L’acceleratore ispirato a Papa Francesco a Luiss Enlabs | Le startup #Update

Ecco le startup for profit a vocazione sociale selezionate per la Laudato Sì Challenge, ospiti dell'acceleratore alla stazione Termini a Roma

L’acceleratore che il venture capitalist americano del fondo Fresco Capital, Stephen Forte, ha realizzato ispirandosi all’enciclica di Papa Francesco – il Laudato Sì Challenge di cui vi avevamo parlato qui – sarà ospitato negli spazi di Luiss Enlabs, l’hub delle startup situato sopra la stazione Termini di Roma. Qui, dal 13 luglio, le imprese selezionate per l’acceleratore di Forte possono incontrare e lavorare a stretto contatto con i mentor sui propri progetti, e partecipare ai seminari che Laudato Sì Challenge ha organizzato con gli ospiti internazionali, aperti e accessibili all’intero ecosistema di Enlabs. Ecco nel dettaglio i progetti scelti. Vengono da ogni parte del mondo. Per l’Italia c’è Scooterino.

Enlabs

#Update

Mandulis (Uganda), ProTrash (Mexico), SmartYields (Usa), Scooterino (Italia), pāpr (India/Usa),
Aqus (Usa), 
Innov8tia (China), Nokero (Usa), Team RISE (India, Ecuador, Usa): sono questi i progetti scelti per il Laudato Sì Challenge.

La sede e gli Open Forum

La sede LUISS è stata scelta da Forte e Paul Orlando, professore presso la University of Southern California e direttore dell’incubatore dell’USC, e ospiterà l’acceleratore fino alla prima settimana di settembre. Forte ha detto che “quando abbiamo conosciuto Luiss Enlabs e visto il lavoro incredibile che fanno con le startup, abbiamo capito che non c’era miglior match possibile a Roma”. Ad Enlabs già lavorano e si sviluppano oltre 50 startup che ora avranno anche l’opportunità di partecipare agli “Open Forum” cioè agli incontri che Laudato Sì Challenge ha organizzato con mentor internazionali e che andranno da metà luglio fino al 9 agosto. Si comincia il 20 luglio con una lezione di Richard Campbell sui rischi e le potenzialità dell’intelligenza artificiale.

Le startup

Le startup selezionate dell’acceleratore ispirato da Papa Francesco sono 12 e sono tutte “for profit e mission driven” cioè imprese a vocazione sociale ma comunque orientate al profitto. Quando Forte aveva lanciato l’idea dell’acceleratore attraverso un post su Medium, aveva sottolineato come solitamente le startup a vocazione sociale non funzionano perché finiscono per trasformarsi in organizzazioni senza scopo di lucro.

L’obiettivo di Forte è cercare progetti interessati a lavorare sui temi sociali ma che facciano anche soldi

in modo che l’impresa abbia un impatto efficace ed a lungo termine. I temi che le startup hanno messo al centro dei loro progetti ricalcano l’agenda degli Obiettivi di Sostenibilità delle Nazioni Unite, e vanno dalle soluzioni per l’energia ai servizi per una produzione e distribuzione del cibo più sostenibile, contro lo spreco dell’acqua e dell’inquinamento, volte in ultima analisi a sbloccare il potenziale umano in vari ambiti. Queste startup hanno già trascorso un primo periodo di accelerazione con i mentor attraverso un percorso da remoto ed ora entreranno nel vivo del lavoro a contatto con gli imprenditori che li stanno seguendo. Quando il periodo di accelerazione a Enlabs finirà, a metà settembre, le imprese continueranno ad essere seguite a distanza ed essere accompagnate fino al Demo Day che si terrà in Vaticano nel mese di dicembre.

I sostenitori

Il progetto è sostenuto dal cardinale Peter Turkson, Prefetto del Dicastero per la promozione dell’Integral Development nel Vaticano, che seguirà i team e valuterà l’aderenza delle proposte alla missione del programma. “Nel corso degli anni abbiamo ospitato più di 500 aziende in quattro acceleratori – ha commentato Forte – questo ci ha permesso di sviluppare un set di competenze che possiamo mettere a disposizione dei giovani imprenditori. Ma invece per quanto riguarda il valore della mission? Per quello avevamo bisogno di una vera e propria guida, una personalità profonda e significativa, da qui la scelta del Cardinale Peter Turkson”. Gli investitori coinvolti nel programma sono Ibrahim Al Husseini, Chade-Meng Tan, Caitlin Sparks, Jeff Cherry, Thomas Ermacora, Andrew Mangino e Lola Grace.

@carlottabalena