immagine-preview

Giu 28, 2017

L’italiana GlassUp incassa 1 milione di euro e batte Google

La startup modenese, specializzata nella progettazione e realizzazione di visori a realtà aumentata, ha ottenuto la registrazione del proprio marchio in tutte le classi merceologiche desiderate

La sfida più grande vinta da GlassUp, quando ve l’abbiamo raccontata, sembrava quella di riuscire a mettere insieme estetica e funzionalità in un visore per la realtà aumentata. Ma, un anno dopo, le vittorie sono altre. Infatti, GlassUp si è aggiudicata il milione di euro messo in palio dalla Commissione Europea tramite bando SME-2 Instruments Horizon 2020. E come se non bastasse è arrivata la parola “fine” a chiudere una lunga battaglia legale tra la startup e il colosso di Mountain View, Google.

Un milione di euro per GlassUp

GlassUp ha presentato la domanda di partecipazione al bando europeo in collaborazione con la società di consulenza maltese Ateknea. Il progetto è stato valutato positivamente per capacità operativa aziendale, innovazione, creazione di nuove opportunità di mercato e credibilità del know-how scientifico-tecnologico di GlassUp. L’investimento di un milione di euro sarà a fondo perduto e verrà erogato nell’arco di due anni, rappresentando un ulteriore tassello di crescita aziendale.

L’incremento di capitali aveva visto altre due tappe fondamentali, conseguite questo inverno: da una parte la positiva chiusura della campagna di crowdfunding (250,000€ a fronte del 10% di equity) e dall’altra la presentazione ufficiale dei nuovi visori a realtà aumentata per applicazioni industriali, GlassUp F4, presso la sede modenese di Confindustria Emilia.

Ora, con l’iniezione di capitali da parte della Comunità Europea fornisce maggiore solidità all’azienda. Soprattutto nella seconda fase del finaziamento SME Instruments la cifra potrà essere investita in attività di innovazione come dimostrazioni, testing, piloting, scaling up e minaturizzazione. Inoltre, le aziende vincitrici del bando europeo potranno usufruire di 12 giorni di business coaching gratuito.

Il bando SME-2 Instruments Horizon 2020 è stato vinto da dieci imprese italiane: cinque di queste erano emiliano-romagnole. Si tratta di Elettronica GF di Faenza, Topjet di Fiorano Modenese, Cogne Macchine Tessili di Imola e Budri di Mirandola.

La battaglia tra GlassUp e Google

Dall’inizio del 2017, oltre lavorare per inserire nel proprio portafoglio clienti e partner di livello, GlassUp ha dovuto fronteggiare un’accesa disputa con Google per ottenere la registrazione del proprio marchio in tutte le classi merceologiche desiderate. La storia inizia nel 2012, quando la startup deposita presso l’U.I.B.M la domanda di registrazione del marchio denominativo “GlassUp”, per contraddistinguere apparecchi tecnologici e, in particolare, strumenti ottici per la registrazione (classe 9), nonché giocattoli e articoli vari per lo sport (classe 28).

Google ha lanciato immediatamente il suo no, chiedendo all’U.IB.M. di respingere la domanda dell’azienda modenese. Secondo Big G il marchio “GlassUp” era lesivo e confondibile con i propri marchi comunitari “Google Glass” e “Glass”, operanti nella stessa classe merceologica, la numero 9.

All’inizio l’organizzazione ha parzialment eresponto la domanda di GlassUp, ma dopo la presentazione del ricorso e una serie di botta e risposta, la Commissione dei Ricorsi ha accolto la tesi dei legali di GlassUp. Infatti, il marchio di Google “Glass”, utilizzato per contraddistinguere “occhiali per la realtà aumentata”, è ritenuto debole a fronte della sua portata descrittiva.

Sul fronte della parola “Google Glass” la commissione ritiene che l’elemento descrittivo del prodotto è di rilevanza minore rispetto al segno supernotorio Google. La Commissione dei Ricorsi, respingendo l’opposizione del colosso americano, ha così accolto il ricorso di GlassUp accendendo luce verde alla registrazione del marchio in tutte le classi merceologiche inizialmente richieste.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter