Voleva fare il giornalista, e invece ha fatto un’exit milionaria in Silicon Valley. Chi è Adriano Farano

Watchup, l'app dello startupper campano per creare tg personalizzati è stata acquisita da un colosso americano dello streaming. Farano racconta a StartupItalia! come c'è riuscito

L’idea, il viaggio in Silicon Valley, la ricerca affannosa degli investitori. E poi la strada che si fa più in discesa, con i primi riconoscimenti, le partnership di prestigio. Come ultima tappa l’exit milionaria. E chissà cosa gli riserverà il futuro. Adriano Farano, 37 anni, è l’ideatore di Watchup, un’app che consente di creare il proprio telegiornale personalizzato, con un collage di video news da diversi emittenti. L’applicazione è piaciuta agli investitori americani, alcuni big dell’hitech (come Microsoft) e ha raccolto 4,3 milioni di dollari. L’exit milionaria (la cifra esatta è ancora top secret) è stata realizzata da Plex, altra app che opera nello streaming dei contenuti multimediali. A Startupitalia! racconta come tutto è iniziato.

Adriano Farano

“Il giornalino di Berlino”

Adriano ha 9 anni quando a Cava de’ Tirreni, comune di 53mila anime in provincia di Salerno, assiste in tv all’evento che sta per trasformare il mondo: la caduta del muro di Berlino. Il mattino dopo in classe scopre che nessuno dei suoi amichetti sa nulla della notizia. Allora decide di prendere alcuni fogli di carta, “assumere” qualche disegnatore e realizzare “Il giornalino di Berlino” da distribuire ai suoi compagni dietro il compenso di 500 lire. Sembra un buon business, Adriano riesce a realizzarne quattro numeri fino a quando l’insegnante si rende conto dei movimenti “strani” che avvengono in classe.  È la fine del “suo piccolo sogno”. La maestra bandisce la pubblicazione del “giornale” e lui impara una dura lezione: «Ho capito che per fare qualcosa nella vita sarei dovuto andare via».

Il business di successo: CafeBabel.com

Dopo il diploma al liceo classico e la laurea in Scienze Politiche alla Luiss, lascia l’Italia per recarsi in Francia dove insegue il sogno di diventare giornalista (Le Figaro, France Culture, Le Monde) sono alcune delle redazioni dove si fa le ossa.

Negli stessi anni, nel 2001, fonda il suo primo business: si chiama Cafebabel.com, giornale online, oggi presente in 35 città europee. L’idea di Adriano è quella di creare un media basato sul giornalismo partecipativo con l’intento di contribuire all’emergere di un’opinione pubblica europea. Lo dirige fino al 2010 quando decide di cambiare vita per lavorare come consulente indipendente: «Abbiamo costruito quella che oggi è una delle più antiche testate on-line in Europa, studiata e discussa anche nelle università americane. Abbiamo contribuito alla nascita di un’opinione pubblica europea facendo sentire la voce della nostra generazione. Abbiamo trasformato le nostre idee in mille e una voci tradotte in tutte le lingue di questo continente e oltre», scrive nel post di saluto alla rivista.

Nello stesso post parla di una borsa di ricerca che ha vinto con la Knight Fellowships presso Stanford, un’opportunità offerta dall’università americana a giornalisti per creare progetti innovativi nell’ambito dell’informazione. Adriano parte, con moglie e due figlie. La durata del progetto è di 10 mesi.

La filosofia dietro Watchup

Adriano Farano 2

Arrivato in Silicon Valley pensa a nuove idee da sviluppare all’interno di StartX accelerator, incubatore legato a Stanford. È qui che decide di tornare alla sua vecchia passione per il video giornalismo e di iniziare a lavorare a Watchup: «Volevo creare un telegiornale personalizzato perché ritenevo e ritengo che vi sia un bisogno per informazione di qualità proveniente da diverse fonti in una sola applicazione», spiega.  È il 2012 e Adriano ha l’intuito di prevedere il futuro: più voci da diverse fonti autorevoli per farsi un’idea più obiettiva della realtà (anni prima che esplodesse il fenomeno delle fake news) e le app che nei nuovi modelli di streaming avrebbero rimpiazzato la tv, così come la intendiamo oggi.

“In Silicon Valley i venture ne finanziano 1 su 300”

«La Silicon Valley è una sorta di Eldorado per chi fa una startup. Un ecosistema dove non ci sono mura tra chi fa, chi pensa e chi investe», spiega Adriano. Eppure per lui non è così semplice trovare i finanziamenti per realizzare la sua idea. Per avviare la startup investe 600 dollari di tasca sua e poi si mette alla ricerca dei capitali: contatta 1.000 investitori, solo 100 gli danno un appuntamento per illustrare la sua idea, i primi 30 vanno malissimo: « La tenacia e la voglia di fare sono alla base dell’ethos imprenditoriale. Dal pasticciere sotto casa a Mark Zuckerberg cambia poco. La differenza la fa poi l’ecosistema che solo qui connette il mondo della ricerca e delle idee con quello dell’investimento. Alla base c’è un approccio ottimistico che tende a vedere un’opportunità ogni qualvolta gli altri vedono problemi».

