A Napoli l’acceleratore per startup Social Impact e i 6 progetti della Challenge. We Start

Che cos’è e quali obiettivi ha We Start e le startup in gara per il Challenge: competizione tra startup campane, che si occupano di Impatto sociale

Un gruppo amici, una chiacchierata in vacanza e un’esigenza che hanno avvertito loro per primi. Parte da questi elementi la storia di We Start, un percorso di accompagnamento per startup che è nato a Napoli su iniziativa di Antonio Ricciardi, 31 anni, Alessio Formicola, 30 anni, due membri del gruppo. «Perché non aiutare chi, come noi, nel proprio percorso post-universitario ha trovato difficoltà a emergere? Perché non offrire un’opportunità nuova, unica senza alcuna pretesa economica?» hanno detto a StartupItalia! Anche loro da studenti hanno vissuto la difficoltà di collocarsi nel lavoro e appena è nata l’opportunità giusta hanno lanciato un progetto che ha un focus specifico sulle imprese che operano nell’ambito del Social Impact, che sono cioè in grado di apportare un beneficio sociale collettivo al territorio in cui operano.

We Start Challenge

Quel gap tra università e lavoro

«L’idea nasce dal desiderio di colmare il gap tra il mondo universitario e quello del lavoro, particolarmente sentito sul nostro territorio, con l’obiettivo di rendere concreto quanto appreso durante la formazione». Come spesso accade, le storie cominciano da un’esperienza personale: «Una volta conclusi gli studi, non era chiaro come riuscire a collocarci nel mondo professionale», racconta Antonio. Un bivio in cui si trovano bloccati in molti e dove si arenano le speranze e le aspettative di tanti giovani talenti. Come rimediare? I due si animano di volontà e vanno a caccia di partner, creano relazioni, ci rimettono di tasca propria avviare il progetto: «L’intento è di avvicinare i giovani alle dinamiche professionali e sensibilizzarli sui temi di social impact. Vogliamo far provare loro cosa significa davvero fare impresa, ricoprire un ruolo di responsabilità: sappiamo che le potenzialità ci sono, anche se non vengono sfruttate  come dovrebbero».

Il Challenge di We Start

La principale iniziativa a oggi messa in campo è il Challenge, competizione tra startup campane, la prima che si occupa specificamente di Impatto sociale. Giunta alla seconda edizione la gara tra startup volge a conclusione. Il 20 maggio 2017, nel Centro Congressi dell’Università Federico II di Napoli, una giuria di esperti, investitori, imprenditori e consulenti decreterà il team vincitore del progetto e chi si aggiudicherà gli speciali reward messi a disposizione dalla rete di partner messa in campo dagli organizzatori dell’iniziativa. Sono 6 le idee d’impresa che hanno raggiunto la fase finale del percorso di incubazione, iniziato lo scorso febbraio. Il focus delle startup è principalmente sulla sostenibilità ambientale e sociale.

 Un percorso di crescita e sviluppo

Ai team finalisti viene offerto un percorso di crescita e di sviluppo del proprio business model, attraverso attività di mentoring, tutor specializzati ed esperti, meeting formativi. Un percorso supportato e sostenuto da Rotaract Zona Partenopea e da Rotary Napoli Sud Ovest, Napoli Est, Napoli Nord Est, nonché dalla Rotary Foundation. Non ci guadagnano niente, Antonio e gli altri (anche perché il programma è completamente gratuito per gli startupper), se non la soddisfazione di veder realizzati progetti e idee. E di farlo qui, a Napoli, in Campania: «La parola che racchiude il mio percorso in We Start è emotività. Non sarei in grado di vivere la mia vita con il solo fine di lavorare per guadagnare e sopravvivere: una motivazione che mi ha spinto da sempre a cercare qualcosa di più. We Start mi dà emozioni, stimoli, energia. Sono convinto che ognuno di noi può dare il suo contributo per migliorare lo status quo. Nel mio piccolo, ho scelto di farlo impegnandomi in questo progetto».

Le 6 startup della seconda edizione

I team ammessi alla fase finale del secondo We Start Challenge si dividono tra idee già formate (c’è chi vende all’estero, dal suo piccolo laboratorio 4.0) e altre che hanno bisogno ancora di un percorso di crescita e sviluppo. «Siamo entusiasti della qualità e della varietà delle startup ammesse al percorso della seconda edizione di We Start Challenge», spiega Alessio Formicola. «In questo periodo di 3 mesi, abbiamo dimostrato col supporto del Rotaract Zona Partenopea che in Campania, nel Sud Italia, si può fare impresa con successo, ma soprattutto ognuno di noi può agire per cambiare le cose. È questo lo spirito del Social Impact, è questo lo spirito di We Start», spiega Alessio.

C’è Sense Square, rete di monitoraggio dell’inquinamento ambientale, messa a punto da Aristide Giuliano e Daniele Sofia, studenti salernitani che vogliono migliorare l’aria che respiriamo. L’idea è già operativa in alcune città italiane: Milano, Salerno, Firenze. I fondatori collaborano con le amministrazioni locali, fornendo dati e analisi sulla qualità dell’aria che respirano i cittadini. Vincitrice del terzo premio per la call Next Energy, concorso di idee di Terna e Fondazione Cariplo, ha l’obiettivo di consolidarsi in Italia, per poi crescere sull’estero.

3DRap è invece una piccola fabbrica 4.0, incastonata in un borgo medievale, creata in proprio pezzo dopo pezzo, strumento dopo strumento da 4 studenti avellinesi con il pallino della stampante 3D. Già da qualche mese progettano e realizzano oggetti meccanici destinati ai mercati di tutto il pianeta, specialmente nel mondo del gaming, e il loro fatturato è quasi esclusivamente generato dalla domanda estera. La loro idea per migliorare la società? Utilizzare materiali biodegradabili al 90%, nati dagli scarti alimentari e dagli ortaggi.

È ancora in fase di sviluppo, invece, HandShake: una protesi robotica low cost ispirata dal lavoro del giovane talento Easton LaChappelle, che a 14 anni, nel garage di casa, è stato in grado di realizzare una mano robotica con la sua stampante 3D. Il progetto dei 3 ingegneri campani è di creare un laser scanner portatile che consentirà la scansione precisa dell’arto mancante, in modo da evitare incompatibilità con la protesi. Anche qui, la scelta dei materiali sarà strategica: i founder stanno testando elementi biodegradabili come la canapa.

Bionæt opera nel mondo del food e nasce all’interno del dipartimento di Chimica dell’Università Federico II di Napoli. Studenti e ricercatori hanno sfruttato le potenzialità di un’innovativa tecnologia estrattiva per realizzare bevande a partire da matrici naturali, come gli scarti agroalimentari e le bucce. Il loro primo prodotto, Fresh-App, ricavata da bucce di mela e arancia, si è aggiudicata la settima edizione del premio “EcoTrophelia Italia” e la seconda piazza durante “EcoTrophelia Europe 2015”. Oggi il team collabora con Zuegg e altre aziende locali per migliorare o instaurare processi di estrazione presso delle aziende partner.

L’idea di Joykos è invece di aiutare i piccoli commercianti, spesso spaventati dal mondo di Internet, a guardare al web come un’opportunità e non come una minaccia. L’app che hanno sviluppato consente in una sorta di e-commerce semplificato per i negozi di quartiere. I gestori possono collocare i propri prodotti sulla vetrina virtuale e offrire occasioni speciali attraverso la piattaforma, senza pagare commissioni sugli acquisti, ma pagando una fee annuale. Il network di Joykos raccoglie oggi 400 negozi, 1,350 persone si sono iscritte come consumatori e nelle varie vetrine troviamo 50mila annunci di beni e servizi.

