Antonella Di Noia

Antonella Di Noia

Set 16, 2017

SuperPoteri | L’app che dà coraggio ai bambini quando sono dal medico

L'applicazione, sviluppata dalla startup Brave Potions, permette ai piccoli pazienti di vivere la visita dal medico come un'avventura da supereroe

Lo sostengono gli studi psicologici di ricercatori internazionali e lo confermano i genitori che hanno dei figli piccoli: le maggiori paure espresse dai bambini durante i trattamenti medici sono legate all’esposizione agli aghi e, in media, il 52% ha paura del dentista. Se però i bambini molto spesso sono impauriti perché non capiscono la medicina ovvero il tipo di trattamento medico che stanno per ricevere, è pur vero che capiscono molto bene la magia e che si divertono tantissimo a identificarsi con personaggi di fantasia. Considerazioni queste che sono alla base di Brave Potions. La startup, nata nel 2015 dopo aver vinto InnovAction Camp, che ha sostenuto un percorso di accelerazione presso LUISS Enlabs, ha sviluppato SuperPoteri, un’app che “permette” ai bambini, mentre sono in sala d’attesa con i genitori, di scoprire e trasformarsi in supereroi che vivono esperienze dal dottore molto simili alle loro e di collezionare delle card che riportano i super poteri guadagnati. Supereroi? Proprio così.

La versione inglese

Il modello di business è B2B: l’app è scaricabile gratuitamente, mentre i medici, pagando un abbonamento annuale, acquistano un kit formato da un totem cartonato con l’elenco dei supereroi, le cover per gli strumenti di intervento, che riprendono il supereroe scelto dal paziente, e le carte con i superpoteri, resi interattivi dai marker per la realtà aumentata. Il team di Brave Potions, formato da cinque ragazzi under 30 (Alberto Piras, Benedetta De Magistris, Federico Simionato, Roberto Novara e Gabriele Derosas), ha dedicato l’ultimo anno allo sviluppo del prodotto e al consolidamento della rete dei clienti, in gran parte studi dentistici. I prossimi step, come racconta nell’intervista a StartupItalia! il ceo Alberto Piras, prevedono l’attivazione di strategie di marketing che consentano di portare l’app in altre strutture ospedaliere e all’estero, considerando che è già pronta la versione in lingua inglese.

Team SuperPoteri

Il team di SuperPoteri

Cosa ha ispirato la nascita di una soluzione per smorzare la paura dei bambini dal dottore?
«L’idea – dice Alberto Piras – è nata dopo aver visto su Facebook l’immagine di alcune flebo per bambini, sottoposti a chemioterapia in un ospedale a San Paolo, con le cover di Flash, Batman e altri personaggi noti, che avevano metaforicamente l’obiettivo di rendere i piccoli pazienti più forti. Prima di arrivare allo sviluppo di un’app, avevo quindi pensato di portare un progetto simile in Italia, creando dei personaggi su misura rispetto alle esigenze fantasiose dei bambini. La componente digitale di quest’idea d’impresa è arrivata con la partecipazione a InnovAction Camp e si è trasformata in un’app durante il percorso di accelerazione in Luiss Enlabs, dandoci la possibilità di ricevere un primo round di finanziamento di 230 mila euro da LVenture Group e dal Club Acceleratori».

Cosa è avvenuto durante il percorso di accelerazione?
«Ci siamo concentrati sulla parte di sviluppo dell’applicazione, prevedendo una componente modulare che ne permettesse la customizzazione in base allo studio medico, e sul materiale da vendere ai nostri clienti: totem, cover per gli strumenti medici e carte con i superpoteri. Con Gabriele Derosas, l’illustratore del nostro team, abbiamo creato i personaggi di SuperPoteri, dal momento che non potevamo né volevamo usare quelli già esistenti, sia per una questione di costi da concordare con gli editori – che, tra l’altro, sono spesso restii ad associare i loro personaggi al campo medico – sia per essere più liberi nelle nostre scelte. L’ideazione dei nostri supereroi è avvenuta a stretto contatto con i bambini, organizzando in una scuola materna ed elementare a Cagliari dei focus group coordinati da psicologi. Il primo test è stato realizzato tra i dentisti, data la facilità di contatto rispetto alla burocrazia delle strutture ospedaliere pubbliche, restituendoci dei feedback molto positivi e che oggi ci portano ad essere in oltre 600 studi dentistici, distribuiti in tutta Italia».

Cosa succede esattamente una volta che il bambino è con i suoi genitori nella sala d’attesa dello studio medico parte della rete SuperPoteri? 
«Si troveranno davanti il totem cartonato su sui sono disegnati i supereroi. Una volta che i genitori hanno scaricato sul loro dispositivo l’app SuperPoteri, i bambini potranno inquadrare uno dei personaggi sul totem, assumerne le sembianze scattandosi un selfie e iniziare l’avventura da supereroe, attraversando alcune isole dove costruire edifici magici, guidati dal dottor Pozione e il Gufo Ufo. A seconda del tipo di studio medico, i supereroi affronteranno situazioni simili a quelle in cui potrebbe trovarsi il bambino che, quando termina il trattamento, guadagna una card in cui sono riconosciuti i suoi super poteri. I piccoli pazienti potranno continuare a usare l’app anche a casa, giocando ai videogame con i loro supereroi, guardando cartoni animati e imparando anche i comportamenti corretti per la loro igiene orale che regalano ulteriori super poteri».

Quali “magie” porterà SuperPoteri nei prossimi mesi?
«Attualmente i nostri principali clienti sono gli studi dentistici, assieme a otto cliniche universitarie e due ospedali di Cagliari. L’obiettivo è cercare di ampliare questi numeri soprattutto in riferimento alle strutture ospedaliere e ai laboratori di analisi e sviluppare ulteriormente il nostro progetto: l’app rileverà nelle stanze in cui sono ricoverati i bambini alcuni detector magici che, una volta inquadrati, si trasformano in stelle in grado di aumentare i super poteri o in elementi con cui interagire. Entro la fine dell’anno, avvieremo una campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd: i fondi raccolti sono destinati alla realizzazione di attività strategiche di marketing finalizzate anche all’entrata nel mercato estero, dove abbiamo già riscontrato un forte interesse alle modalità in grado di rendere meno traumatici i trattamenti medici per i bambini».