Quello che c’è da sapere sulla fine del roaming, spiegato da una startup

Il founder della startup che offre sul mercato una sim per chiamare e navigare dall’estero a costi contenuti spiega a Startupitalia! la sua opinione sul provvedimento europeo: «Sarebbe stato meglio lasciare che la concorrenza riducesse progressivamente i costi. Così a rimetterci saranno i consumatori»

La decisione era ormai attesa da 10 anni. È dal 2007 che le istituzioni europee parlano di un provvedimento legislativo per abbattere del 90 per cento i costi di roaming per i clienti che vogliano usare il cellulare fuori dai confini nazionali. Dal 15 giugno 2017 questo progetto a lungo discusso porterà i suoi primi frutti. Manuel Zanella, founder delle startup Zeromobile e Chatsim spiega a Startupitalia! la sua opinione di addetto ai lavori sul provvedimento europeo riguardo alle tariffe all’ingrosso. L’ingegnere vicentino ha fatto della lotta ai costi spropositati per le telefonate all’estero il suo business offrendo sul mercato una sim che consente di risparmiare sulle tariffe voce e dati. Gli abbiamo fatto qualche domanda per individuare gli aspetti positivi e quelli negativi di questo cambiamento per la sua startup e per il mercato telefonico europeo.

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Dopo 10 anni una decisione che forse colpirà i consumatori

Di roaming si parla spesso e ora l’Europa è intervenuta in maniera definitiva sull’argomento. È davvero arrivata la svolta?
«Sono partito con Zeromobile proprio nell’anno in cui la Commissione europea ha iniziato con il primo regolamento sul roaming. Allora telefonare costava un euro al minuto e ricevere costava 45 centesimi al minuto. Ci hanno messo 10 anni per portare questi prezzi a zero per il consumatore, ma non è detto che questa decisione sule tariffe all’ingrosso si rivelerà vantaggiosa per i clienti. Tutto si giocherà adesso sul settore più caldo per il mercato che è il roaming dati».

Ci spiega nel dettaglio cosa significa questa decisione?
«La Commissione europea ha imposto un tetto sulle tariffe che pagano gli operatori telefonici per consentire al consumatore di usare il cellulare all’estero. Il costo massimo per giga sarà di 7,7 euro che è il 90 per cento in meno rispetto al costo attuale. Il roaming zero per i clienti dal 15 giugno 2017 permetterà di utilizzare il traffico dati acquistato presso gli operatori nazionali in tutti i paesi dell’Unione. In generale oggi con una promozione di 10 euro al mese si riescono ad avere a disposizione diversi giga. Se, però, per ognuno di quei giga l’operatore italiano deve comunque versare 7,7 all’operatore straniero, sarà difficile coprire tutti i costi. A rimetterci saranno probabilmente i consumatori».

Il possibile aumento delle tariffe

Cosa potrebbe succedere alle tariffe dal 15 giugno in poi?
«Lo scorso anno gli operatori hanno fatto il 10 per cento del loro fatturato in roaming in Europa. Questa decisione potrebbe portare a delle perdite considerevoli per loro. È molto probabile, quindi, che ci sarà un aumento delle tariffe dei piani e una diminuzione dei giga messi a disposizione. Non è escluso, poi, che ci sarà un aumento delle tariffe extra Ue. È la regola del mercato».

In quale altro modo potrebbero intervenire gli operatori telefonici per evitare le perdite nei loro guadagni?
«La Commissione europea non ha posto un limite al traffico dati che è possibile consumare all’estero. Ogni operatore, però, può in ogni momento bloccare la sim di un cliente che la usi per troppo tempo in roaming».

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Il potere della concorrenza

Pensa che la decisione della Commissione europea possa essere migliorata per rendere il provvedimento più sostenibile per operatori e clienti?
«Secondo me non doveva essere un intervento del legislatore a ridurre le tariffe. Era necessario lasciare che la concorrenza portasse progressivi benefici al consumatore un po’ come è successo con le tariffe della telefonia mobile in Italia, sensibilmente ridotte nel corso degli anni. Di fatto, poi, il roaming era già stato superato con dei pacchetti che alcuni operatori come Vodafone offrivano ai loro clienti per chiamare e navigare con il cellulare all’estero. Ed era stata la concorrenza a portare questo risultato».

In che modo questa decisione inciderà sul business della sua startup?
«A ben guardare questa decisione è per noi vantaggiosa perché ci permette di acquistare traffico telefonico a un prezzo inferiore lasciando le nostre tariffe invariate e aumentando così i nostri margini. Negli anni comunque già il mercato aveva determinato una riduzione per noi positiva dei costi all’ingrosso. La Commissione europea ha solo velocizzato il processo. Al di là di questo, però, per noi cambia davvero poco dato che ci rivolgiamo a 120 paesi e più del 40% delle nostre vendite lo facciamo in Asia. Le vendite che facciamo in Europa, poi, sono a clienti che viaggiano fuori dal nostro continente, negli Stati Uniti o in Cina».

@martinolara

Un Commento a “Quello che c’è da sapere sulla fine del roaming, spiegato da una startup”

  1. +++ CrowdfundingNews.IT +++

    secondo me c’è solo una cosa sicura sulla fine del roaming ed è che le compagnie telefoniche troveranno il modo per farci pagare le stesse somme o anche di più “rimodulando” (leggasi: aumentando) tutte le altre tariffe e servizi

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