Dopo Westminster, le startup di iStarter pronte per Pechino e New York. #MadeInItaly2020

Antonio Chiarello (ad per l’Italia di iStarter): «Obiettivo raggiunto. La piazza di Londra ha dimostrato ancora una volta di essere un importante driver dove far nascere e sviluppare connessioni tra finanza ed economia reale»

Avevamo lasciato le startup di iStarter (l’acceleratore basato a Londra che sostiene le startup Made in Italy che vogliono crescere nel Mondo) a Westminster il 10 aprile. Non è trascorsa neanche un settimana, che BeMyEye, Charity Stars, Chatsim, Debut, Eucardia, Primo, Soldo, Viniexport, Worldz e Velasca hanno già un nuova meta. Due, per essere più precisi. Pechino e New York sono infatti le nuove tappe del tour di Made in Italy 2.0.2.0. A ottobre in Cina, a inizio 2018 negli Stati Uniti, dove è anche in programma l’inaugurazione della nuova sede di iStarter. Già, ma com’è andata a Westminster? «Obiettivo sicuramente raggiunto – ha dichiarato Antonio Chiarello, Amministratore Delegato per l’Italia di iStarter – la piazza di Londra ha dimostrato ancora una volta di essere un importante driver dove far nascere e sviluppare connessioni tra finanza ed economia reale. Ma vogliamo che le nostre startup siano ambiziose, e noi con loro, per questo motivo stiamo già lavorando alle prossime due tappe del 2017-2018 Made in Italy mantra Worldtour».

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iStarter

Opening speech di Simone Cimminelli, Managing Director di iStarter credits twitter.com/iStarterItaly 

#StrongerthanBrexit

Il 10 aprile le 10 startup selezionate hanno avuto la possibilità di presentare le loro aziende e i progetti per il futuro di fronte a un pubblico di 250 persone tra investitori, nazionali ed internazionali, Equity Partner di iStarter e rappresentanti dei più importanti fondi di investimento inglesi ed europei. Supporter dell’appuntamento la parlamentare inglese Tania Mathias, alla quale si è unito Robert Courts, membro del Parlamento inglese. «Questo evento – hanno spiegato Tania Mathias e Robert Courts – è il nostro piccolo contributo per dimostrare che il rapporto tra Italia e Regno Unito è solido come non mai. Da esponenti del Parlamento Inglese affrontiamo insieme con fiducia questo momento di incertezza legato al risultato del voto sulla Brexit».

Jobot, il robot da trasporto italiano che sa lavorare in gruppo

Si orienta in ambienti complessi, comunica con gli altri mezzi della flotta e aiuta i lavoratori aumentandone la produttività: ecco le potenzialità del progetto frutto della collaborazione tra Centro Piaggio, Unipi e la startup Eutronica