WakeUp Influencer Bank: una banca per tutti quelli che contano sui social

L’agenzia di comunicazione pugleise WakeUp ha messo a punto un algoritmo che lancerà a settembre che raccoglierà gli utenti più attivi sui social, che vogliono guadagnare attraverso il proprio profilo. I compensi vanno da oggetti a viaggi, a denaro contante

Gli influencer esistono da sempre. Nella società delle comunicazioni di massa a.www. (avanti World Wide Web) si chiamavano testimonial. Andavano in tv, sui giornali, sui 6×3. Succede che lo facciano ancora, ma ciò che muove i soldi oggi secondo Fabio Mazzocca, presidente dell’agenzia di comunicazione WakeUp, è il mondo dei social e i post dei suoi abitanti. I grossi budget convergono sempre più verso Facebook e Instagram, ma non solo con post o video sponsorizzati, ma con veri e propri fenomeni sotterranei autentici, costruiti attorno a persone comuni.Fabio Mazzocca

Per raccogliere tutti gli influencer o potenziali tali che oggi ancora non sanno di essere i nuovi Fedez o Chiara Ferragni, WakeUp ha realizzato una piattaforma in cui le aziende potranno cercare le persone più adatte al proprio brand per costruire una campagna targettizzata. Dal canto loro, gli influencer potranno iscriversi al primo database dedicato a loro. Si chiamerà WakeUp Influencer Bank.

“Come agenzia abbiamo già elaborato un’app B2B, Wakepost, che permette alle aziende nostre clienti di verificare l’impatto di tutti gli influencer sul traffico verso il sito dell’azienda e sulla campagna”, spiega Mazzocca. Ad oggi con la WakeUp lavorano circa 100 influencer e, con l’avvio della WakeUp Influencer Bank l’aziena punta a decuplicare la base dei propri social testimonial. L’obiettivo: coinvolgere una platea di follower molto più reali di quella che ormai sempre più spesso, offrono gli influencer per professione.

“Oggi quasi tutte le aziende stanno puntando sull’e-commerce, quasi fosse la panacea di tutti i mali della crisi – sottolinea il presidente di WakeUp -. Per far arrivare la gente sul mio sito, posso fare campagne di comunicazione, minipromozioni, banner, ad words o reclutare degli ambassador che raccontano il brand. Può essere fatto da persone diverse e gli influencer famosi portano un numero di clienti incredibili”.

Come funzionerà la WakeUp Influencer Bank

Alla base della piattaforma ci sarà un algoritmo in grado di valutare i profili degli aspiranti influencer, attribuendo a ognuno di loro un valore. Questo dato verrà tradotto in crediti da accumulare, che potranno rendere anche i profili di ragazzi e ragazze comuni iscritti alla piattaforma, appetibili per i grandi brand. Le aziende, una volta scelto di rivolgersi alla piattaforma, devono scegliere il tipo di campagna da mettere in campo, il target e il budget. L’algoritmo segnalerà la nuova campagna agli influencer, che potranno così decidere se partecipare o meno. In cambio – a seconda del tipo di operazione – gli utenti possono ricevere omaggi, viaggi o denaro contante.

“Oggi consigliamo sempre alle aziende che si rivolgono a noi di scegliere l’azione degli influencer, – spiega Mazzocca – per aumentare contatti nel mondo del web e far crescere il ROI”. Ora con WakeUp Influencer Bank l’obiettivo è vedere se il concetto è scalabile anche sugli influencer comuni.

Ma un rischio c’è. Sfruttare contatti comuni che fino al giorno prima condividevano le foto delle proprie serate, le pizze con gli amici o le foto dei compleanni della nonna, potrebbe far crollare il valore delle interazioni organiche collegate a quel profilo social. Il potere di queste azioni è stato compreso e disciplinato dal Governo, che ha stabilito che i contenuti social con oggetti sponsorizzati siano adeguatamente segnalati.

Secondo Mazzocca la chiave è far percepire questa attività promozionale come figa: “La persona che partecipa alla campagna deve sentirsi importante, fiera di partecipare a questo progetto, rimanendo però una persona comune – spiega Mazzocca -. Ad esempio, le fashion blogger nascono come ragazze della porta accanto, con corpi comuni che rendono gli abiti alla portata di tutte”. Inoltre, questa non è un’attività continuativa: si potrà partecipare alle campagne ad intervalli regolari e solo se rispondenti al target.

Come si costruisce un influencer

Mazzocca indica la coppia Ferragni&Fedez come il sogno di ogni comunicatore. “Sono l’essenza della comunicazione. Anche la loro connessione, che in molti dicono costruita, funziona. Per costruire un influencer potente ci vuole budget – continua l’imprenditore – e gente che investe su di te. Ci sono fenomeni che nascono spontaneamente, magari come gli youtuber, ma che durano poco. Il resto va consolidato con un solido progetto”.

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