Luca Annunziata

Luca Annunziata

Giu 29, 2017

I 100 milioni di growITup per le startup italiane. Video

Fondazione Cariplo, Intesa Sanpaolo e Fondo Italiano di Investimenti tra i primi nomi impegnati nella fase due della piattaforma. Nuove opportunità per l'ecosistema della digital transformation

Benzina per il motore dell’innovazione: l’annuncio di oggi, un fondo da 100 milioni di euro per finanziare le startup italiane, è la conclusione di un percorso partito un anno fa dalla stessa sala della Cariplo Factory. La vecchia fabbrica Ansaldo nel cuore di Milano si è trasformata nel punto di riferimento nazionale di chi punta a creare una nuova impresa: growITup, la piattaforma creata grazie alla partnership con Microsoft, entra nel pieno della propria fase due con

una cospicua iniezione di capitali che nei prossimi 10 anni serviranno a far nascere e crescere un gran numero di imprese dell’ecosistema italiano

accompagnandole anche alla crescita al livello internazionale.

La mattinata si è aperta col saluto del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: “Buon futuro a tutti i giovani presenti in sala – ha detto il premier in un videomessaggio inviato alla platea da Berlino – I giovani che ogni giorno si impegnano per creare e realizzare qualcosa di nuovo nel nostro paese”.

growITup, anno secondo

Trascorso un anno dalla nascita del progetto, è il momento giusto per comprendere quali passi avanti siano stati fatti in questi 12 mesi e cosa si possa migliorare in uno schema che ha già funzionato: il dialogo continuo con realtà consolidate come Barilla, Enel, Luxottica, Generali e i tanti altri brand che sin dalla nascita di growITup sono stati coinvolti nel progetto hanno reso questa iniziativa unica in Europa.

In 365 giorni growITup ha viaggiato in tutta Italia, ha partecipato a 40 eventi, conosciuto 1.000 startup e ne ha valutate oltre 200

ha rispettato fino in fondo il proprio mandato di ponte tra l’industria consolidata e il fiorente tessuto di nuove imprese innovative che nascono nel Belpaese, tenendo in piedi il dialogo tra i più grandi e chi vuole diventare grande.

Far crescere gli investimenti

La decisione di costituire un nuovo cospicuo fondo di investimento dedicato alle startup made in Italy punta ancora in questa direzione: 100 milioni da distribuire in 10 anni per far crescere l’intero comparto, così che il volume di investimenti complessivo del settore raggiunga il miliardo di euro entro il 2020. L’attenzione si concentrerà su sette filoni principali: Fintech e Insurtech, Agro-Food, Energy ed Environment, Manufacturing 4.0, Italian Experience (Tourism, Culture ed Entertainment), Fashion e Design, Modern Wellbeing (Health e Wellbeing).

Digitale e Made in Italy

Quelli selezionati sono tutti settori nei quali l’Italia è già leader riconosciuta, e nei quali il Made in Italy costituisce un valore aggiunto: come spiegato da Carlo Purassanta, amministratore delegato di Microsoft Italia,

il principio da adottare è l’iniezione nel digitale all’interno di quello che già di bello e buono si fa in Italia

La competitività globale passa attraverso l’adozione di strumenti tecnologicamente avanzati: il cloud, l’intelligenza artificiale, i servizi cognitivi, tutto quanto permetta di rendere più efficace e più efficiente la filiera consolidata garantisce un vantaggio rispetto alla concorrenza.

“Il nostro Paese ha enormi potenzialità, che possiamo valorizzare da una parte promuovendo l’innovazione nelle nostre imprese grazie all’innesto di nuove idee digitali, dall’altra lavorando in un’ottica di collaborazione aperta con gli attori della nuova economia” ha detto l’ad di Microsoft Italia sul palco. Le startup possono ritagliarsi un doppio ruolo: contribuire a ridefinire i processi altrui, e qui il dialogo con le grandi imprese mediato da growITup può fare la differenza, oppure agire direttamente nella creazione di nuovi business grazie al supporto (anche economico) di una piattaforma di ampio respiro.

In Italia, ha detto Purassanta a StartupItalia!, ci sono “grandi capacità, abbiamo grandi obiettivi e progetti, ma oggi dobbiamo registrare gravi ritardi e in particolare una riduzione degli investimenti nel settore tecnologia: siamo in ritardo su Internet, smartphone. Un’azienda non può trovare da sola le idee vincenti: serve l’innovazione, servono le startup, serve credere nei giovani e aprirsi alle collaborazioni”.

Chi entra in growITup

Tra i primi soggetti che hanno già annunciato l’intenzione di aderire al nuovo fondo ci sono Fondazione Cariplo, Intesa Sanpaolo e Fondo Italiano di Investimenti. “Il mondo delle imprese si trova sempre più a confronto con tecnologie estremamente innovative – ha spiegato Mauro Micillo, head of corporate and investment banking division di Intesa Sanpaolo e CEO di Banca Imi – che impongono alle aziende cambiamenti radicali per salvaguardare la propria posizione competitiva (…). Abbiamo aderito come founding partner all’iniziativa growITup promossa dalla Fondazione Cariplo, nella convinzione che è lo sviluppo di nuove aziende con la creazione di occupazione giovanile a consentire al nostro Paese di recuperare velocemente competitività e tornare a crescere in maniera significativa”. Intesa è già attiva in questo campo, ma vuole fare di più: “Con questa iniziativa – ha concluso Micillo – Intesa Sanpaolo intende rafforzare ulteriormente il proprio ruolo di motore dell’innovazione e della crescita”.

Post-seed e round A saranno gli obiettivi primari del fondo, con il target fissato a 10-20 startup nella prima categoria e oltre la dozzina di investimenti attorno a 5 milioni di euro per i round A. Il primo closing è fissato al raggiungimento di almeno 25 milioni di raising, con l’obiettivo di centrare il final closing entro la fine del 2018 coinvolgendo altri soggetti istituzionali nazionali e internazionali.

 

La presenza sul palco di Fabio Gallia, amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, testimonia poi anche l’interesse del Paese Italia per la crescita dell’ecosistema delle startup. “Investire capitale per l’innovazione rappresenta un fattore di competitività per la crescita economica – ha detto Gallia alla platea – In Italia è necessario un intervento sistemico per ridurre la distanza dagli altri paesi in termini di risorse a supporto del venture capital”. Per questo, ha concluso, “CDP è al fianco delle imprese e degli investitori, dedicando significative risorse per promuovere e sostenere la ricerca, l’accelerazione di nuove imprese, lo sviluppo tecnologico e l’imprenditorialità”.