UnaNapoliAlGiorno, progetto di Michela Palmieri, è invece una startup che si è evoluta da progetto editoriale a vero e proprio fornitore di servizi per il turismo. L’idea? Mettere in rete le esperienze turistiche dal basso, per valorizzarle e costruire nuove opportunità di riscatto per la città. Il trend è in crescita: dal 2011 a oggi, spesso Napoli fa registrare il tutto esaurito per le presenze turistiche, passando dagli 1,7 milioni di visitatori di 6 anni fa, ai circa 3 milioni di media registrati negli ultimi anni.

La giuria e i premi

«Le partnership che We Start è riuscita ad attivare in questi anni ci hanno consentito di mettere a disposizione degli startupper finalisti una serie di reward  prestigiosi», prosegue Alessio.

Microsoft Italia offrirà l’opportunità di accedere alla selezione del programma BizSpark, che mette gratuitamente a disposizione degli imprenditori prodotti e servizi IT. TIM aprirà a uno dei team le porte della community di TIM Open. Città della Scienza offrirà due postazioni nello spazio di coworking dedicate a due team, comprensive di due mesi di orientamento, tutoraggio e coaching. 012Factory selezionerà una startup per l’accesso al percorso di accompagnamento imprenditoriale di 6 mesi dell’Academy, del valore di 20mila euro. Diverse anche le possibilità di contatto con investitori privati. Offerti un incontro one-to- one con il fondo di Venture Capital Olympia Wealth Management; accesso al processo di screening del fondo R204 Partners; evento di pitching a Milano presso Angels 4 Innovation. Chiudono la carrellata di reward due percorsi di affiancamento: la consulenza per l’accesso ai bandi SME Instruments da parte della società specializzata Andriotto Financial Services e il percorso di affiancamento per accedere al programma Smart&Start del Mise, offerto dalla società Startup Europa.

La giuria sarà composta da esperti, investitori, imprenditori e consulenti. Saranno presenti: Benvolio Panzarella, già Country Manager per Just Eat, oggi Advisor e Investor, membro di Angels 4 Innovation; Giovanna Roversi, referente di Microsoft Italia per l’area DX, Developer Experience; Pietro Nardi, fondatore di YOUng, startup del settore dell’editoria digitale, nonché founder e Academy Director di 012Factory; Mariangela Contursi, direttore di Campania NewSteel, primo incubatore certificato d’Italia, incastonato nel polo scientifico museale di Città della Scienza; Amedeo Giurazza, fondatore e Amministratore Delegato del fondo di Venture Capital Vertis Sgr; Vittorio Ciotola, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali di Napoli; Salvatore Marino, responsabile TIM della divisione “Sales Business – It-Channel SUD”; Jara Scialoja, Investment Manager di Geodetica Italian Stars, nuovo fondo di investimento che nascerà per iniziativa di Olympia Wealth Management; Mauro Andriotto, indipendent expert dei progetti europei per il programma Horizon2020 e lo SME Instrument, fondatore di Andriotto Financial Services; Alessandro Ciotola, fondatore e CEO di Startup Europa; Giovanni Esposito, presidente del Rotary Napoli Sud Ovest; Raffaele Castagna, Managing Director per Accenture Italia.

Banca etica stanzia 90K per progetti di promozione culturale (per il crowdfunding)

Fino al 26 maggio è possibile partecipare alla selezione di 15 progetti da inserire sulla piattaforma di Produzioni dal Basso. Il bando è aperto a proposte di produzioni culturali che promuovono la sostenibilità sociale, ambientale o nuove forme di cittadinanza attiva

Ocean Cleanup ripulirà il Pacifico dalla plastica a partire dal 2018

La startup di Boyan Slat ha implementato una barriera galleggiane in grado di concentrare tutto l’inquinamento plastico e permetterne il recupero. Il sistema sarà impiegato nel Great Pacific Garbage Patch, uno dei più consistenti accumuli di immondizia marina al mondo

Impact Hub Milano cerca 5 startup a impatto sociale. IHM Acceleration

Fino al 25 giugno l’incubatore milanese concentrato sull’impact investing seleziona i cinque migliori progetti d’impresa nel campo dell’impatto sociale e ambientale e beneficiare di risorse in denaro e servizi in cambio di equity