al tema dell’industria 4.0. Grandi capitali non ci sono, sia come investimenti diretti che come spinte dall’estero, ma il Veneto è una terra dinamica che sa fare impresa. E poi due delle dieci aziende segnalate dal rapporto Deloitte Technology Fast 500 EMEA 2016 sono venete, un bel segnale», precisa Toschi.

foto 1 dusi

Imparare dagli errori. Parola dello startupper milionario

Anche lo startupper Andrea Dusi riparte dall’università, perché è lì che possono trovare terreno fertile intuizioni scalabili: «Per fare startup occorre tanto impegno e motivazione, ma alla base c’è lo studio. Lavoro e preparazione fanno la differenza. Ecco perché occorre scommettere sul sistema accademico. Le esperienze più interessanti le sto vedendo dagli spin-off universitari», racconta questo startupper 41enne di Verona, una vita divisa tra la sua Verona e la Silicon Valley, doppia laurea italiana e olandese e alle spalle una recente exit miliaria: secondo fonti ufficiose siamo sui 20 milioni di euro realizzati nell’aprile 2016 per Emozione3, startup pioneristica in Italia sui cofanetti regalo, nata nel 2009 come Wish Days con un team di sette soci (“rimasti sempre sette”, precisa con orgoglio Andrea). Nel frattempo Andrea si è iscritto come matricola in filosofia all’Università di Verona – lì ha avviato Impact School, un progetto che permette agli studenti di conoscere le tecnologie esponenziali – e su una cosa non ha dubbi: bisogna imparare dagli errori. Ecco perché tre anni fa, cercando lezioni di fallimenti in giro per il mondo, ha deciso di aprire un suo blog per raccontare le “startup over”. «Bisogna guardare a chi va male per migliorare dagli errori, e cercare di distinguere il fumo dall’arrosto», conclude Dusi.

foto 2 spaggiari

Il programma “energizzante” di Padova

La caccia alle idee innovative parte dal confronto con storie di chi fa startup per davvero. E quelle non mancheranno nella tappa padovana: tra i tanti ospiti ci saranno anche Enrico Pandian di Supermercato24, Francesco Magagnino di FlatMateMe, Daniele Bernardi di 2Pay e Gioia Lovison di Personal Book Shopper. E poi l’intervento di una delle realtà salite sul podio di Pulse 2016, premiata addirittura con l’oro. Si tratta di Bikee Bike, nata a Rovereto: siamo nella provincia trentina, a neppure una quarantina di chilometri dal Veneto. L’idea è stata giudicata la migliore nella categoria “low carbon city” grazie ad un sistema innovativo (e brevettato) per rendere motorizzate le biciclette esistenti e convertire in bici elettriche le altre. «Il nostro sistema genera potenza in uno spazio molto contenuto e il brevetto è il cuore dell’innovazione», racconta Matteo Spaggiari, 38enne e co-founder di Bikee Bike. Giovedì 9 febbraio interverrà a Padova Luca Spaggiari, suo fratello e socio. E anche lui ci darà la sua personale ricetta dell’innovazione.

Ti aspettiamo a Padova, il 9 febbraio!