Luca Annunziata

Luca Annunziata

Lug 21, 2017

Il record delle bambine ribelli: StartupItalia! intervista Francesca Cavallo (Timbuktu Labs)

Il secondo volume della serie supera su Kickstarter il record della campagna precedente. E segna un nuovo primato per un libro sulla piattaforma di crowdfunding

Timbuktu Labs ha chiuso la sua seconda campagna Kickstarter, e anche questa volta ha fatto segnare un record: la raccolta per il secondo volume della serie Rebel Girls, in italia pubblicato col titolo “Storie della buonanotte per bambine ribelli”, ha superato il primato stabilito dalla precedente e ha finito per stabilire un nuovo record assoluto per il crowdfunding di un libro. Alla fine la cifra raccolta è pari a 866.193 dollari, grazie al contributo di oltre 15mila backer provenienti da decine di paesi in ogni parte del mondo.

Nessun libro al mondo di questo o di altri argomenti ha mai raccolto più di quello di Elena Favilli e Francesca Cavallo.

La scelta del crowdfunding

“Per noi lavorare col crowdfunding è un modo di avere un rapporto diretto coi lettori – racconta a StartupItalia! Francesca Cavallo, che assieme a Elena Favilli è l’anima di Timbuktu Labs – Questo è stato vero per il primo volume, che già segnò un record per il crowdfunding, ed è vero anche questa volta: per noi è più di un semplice modo di finanziare il progetto. E un modo diverso di produrre contenuti, un metodo che pone la comunità dei lettori al centro: per questo ci interessa, e per questo abbiamo voluto ripetere l’esperienza anche con il secondo volume”.

Ci sono due aspetti da considerare quando si guarda il progetto Rebel Girls: il primo è che, ovviamente, la scelta di finanziare la pubblicazione del libro tramite il crowdfunding consente massima autonomia di scelta e impostazione a Timbuktu Labs. Nessuna pressione da parte di un editore tradizionale che impone scadenze o veti su titolo, grafica, impaginazione: Timbuktu Labs può tranquillamente operare le proprie scelte e produrre un volume che risponda appieno alle aspettative e alle richieste della community nata attorno al titolo, oltre che utilizzare il crowdfunding come l’unico strumento per gestire il lancio a livello planetario senza doversi concentrare su ogni singolo paese per la promozione.

Il secondo aspetto è appunto la comunity: a differenza di un libro tradizionale, che può essere parte di una saga ma che normalmente è frutto solamente delle idee e delle decisioni del suo autore, Rebel Girls è un prodotto nato e cresciuto direttamente in Rete e a contatto con il suo pubblico di appassionati sostenitori. La stessa decisione di scrivere e pubblicare un secondo volume è frutto delle segnalazioni e della spinta di questa stessa community: che ha suggerito e indicato quali donne includere in questa nuova tornata, ha contribuito di fatto a modellare Rebel Girls quasi alla pari con Timbuktu Labs.

Un nuovo modello di distribuzione

“Noi pensiamo a Timbuktu come un’azienda che sta ridefinendo i confini dell’editoria: prima nel digitale, e ora anche nel cartaceo” spiega a StartupItalia! Francesca Cavallo. L’approccio è unico anche per quanto attiene la produzione e la distribuzione delle copie cartacee del libro: negli Stati Uniti e in Nordamerica, mercato di riferimento per questo progetto che nasce in lingua inglese, Timbuktu Labs ha scavalcato il meccanismo di distribuzione tradizionale e ha stabilito un rapporto diretto con le librerie.

“In Nordamerica siamo nelle librerie fisiche, ma con un approccio non convenzionale – prosegue Cavallo – non passiamo da un distributore ma trattiamo le librerie come estensione del nostro progetto, pensiamo ad esse come un altro modo di raggiungere direttamente i nostri lettori. Ci interessa mantenere un forte legame con la community: i librai fanno parte di questa community, ed è importante mantenere un solido legame con loro, così come i lettori, perchè ciò è parte della nostra strategia di crescita”.

Il progetto Rebel Girls assume poi un connotato diverso da nazione a nazione: in paesi non-anglofoni la sua traduzione e vendita viene affidata a un editore locale, tramite accordi di licenza di tipo tradizionale. In Italia il primo volume è stato pubblicato e distribuito in forma cartacea da Mondadori: “Timbuktu Labs nasce ed è sempre stata americana: l’Italia è senz’altro uno dei nostri mercati internazionali principali – conclude Cavallo – e in questo momento di crescita del titolo nella Penisola non escludiamo che in futuro possiamo lavorare direttamente anche in Italia: il successo del primo volume è stato notevole, i numeri fatti segnare sono stati incredibili, e probabilmente il nostro sarà il libro più venduto del 2017 in Italia”.