Feb 2, 2017

Lanieri +200% di fatturato nel 2016. Simone Maggi: «Continuiamo a crescere»

La startup che ha sviluppato una piattaforma di ecommerce di abiti su misura maschili Made in Italy chiude l'anno in forte crescita. Nuovi prodotti e il mercato americano tra gli obiettivi del 2017

Un aumento di fatturato del 200% nel 2016, oltre 6 mila clienti in 50 Paesi, un aumento del 150% degli ordini e 6 nuovi atelier aperti in Europa negli ultimi dodici mesi. Lanieri, la startup di Simone Maggi e Riccardo Schiavotto che ha sviluppato una piattaforma di ecommerce di abiti su misura maschili Made in Italy, chiude con questi numeri il 2016. E si lancia nel 2017 dopo aver ottenuto lo scorso settembre un nuovo round di finanziamento di 3 milioni di euro da parte di un pool di lanifici biellesi. Di questi numeri e dei trend del fashiontech abbiamo parlato proprio con il ceo Simone Maggi. «Sì, confermo i numeri della crescita del 2016 – ha detto subito a StartupItalia! – l’anno scorso c’è stato un importante aumento di capitale e l’apertura di 6 store. L’obiettivo era internazionalizzarci e fare scaleup». E nel 2017? Concretizzare la crescita dell’azienda e migliorare: perché Simone e Riccardo sono lanciatissimi e non hanno intenzione di fermarsi.

Lanieri

Riccardo Schiavotto e Simone Maggi, co-founder di Lanieri

Strategia omnichannel e cura del dettaglio

Tra i punti di forza di Lanieri c’è sicuramente l’approccio omnichannel, che unisce la possibilità di vivere l’esperienza di acquisto online o in atelier, che ha permesso di consolidare la presenza di Lanieri sui nuovi mercati e ha contribuito a generare un aumento degli ordini del +150%. Oggi, ad ogni acquisto effettuato offline corrispondono 1.5 ordini online: un dato che rappresenta il graduale passaggio al digitale di un servizio storico (quello della sartoria) che in Italia costituisce una vera e propria eccellenza e che Lanieri sta contribuendo a rendere sempre più accessibile a livello globale. Ne è convinto anche Simone Maggi. «La strategia omnichannel è alla base di tutto – ha spiegato – alla gente piace fare spesa in atelier, con un servizio personalizzato, con un prodotto di qualità». E coniugarlo con un’esperienza online.

FashionTech

Lanieri non fa innovazione di prodotto, ma di processo. E’ una delle precisazioni cui tiene di più Simone Maggi. «Non siamo noi i produttori dell’abito, ma ci riforniamo da ottimi produttori italiani». Con alle spalle una tecnologia e una produzione completamente Made in Italy, Lanieri utilizza le materie prime più pregiate presenti sul mercato: tra i brand, Loro Piana, Ermenegildo Zegna, Thomas Mason, Albini. «Per noi è fondamentale la cura del dettaglio».

Nuovi mercati…

Tra i nuovi mercati raggiunti nel 2016, la Francia è quello che ha prodotto i migliori risultati per Lanieri, concentrando circa l’11% degli ordini, seguita dagli USA con il 6% e dalla Germania con il 5%. L’Italia, con il 69% degli ordini resta al momento il mercato più forte. Il mercato del made-to-measure è in crescita, soprattutto nel settore dell’abbigliamento: secondo uno studio Deloitte condotto in Uk, il 41% della popolazione vorrebbe poter indossare capi di vestiario personalizzati e 1 su 4 sarebbe disposto a pagare fino al 20% in più.

…e nuovi prodotti

«Nel 2017 – ha spiegato ancora Maggi – ci focalizzeremo sempre di più sull’aumento della nostra base clienti internazionali (specialmente negli USA), un mercato che ci riserva ampi margini di sviluppo. E sull’introduzione di nuovi prodotti, come chinos e pullover per i quali stiamo ricercando i giusti produttori. Per molti, ordinare un capo su misura con i migliori tessuti italiani rappresenta ancora un processo irragionevolmente lungo, dispendioso e complesso ed è proprio sulla semplificazione di questo iter d’acquisto che stiamo costruendo la forza del nostro servizio e la fiducia dei nostri clienti».

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