Anna Gaudenzi

Anna Gaudenzi

Ago 25, 2017

N26 arriva a 500.000 clienti e punta in alto. “Il digitale non è un canale ma il pilastro da cui partire”

La startup che consente di gestire un conto solo da mobile sta diventando una delle maggiori Fintech europee: In Italia, terzo mercato dopo Germania e Francia, sta lavorando per semplificare le procedure e integrare Apple Pay

“A marzo il nostro team contava 200 persone. Oggi siamo 290”. Si spiega anche con questi numeri il percorso di crescita di N26, la banca per smartphone che ha festeggiato in questi giorni i suoi primi 500.000 clienti in Europa. “Nel giro di pochi mesi abbiamo aumentato il personale di quasi il 50%” ci racconta Matteo Concas, General Manager di N26 Italia – Abbiamo un team di 13 persone dedicate all’Italia e molti ragazzi e ragazze italiani che lavorano per progetti globali o riferiti ad altri Paesi: la maggior parte del team lavora insieme per migliorare il servizio e implementare sempre nuove funzioni nell’app, il prossimo obiettivo è l’integrazione di Apple Pay che avverrà in Italia, Francia e Spagna entro la fine dell’anno”.

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Dal passaparola alla pubblicità

La startup tedesca, fondata nel 2014, ha avuto una crescita esponenziale nell’ultimo anno guidata per lo più su passaparola tra clienti: “A gennaio 2016 abbiamo festeggiato i 100.000 clienti, oggi siamo a 500.000 con l’obiettivo di arrivare al milione. Il passaparola però non basta per raggiungere un numero di clienti così alto. Proprio per questo investiremo in pubblicità televisiva in modo da farci conoscere sempre di più e da un pubblico diversificato”.

Il progetto di N26 è quello di semplificare la gestione del conto corrente e integrare sempre nuovi servizi: “Da mobile tutto funziona in maniera semplice e intuitiva – spiega Concas – e questo sicuramente piace ai clienti. Ora vogliamo implementare nuove funzioni riguardanti la gestione di prodotti finanziari in modo da fornire un servizio completo. Il tutto in un’unica piattaforma che abbia le proprie fondamenta sul digitale”.

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La gestione del portafoglio finanziario e l’integrazione del SecureCode

N26 in Germania ha recentemente lanciato un servizio di risparmio in collaborazione con Raisin e un servizio assicurativo in partnership con Clark; ha ampliato i servizi di finanziamento già esistente tramite auxmoney e ha integrato il SecureCode di Mastercard per garantire una maggiore sicurezza del mobile banking e dei pagamenti online. Il prossimo obiettivo è allargare la gamma di questi servizi anche sui mercati internazionali, inclusa l’Italia dove (assieme a Francia e Spagna), entro la fine dell’anno, supporterà Apple Pay.

Il problema dell’identificazione tramite Carta d’Identità cartacea

 

“Per quanto riguarda l’Italia da aprile stiamo anche proponendo un conto dedicato ai liberi professionisti e ai lavoratori automomi. Ora, oltre all’integrazione di Apple Pay, stiamo lavorando a una soluzione per permettere l’identificazione con Carta D’Identità cartacea, cosa che al momento non è ancora possibile per via delle differenze normative che vi sono tra i vari Paesi”.

N26 ha dimostrato che l’interesse degli utenti verso una banca senza sportelli e con servizi solo online è reale. Le potenzialità per le fintech sono enormi “Come oggi è normale prenotare una vacanza affidandosi a Booking.com, o comprare un libro su Amazon, allo stesso modo sta diventando normale non approcciarsi più alla banca in modo tradizionale. Il nostro cliente modello non è necessariamente giovane e smart. Abbiamo tanti clienti tra i 50 e i 60 anni, persone che stanno cambiando abitudini e apprezzano la velocità del servizio”. Il rischio, per le banche tradizionali è quello di non riuscire ad adattarsi al cambiamento e a rivoluzionare le infrastrutture. “Il digitale non deve più essere considerato un canale, ma un pilastro da cui partire o ripartire. Per questo il lavoro con le Fintech può essere importante anche per una banca tradizionale. In Italia oggi ci sono quasi 2500 banche. Solo chi si saprà reiventare, lavorando anche in ottica europea, riuscirà a reggere la concorrenza”