SmauBologna 2017. Com’è andata la kermesse delle startup. I numeri

Oltre 40 startup, 50 centri di ricerca e 100 relatori: l'Emilia-Romagna ospita l'evento dedicato a industria 4.0 e open innovation Il racconto di Gabriele Ferrieri

Oltre 40 startup, 50 centri di ricerca, FabLab e più di 100 relatori tra professionisti ed imprenditori per altrettanti workshop dedicati all’industria 4.0, alla formazione e alle nuove tecnologie: questi i numeri di SmauBologna 2017. Ma cuore dell’evento sono stati gli innovatori, pronti a cimentarsi in sfide sempre più ardue, rincorrendo nuove idee di business il cui comune denominatore è l’originalità e l’alta scalabilità.

L’Emilia Romagna in questo rappresenta un caso di successo con una presenza di 796 imprese innovative, pari a oltre il 10% di quelle presenti sul resto del territorio nazionale (7281 ad oggi iscritte nel registro imprese sezione startup innovative). E proprio per soddisfare le esigenze di innovazione delle imprese e della pubblica amministrazione, il focus principale è stato dato a quell’approccio di open innovation.

 

Sartup e aziende: due mondi che s’incontrano

Durante il live show all’arena principale di SmauBologna sono intervenuti alcuni dei principali protagonisti del mondo innovazione, tra cui Alvise Biffi, coordinatore dell’industry advisory board Italia Startup.

Secondo la sua visione: “L’open innovation è la grande occasione per tutto l’ecosistema industriale italiano di ritornare a crescere e a creare valore. Investire nella ricerca e nell’innovazione, colmando il gap con i grandi attori internazionali. Sviluppare nuove soluzioni, non più create all’interno delle proprie strutture, ma cercate anche sul mercato esterno, dialogando con tutti i giovani innovatori italiani, che si sono distinti per spirito d’iniziativa e voglia di fare”.

Concetto ripreso da Federico Barilli: “Le imprese devono avvicinarsi alle startup perché rappresentano innovazione vera e aperta che viene dall’esterno, la quale può essere ben adottata all’interno dell’azienda. Viceversa le startup devono avvicinare il mondo delle imprese… Credo che lo slogan più bello è che si devono ‘startuppizzare’ le imprese. C’è assolutamente bisogno che le imprese di grandi dimensioni portino nuove soluzioni e seguano la capacità di innovare che viene dall’esterno e questo naturalmente comporta un cambio di paradigma, ma porta anche la creazione di nuovi team dedicati e questo è assolutamente fondamentale”.

 

Fantacalcio e open innovation in casa TIM

A valorizzare ulteriormente l’analisi è stato l’esempio riportato da Andrea Costa, responsabile di infrastructure solutions nell’ambito della direzione business & Top clients per la TIM, il quale ha evidenziato l’importanza degli stimoli sul tema innovazione che l’azienda ha saputo cogliere nell’ultimo periodo, sottolineando il fatto che oggi è molto più facile imparare che insegnare.

Particolarmente interessante è stato il racconto della partnership tra alcune università e TIM per l’elaborazione di algoritmi proprietari, che hanno permesso di sviluppare alcuni prodotti e servizi innovativi come l’applicazione TIM per il fantacalcio.

 

Fare rete per svilupparsi

Infine, mantenendo l’attenzione sul tema del dialogo startup e grandi imprese, un particolare focus da parte delle associazioni di categorie presenti a SmauBologna è stato dato al concetto di “fare rete”, seguendo parallelamente la filosofia dell’open innovation.

I principali motivi di aggregarsi per fare rete sono: uscire dal senso di “isolamento, la volontà di condividere idee e progetti, l’impossibilità di sostenere da soli l’accelerazione dei mercati globali e sviluppare know how per accrescere il valore della propria startup, basso potere negoziale e mancanza di fondi”. Tutti i vantaggi che possono trovare invece le startup che puntano a fare rete sono: maggiore visibilità e forza comunicativa, condivisione degli investimenti per obiettivi comuni, possibilità di internazionalizzare e sbocco su nuovi mercati, accesso a consulenze e servizi di maggior valore aggiunto.

Tutto questo implica la creazione di rapporti fiduciari e relazioni tra i vari attori, fondamentali per condividere le proprie conoscenze e migliorare la propria capacità di dialogo e di confronto. Alla base del concetto di startup il fattore determinante è la scalabilità, tratto distintivo rispetto alle imprese “più tradizionali”. Fare rete e ragionare in ottica open innovation sono gli ingredienti giusti su cui poggiare le basi del proprio percorso di sviluppo e arrivare al successo.