Terremoto, Stefano Boeri apre a Norcia il primo laboratorio per la ricostruzione

A Norcia e Spoleto si confrontano esperti, cittadini e istituzioni per dare vita a una ricostruzione basata sulla qualità architettonica e urbanistica. Intanto, a Spoleto è in corso la mostra Fabric-Action, incentrata sull’uso innovativo della canapa

Al via il primo laboratorio per la ricostruzione promosso dalla Regione Umbria dopo l’emergenza del terremoto.  Dal 30 giugno al 2 luglio a Norcia e Spoleto si confronteranno istituzioni, abitanti e stakeholders per contribuire insieme a una ricostruzione sostenibile. L’obiettivo è puntare su una qualità urbanistica e architettonica dei nuovi edifici. Intanto, a Spoleto, in occasione del 60° Festival, è in corso la mostra Fabric – Action, che mette in scena gli undici progetti che sperimentano l’uso innovativo della canapa come materia prima.

Un laboratorio per creare una cultura post terremoto

L’idea di dare vita a un progetto che puntasse a creare una cultura post terremoto per guidare la ricostruzione è venuta all’architetto Stefano Boeri, consulente speciale per l’Urbanistica e la qualità architettonica del Commissario straordinario per la ricostruzione post terremoto 2016. È suo il progetto del Centro polifunzionale di Norcia, che verrà inaugurato proprio oggi, venerdì 30 giugno. Idea colta al volo dalla Regione Umbria, che ha organizzato eventi e incontri tematici volti a raccogliere aspettative e difficoltà di un territorio ferito, confrontandosi per una pianificazione urbanistica e architettonica che punti sulla qualità. A sostenere l’iniziativa c’è anche la Fondazione Guglielmo Giordano. Gli incontri vedranno la partecipazione, fra gli altri, anche dell’Ordine degli Architetti e delle Scuole di Formazione.  A suggellare l’inizio dell’importante iniziativa è un itinerario attraverso i luoghi colpiti dal sisma a Norcia: le chiese di San Francesco e Santa Rita, il teatro civico, la basilica di San Benedetto, la chiesa di Santa Maria Argentea, di San Lorenzo Martire e della Madonna Addolorata. Tutti luoghi ricchi di storia, luoghi che sono stati feriti e dilaniati dai terremoti. Un percorso che fa riflettere e che poi porterà a discutere in merito alla necessità di una nuova cultura dell’uso dei materiali da impiegare in futuro.  Gli incontri tra Norcia e Spoleto sono tutti coordinati da professionisti di fama nazionale e internazionale, come per esempio l’architetto Francis Kéré o lo stesso Boeri. Una ricostruzione, quella di cui si parlerà, che non è solo architettonica e urbanistica, ma anche interiore.

Catiuscia Marini: “Per una buona ricostruzione non esistono modelli prestabiliti”

“Già nel mese di aprile in occasione del Fuorisalone di Milano – ricorda la presidente della Regione, Catiuscia Marini – la Regione si è fatta carico di promuovere un dibattito su questo tema, nell’ambito della mostra progetto Fabric-Action, presentato all’Università degli Studi, con la partecipazione del Commissario straordinario per la ricostruzione, Vasco Errani e l’architetto Boeri. Siamo convinti che la ricostruzione possa costituire

l’occasione per un nuovo modello di sviluppo

Ma per una buona ricostruzione non esistono dei modelli prestabiliti; molto infatti cambia in base al territorio, al momento storico e anche agli strumenti e alle risorse finanziarie a disposizione. Gli interventi che andiamo a fare hanno la peculiarità di collocarsi nel cuore di aree interne di una regione interna e dovranno prevedere alcune specificità per evitare il rischio di spopolamento e l’abbandono di queste aree. Di conseguenza, la ricostruzione dovrà essere accompagnata da una visione ampia con una grande attenzione anche ai temi della coesione sociale. Il laboratorio per la ricostruzione, con il contributo di esperti, servirà proprio a favorire questo processo nonché l’investimento oculato e fruttuoso delle risorse. Inoltre, offre un servizio in più per la formazione di operatori, architetti, ingegneri, tecnici, aziende e amministratori pubblici che hanno e avranno un ruolo nella ricostruzione delle aree del Centro Italia”.

L’uso innovativo della canapa in mostra a Spoleto

C’è anche un’altra interessante iniziativa che scorre parallela a questo laboratorio e che è stata ricordata dalla Marini. È in corso a Spoleto, in occasione del 60° Festival, la mostra Fabric-Action, visitabile fino al 30 agosto.  Palazzo Collicola ospita, infatti, gli undici progetti che sperimentano l’uso innovativo della canapa come materia prima. Fabric-Action è un progetto a sostegno della Valnerina promosso dalla Regione Umbria e da Fondazione Politecnico di Milano, sviluppato da Polifactory con il Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco. I progetti prototipati in Polifactory sono stati esposti durante la Milano Design Week dello scorso aprile e ora è approdata a Spoleto.  Gli oggetti nati da questi progetti sono a dir poco sorprendenti: si va dagli strumenti musicali agli oggetti per l’infanzia alla gastronomia. Basta citare, per esempio, Paidìa, di Carlotta Antonietti, Laura Tardella e Marzia Tolomei. È il progetto di una culla a sospensione realizzata principalmente in canapa. Per restare nel mondo dell’infanzia, singolare è l’idea di Ekaterina Shchetina e Libero Rutilo, Kinesis: un’altalena realizzata in tre diversi materiali a base di canapa.  Altro progetto è Soft (di Enrico Azzimonti), un purificatore d’aria realizzato con materiali derivati dalla canapa e che integra anche l’uso delle tecnologie digitali. Per citare un esempio legato alla musica, interessante è il progetto di Lorenzo Palmeri, Famiglia Battenti: una famiglia di percussori con la ‘testa’ in filato e fibra di canapa.  Una mostra, insomma, che coniuga la tradizione con l’innovazione, il saper fare artigiano e la creatività.

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