Luca Annunziata

Luca Annunziata

Ott 7, 2017

#Bootstrap torna a Pisa, un’occasione per le startup

L'evento di StartupItalia! organizzato con Registro .it. Al Teatro Lux del capoluogo toscano le early stage hanno mosso i primi passi in compagnia dei mentor

L’esperienza a contatto con la creatività, l’innovazione che si mescola con il networking: a Bootstrap, l’evento di StartupItalia! organizzato in collaborazione con Registro .it, 14 startup hanno avuto l’opportunità di misurarsi con la realtà consolidata del mondo imprenditoriale. 14 mentor provenienti dall’industria, professionisti in grado di mettere in campo decenni di successi sul campo, li accompagnano in una giornata di accelerazione indispensabile per imbastire la struttura di una nuova impresa, cogliere la reale potenzialità di un prodotto e di una idea, e magari anche correggere qualche vizio di gioventù che anche le startup migliori si portano dietro.

Abbiamo respirato un’aria colma di entusiasmo al Teatro Lux, una sala essenziale nelle linee ma che si è riempita di voglia di fare: tanti sguardi interessati, tanti biglietti con un’email e un numero di telefono passati di mano in mano per cercare di far compiere a una startup un passo avanti che potrebbe essere quello decisivo. C’è chi porta un prodotto fisico, chi punta al mercato consumer, chi invece è concentrato su servizi per le imprese. Le Carlotte producono libri di stoffa per creare un nuovo modo di fare editoria, un libro che non si legge soltanto ma che si tocca e si sperimenta in punta di dita. iUto è invece un network di servizi e professionisti da sfogliare e assoldare, un ponte diretto tra domanda e offerta. E poi ci sono i droni di Abzero, che sono in grado di portare scorte di sangue e medicinali fino a 40km di distanza in totale autonomia: senza pilota. E poi ancora Intuendi, Glamfie, AppY Lab, Jabali, Xelexia, DR Care, Kjuicer, Digital Lighting, Infoagri, SocialEaty, Clank City, Creative Lab e MensApp.

Per tutti c’è stata occasione di misurarsi con esperti, venture capitalist, manager di imprese affermate che hanno messo a disposizione di tutti la propria competenza e le proprie conoscenze. Altromercato, NTT Data, Register, 3logic MK, AIM, Bracco, Assolombarda, Patrizia Pepe: aziende di ogni settore, non solo il digitale ma anche la moda, la manifattura, la grande distribuzione, hanno potuto toccar con mano la vitalità del movimento startup da cui trarre ispirazione, con cui fare squadra, a cui contribuire con la guida e il buonsenso di chi è già impresa. E poi c’erano mentor come Giovanni De Caro, membro del board di Campania New Stell (l’incubatore frutto di una partnership tra Citta della Scienza e Federico II), la giornalista Gaia Fiore, il professor Alessio Semoli che è anche CEO di PranaVentures.

quello che manca spesso non è tanto la creatività, quanto la professionalità e le competenze necessarie a passare da sogno a realtà

Mettere in piedi una startup ovvero una nuova impresa, come ha ricordato Andrea Di Benedetto di CNA, è comunque tutta una questione di mentalità: sbaglia chi piazza l’etichetta di industria 4.0, di innovazione, su processi e prodotti che di innovativo e di 4.0 hanno davvero poco. Fare innovazione è materia di processi da rivedere, da cambiare, da trasformare o da rivoluzionare: non si può semplicemente fare le stesse cose di sempre, ma in digitale. C’è ben altro in gioco: e la presenza di aspiranti startupper di tutte le età, con tante idee diverse che spaziano in moltissimi settori, è un’occasione imperdibile per chiarire che quello che manca spesso non è tanto la creatività, quanto la professionalità e le competenze necessarie a passare da sogno a realtà.