Di round poi ne ha realizzati 3, da 16 investitori. L’ultimo è Tribune Media Services, ma prima ancora c’è un seed di Microsoft accelerator e un investimento di Gordon Crovitz, l’ex direttore de Wall Street Journal. Adriano racconta il suo primo incontro con Crovitz che dopo il suo pitch gli dice: “Se hai lasciato la Costiera Amalfitana per fare una startup è perché ci credi veramente. E io non posso fare altrimenti”. L’appoggio dell’ex Wall Street Journal è fondamentale per la startup che assume ingegneri e continua lo sviluppo del progetto attraverso partnership (Fox News, Sky News, Bloomberg, Wall Street Journal, CNN, oggi più di 200 canali internazionali sono sull’app). Il modello di business si basa sulla condivisione degli introiti provenienti dalla pubblicità. Lo stesso sistema sarà applicato dopo l’exit con Plex.

La via dello streaming

Watchup

Farano lavora su due fronti. La ricerca di partnership editoriali e il tentativo di portare Watchup sulla tv di tutti gli americani. Sa bene che la rivoluzione è in atto, lo streaming sta cambiando per sempre l’entertainment domestico: «Quando abbiamo iniziato il nostro viaggio il nostro obiettivo era quello di creare il primo sevizio di streaming di news sul mobile. Ma negli ultimi anni abbiamo capito che il modo più popolare per usare Watchup è sulla tv». È proprio per questo che cerca accordi con i big dello streaming televisivo. Prima con le console di giochi: l’app sbarca su Xbox 360 e Nintendo WiiU. Ma il colpo più importante è il lancio dell’app sulla Apple tv. Un risultato che aumenta la visibilità di Watchup e i corteggiatori interessati ad acquistarla.

Si fa avanti Plex, ma ci sono stati contatti con altre piattaforme online. Secondo un’indiscrezione de Il Sole 24 Ore c’è anche l’interesse di di Amazon, anche se Adriano non cita mai l’azienda di Jeff Bezos.

Chi è Plex e perché ha comprato Watchup

Plex permette di trasformare gli hard disk esterni in media center. In parole semplici, tutti i contenuti che abbiamo (file audio, video ecc.) possono essere trasportati grazie al software dal pc alla televisione o su altri dispositivi. I fondatori dell’azienda sono Elan Feingold, Cayce Ullman e Scott Olechowski, che hanno raccolto 11 milioni con il loro progetto, che oggi può contare su 10 milioni di utenti che passano sull’app 14 ore a settimana. Plex inserirà Watchup all’interno dei suoi servizi, potendo contare sui circa 3mila video diffusi ogni giorno dai migliori editori del globo:

«Quelli di Plex ci hanno contattato inizialmente per una partnership. Dopo qualche mese l’idea di unire le nostre forze ha cominciato a prendere piede. Loro potranno aggiungere la nostra tecnologia e gli accordi con gli editori al loro arsenale. Noi potremmo accelerare la nostra visione in un mondo del video sempre più competitivo». L’accordo prevede che tutto il team passi all’azienda, in alcuni casi anche con un aumento di stipendio, mentre Farano resterà in azienda con il ruolo di Head of Content.

«Approfittate del mondo senza barriere»

Adriano è diventato una fonte di grande ispirazione in questi anni per la sua storia. Una formazione umanista (non un nerd dell’informatica, come siamo abituati a vedere nelle storie di successo), un ragazzo semplice del Sud, che ha saputo farsi strada senza sgomitare (ma con estrema tenacia) fino ad arrivare all’exit in Silicon Valley.

Parlando con lui, si scopre che il segreto del suo successo è proprio la capacità di considerare il mondo come un sistema aperto in cui grazie alle conoscenze di lingue e talento, non esistono confini che tengano alla voglia di realizzare una propria idea. Tuttavia, nelle ultime parole che ci ha rilasciato sono più amare, rispetto all’ottimismo che caratterizza ogni suo pensiero. Una nota più cupa legata agli ultimi eventi storici, al sorgere di populismi che stanno trasformando il Pianeta in un posto più piccolo in cui abitare: «Approfittate del mondo senza frontiere che è stato costruito dai nostri nonni e padri. Prima che alcuni politico lo scardinino», consiglia.

@giancarlodonad1