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Mag 24, 2017

Ecumenico, multiculturale, cool e anche senza glutine: vi racconto Codemotion Amsterdam

Anche in Olanda, l'appuntamento di Chiara Russo e Mara Marzocchi continua a stupire ed emozionare. Non solo per la qualità degli speaker. E non chiamatela più solo tech conference

Si respirava un’aria diversa a Codemotion Amsterdam, una sensazione evidente, per chi è abituato a pensare una delle più grandi conferenze europee come un prodotto solo e del tutto italiano. E invece Codemotion anche in occasione della tech conference in Olanda (16 e 17 maggio) ha stupito ed emozionato, anche chi la conosce dai lontani tempi del Javaday, merito prima di tutto del multiculturalismo del team che ha portato nella freddissima Olanda l’efficienza internazionale, senza tradire lo spirito caldo e accogliente e il gusto tipicamente italiano. Un mix di tutto rispetto insomma. Le mie impressioni.

Codemotion

Giù i muri

La prima volta che vai all’estero  sei guardato in tralice, la seconda con attenzione, infine, con rispetto.
Lo sanno bene tutte le startup che si affacciano nel mercato globale: l’accoglienza dei progetti italiani è spesso freddina ed abbattere i muri di reciproca diffidenza non è facile. Ma dopo due anni che Codemotion lavora sul territorio, finalmente si è ritagliata il rispetto e l’attenzione che merita presso l’ecosistema olandese.

Quell’edificio postindustriale nella Venezia del Nord

Una location con una storia e un’anima e in mezzo scorre il fiume.
Amsterdam è chiamata la Venezia del Nord: non è possibile non fare i conti con i canali. E proprio su uno dei canali sorge De Kromhouthal, edificio postindustriale che ha ospitato l’evento, un po’ più piccolo del corrispettivo di Roma o Milano, ma non di minor qualità. 60 speakers di levatura internazionale si sono alternati nei due giorni, il 16 e 17 maggio, graziati inoltre dal cielo limpido di  una inusitata primavera.

6 tracks

A Codemotion i containers sono una cosa seria.
I 10 mila metri quadrati di cemento e metallo del Kromhouthal sono stati divisi per creare le 6 tracks parallele sulle tematiche care agli sviluppatori, mentre fin dall’ingresso gli attendee sono stati accolti da un allestimento fatto da containers, rigorosamente blu e arancione, come Codemotion, ripetuto anche sullo sfondo del main stage da 800 posti: perché da queste parti Docker, Kubernetes, Mesos e tutti i loro fratelli, sono una cosa seria.

Codemotion e la diversity

Un inno alla diversity.
Che la diversity sia profondamente scritta nel DNA di Codemotion, ormai non fa (quasi) più notizia: lo fa invece avere circa il 20% di attendee donne e una keynoter, Terri Burns, Associate Product Manager di Twitter, che non solo oltre a essere donna è anche la prima speaker di colore di Codemotion, ma che proprio sulle tematiche dei pregiudizi dei developer (e quindi delle macchine) ha incentrato il proprio intervento, il 17 di maggio, giorno contro la omotransfobia.

Anche senza glutine

L’accoglienza passa anche per il cibo: vegetariano, vegano e senza glutine.
Passeggiando per Codemotion Amsterdam è stato facile sentire parlare oltre all’inglese, all’italiano e all’ovvio olandese, lo spagnolo, il tedesco, il turco, il russo, l’ukraino, il polacco, l’ebraico: una piccola babele in cui le scelte personali si mescolano a quelle religiose. Ecco quindi che anche nel cibo l’attenzione è stata quella di offrire opzioni che fossero il più ecumeniche possibili.

Decisamente Codemotion Amsterdam 2017 ha scaldato il cuore degli olandesi, e l’orgoglio più grande è sapere che una progetto italiano, di due donne italiane, non solo si è difeso di fronte a una platea internazionale, ma per tutto il giorno è stato tra i trending topic di Twitter: come dire, la voce di Codemotion si è fatta sentire ad Amsterdam, forte e chiara.
Una voce che parla sì di software e tecnologia, ma con la passione e l’energia tutta italiana.

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