Lucia Lorenzini

Lucia Lorenzini

Mag 26, 2017, 6:45am

Lucia Lorenzini

Lucia Lorenzini

Mag 26, 2017, 6:45am

A Forum PA 2017 anche i progetti innovativi su sicurezza e spazio realizzati con Microsoft

All'appuntamento dedicato all'innovazione nella PA, i progetti sulla Banca Dati Nazionale del DNA e sulla gestione dei programmi spaziali e aerospaziali

Dal 23 al 25 maggio si è tenuta a Roma la ventottesima edizione del Forum PA, summit sull’innovazione della PA. Il tema centrale è stato il ruolo delle amministrazioni pubbliche nella costruzione di uno sviluppo economico e sociale che garantisca benessere equo e sostenibile. Gli argomenti erano connessi con l’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile e con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile approvati dalle Nazioni Unite (traguardo da raggiungere entro il 2030). A questo proposito, sono state presentati due progetti innovativi da parte del Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale della Polizia Criminale e dall’Agenzia Spaziale Italiana, entrambi in collaborazione con Microsoft.
Pubblica amministrazione

La Banca Dati Nazionale del DNA

Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale della Polizia Criminale ha presentato a FORUM PA 2017 la prima Banca Dati Nazionale del DNA (BDN-DNA). L’obiettivo è quello di semplificare l’identificazione di autori di delitti, furti e atti di terrorismo e di accelerare il riconoscimento di persone scomparse. Consente anche una collaborazione internazionale, in quanto le autorità possono interrogare e ricevere interrogazioni di profili del DNA dalle omologhe banche dati internazionali. Microsoft collabora da anni sulle banche dati del DNA con diverse autorità a livello internazionale. Il Project Premonition, la piattaforma Intelligente Cloud di Microsoft, consente di abbattere i tempi di elaborazione dei dati, effettuando miliardi di miliardi di confronti genetici in poche ore, quando in passato sarebbero serviti mesi di lavoro.  L’idea si basa sulla piattaforma Microsoft SQL Server 2012, che integra applicazioni intelligenti, utilizzando una piattaforma di database ibrido con tutti gli elementi integrati. Un programma che lavora su più fronti e in ambienti diversi, gestendo dati e database da diversi fornitori. Un sistema in linea con le esigenze di sicurezza tipiche delle Forze di Polizia.

L’impronta genetica associata all’impronta digitale

Grazie alla Banca Dati del DNA, l’impronta genetica sarà associata all’impronta digitale quale strumento per consentire l’identificazione durante le indagini. La BDN-DNA non contiene i dati personali del soggetto ma solo informazioni anonime, in una logica di massima riservatezza. Solo quando la banca dati trova un riscontro tra un profilo del DNA noto e un profilo del DNA sconosciuto legato alla scena del crimine, avviene l’abbinamento dei dati anagrafici del soggetto, attraverso una procedura che consente l’accesso all’anagrafica solo a personale autorizzato presente nella banca dati delle impronte digitali.
Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha impiegato anni di lavoro per creare una rete nazionale dei laboratori che effettuano analisi del DNA nell’ambito di un procedimento penale. Il database parte dal prelievo effettuato su oltre 57 mila soggetti sottoposti a provvedimenti restrittivi da parte di un giudice e da oltre 20.000 profili genetici estratti da reperti biologici acquisiti sulla scena del crimine.

Ottimizzare la gestione dei programmi spaziali e aerospaziali

Frutto invece della collaborazione tra Microsoft e l’Agenzia Spaziale Italiana è poi Office Automation, progetto che consente di ottimizzare la gestione dei programmi spaziali e aerospaziali. Riduce del 30% il tempo di lavoro medio di ogni istruttoria, con un importante vantaggio in termini economici e di risorse. Office Automation è ospitata sul Cloud di Azure con vantaggi in termini di flessibilità e continuità operativa, consentendo ai dipendenti ASI di accedervi 24 ore su 24. Il portale integra gli strumenti di comunicazione e collaborazione della piattaforma per la produttività cloud Office 365. In questo modo i dipendenti di ASI possono consultare e modificare i documenti ovunque e in qualunque momento, attraverso qualsiasi device, condividendo informazioni in modo più immediato, sfruttando anche le applicazioni di messaggistica e audio-videoconferenza di Skype for Business. Possono inoltre accedere a un archivio digitale sempre aggiornato grazie a OneDrive for Business.

Più disponibilità e accessibilità ai dati spaziali

«Questo processo di trasformazione – ha spiegato Anna Sirica, Direttore Generale di Agenzia Spaziale Italiana – prevede di rendere disponibili archivi, dati acquisiti in tempo reale e servizi utilizzando le più avanzate tecnologie, quali ad esempio Big Data e Cloud Computing, allo scopo di aumentare la disponibilità e l’accessibilità ai dati spaziali e favorire la possibilità di collaborazione tra le aree funzionali interne».

Il nuovo portale dell’ASI

ASI si occupa di un migliaio di progetti all’anno, che in passato venivano gestiti in modalità cartacea, con un grosso dispendio di energie e risorse. Stamparli, firmarli, amministrarli e condividerli e senza poter beneficiare di un monitoraggio in tempo reale sullo stato di avanzamento dei lavori. Inoltre la gestione via carta non offriva particolari garanzie di sicurezza e non consentiva di regolare l’accesso agli atti per la massima riservatezza dei dati sensibili. Il nuovo portale realizzato da ASI insieme a Microsoft ovvia a queste problematiche e concretizza quella che è una priorità per la PA: dematerializzare.

Dematerializzazione, parola chiave

«L’Italia – precisa Simonetta Moreschini, Direttore della Divisione Pubblica Amministrazione di Microsoft Italia – è al 25° posto nel ranking dei 29 Paesi europei dell’ultimo Digital Economy and Society Index. È chiaro che la PA debba avere un ruolo chiave nel farsi interprete di un percorso di trasformazione digitale a tutto tondo con benefici per l’intero Paese, dal momento che esiste una stretta correlazione tra livello di digitalizzazione di una nazione e crescita economica e sociale – spiega ancora – purtroppo gli enti pubblici sono spesso in ritardo nella digitalizzazione dei propri processi interni.
La dematerializzazione rappresenta perciò una chiave di volta, poiché implica il ripensamento dei processi interni in una logica di maggiore efficienza ed efficacia e introduce una nuova cultura digitale
che si riflette sia sulla collaborazione tra dipendenti pubblici, sia sul servizio al cittadino. Ecco perché è fondamentale promuovere una sana partnership tra pubblico e privato per supportare la pubblica amministrazione nel proprio cammino di digitalizzazione e aiutarla a trasformare i propri modelli operativi e i propri servizi facendo leva sulle nuove tecnologie».