La startup del bracciale con le foto più belle da portare al polso. Clyck

Il progetto innovativo di quattro ragazzi lombardi ruota intorno ad un un bracciale che permette di avere stampati intorno al polso fotogrammi scaricati dai social network

L’idea è venuta a Luca Somensi, 34 anni (originario di Crema, Lombardia), rovistando in un cassetto nella mansarda del padre, dove per caso si è ritrovato tra le mani una vecchia pellicola fotografica con alcuni scatti di famiglia. Un po’ di nostalgia e una felice intuizione ed ecco che Luca ha trovato il modo di conservare i ricordi e portarli sempre con sé, immaginando un braccialetto-contenitore di emozioni. È così che è nata Clyck, un’idea che ha trovato da subito il sostegno di Davide Beretta (34), Alessio Bellandi (34) e Stefano Ferrari (35): un team di 4 amici (nella foto sotto), decisi a credere e investire le loro risorse in questo progetto comune. «La mission di Clyck – spiega proprio Luca Somensi – è far tornare le persone a stampare i propri ricordi, i propri momenti speciali per portarli sempre con sé. Un gesto quello di stampare le proprie foto, tanto normale fino a pochi anni fa, che ormai è diventato una rarità per nostalgici».

Clyck

Come funziona Clyck

Clyck è un bracciale che permette di avere stampati i fotogrammi intorno al polso. Per averlo basta andare sul sito e creare il proprio braccialetto in autonomia. Le foto si possono caricare direttamente dal computer oppure dal proprio profilo Facebook e Instagram, la consegna avviene entro qualche giorno dall’ordine, all’interno di una piccola confezione regalo studiata in una dimensione ridotta in modo da poter essere spedita via posta e recapitata direttamente nella buca delle lettere, senza corrieri da aspettare e pacchi da ritirare.

Luca Somensi, quando avete costituito la startup?

«Clyck è una giovane startup fondata nel 2015. Dal giorno stesso in cui è nata l’idea, è iniziato un lavoro comune di ideazione e sviluppo del prodotto con l’unico obiettivo di migliorarlo sempre. Non è stato facile trasformare un’idea in quello che è oggi Clyck. Partivamo da zero e sul mercato non c’era nulla di simile a cui poterci inspirare. All’inizio abbiamo pensato ad un prodotto preimpostato con quattro differenti set di foto a tema (natura, sport vacanze e amore), che si commercializzasse attraverso i classici canali di vendita tradizionali, negozi e gioiellerie. Ben presto però abbiamo capito che la potenzialità era la personalizzazione. Le persone apprezzavano i primi Clyck per il design, ma la richiesta comune era sempre la stessa: “bello, ma posso mettere le mie foto?”. Così abbiamo cambiato approccio e ci siamo concentrati sull’idea di un bracciale personalizzabile in completa autonomia e l’ambiente giusto non poteva che essere il web. Anche solo concepire il processo produttivo e il conseguente sviluppo del software ha impegnato parecchio tempo e risorse. Pensare che chiunque potesse crearsi in autonomia ed in pochi passaggi il proprio Clyck e riceverlo a casa in pochi giorni era un’idea affascinante, ma complessa. Ci sono state molte difficoltà e momenti no in cui sarebbe stato più semplice abbandonare il progetto, ma non ci siamo mai persi d’animo e in poco più di un anno e mezzo Clyck è diventata una bellissima realtà di cui siamo molto orgogliosi».

Parliamo del team.

«La squadra unisce competenze differenti ma complementari: Davide è architetto e designer, si occupa della parte grafica e creativa. Io sono il titolare di un’azienda florivivaistica a Crema, coordino la parte gestionale e commerciale. Stefano, dottore commercialista e revisore legale, segue la parte amministrativa e finanziaria. Alessio (35), imprenditore nel settore sviluppo IT e Web, creatore e gestore di siti web 2.0, si occupa della gestione del sito e della logistica di Clyck. Il vero valore aggiunto è però l’amicizia che ci lega da oltre vent’anni».

Come si finanzia la startup e quanto fattura?

«Clyck è una startup completamente autofinanziata, siamo cresciuti e continuiamo a farlo a piccoli passi, reinvestendo gran parte dell’incasso delle fatture di vendita. Nel 2016 abbiamo chiuso con un fatturato di 45 mila euro».

Che rapporti avete con le grandi aziende?

«Un aspetto di Clyck su cui puntiamo molto è il lato aziendale. Parallelamente al software nella sua versione classica abbiamo infatti sviluppato una soluzione ibrida cucita su misura per le grandi aziende che vogliono premiare i loro clienti con un regalo originale. Siamo in grado di fornire una versione personalizzata del software (con un suo link specifico) che crea un braccialetto Clyck esattamente identico alla versione classica, ma con una o due immagini già preimpostate dall’azienda in questione (il logo, per esempio, mentre le altre rimangono a discrezione del cliente). Questa soluzione accontenta tutti: l’azienda , che omaggerà i suoi clienti con un regalo innovativo sul quale porrà anche il suo logo (con una presenza discreta) e il cliente, che potrà personalizzare 7-8 delle 9 foto a disposizione e indosserà un Clyck a tutti gli effetti. Lo strumento di diffusione potrebbe essere un codice promozionale che l’azienda può far trovare a random nelle confezioni dei suoi prodotti (per esempio sotto il coperchio, nella scatola, sotto un’etichetta). Al momento siamo in trattativa con alcune grandi aziende nel settore del food».

Gli sviluppi del progetto.

«I prossimi passi in previsione a breve sono due: lo sviluppo e il lancio di una app dedicata che implementerà ulteriormente di nuove funzioni e possibilità di personalizzazione il software di creazione e lo sbarco di Clyck su nuovi mercati oltre confine, Europa in primis e poi Stati Uniti e Asia. Inoltre stiamo investendo parte del ricavato dalle vendite anche nello sviluppo di nuove idee e prodotti».

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