Stella Danti

Ott 11, 2017, 8:00am

Stella Danti

Ott 11, 2017, 8:00am

Dai telai ai dati. Il nuovo Global Cloud Data Center di Aruba

Il polo tecnologico più grande d’Italia sorge su un’area di 200mila mq a Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo dove prima operava un'azienda tessile che ha fatto la storia della zona

Entrare nel nuovo Global Cloud Data Center di Aruba S.p.A. è come fare un passo avanti nel futuro, ma anche uno indietro nel passato. Siamo a Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, posizione strategica nel cuore della Lombardia, a 40 km da Milano. Il sito prescelto è un’estesa area ex industriale, fino a nove anni fa occupata da un’azienda tessile che ha fatto la storia di questo territorio, la Legler, fondata nell’Ottocento da una famiglia di industriali svizzeri. In questi spazi animati un tempo dai telai, da cui uscivano soprattutto denim e velluti, oggi le infrastrutture informatiche funzionano non-stop, memorizzando e trasmettendo dati.

L'ingresso della struttura a Ponte San Pietro, Bergamo

Il più grande polo tecnologico d’Italia

Nell’agosto 2016 sono iniziati i lavori di riqualificazione per la costruzione del più grande e moderno polo tecnologico d’Italia, che ospita i server di privati e aziende, mettendo anche a disposizione le competenze del proprio team di progettazione. Per l’inaugurazione ufficiale, giovedì 5 e venerdì 6 ottobre 2017, è stata organizzata una due giorni di eventi e convegni. «Di solito in queste occasioni si dichiara la fine dei lavori e il completamento di un’opera. Questo è vero anche per noi, ma al tempo stesso oggi posiamo la prima pietra di un progetto ancora più grande», ha spiegato l’AD di Aruba S.p.A. Stefano Cecconi. L’inaugurazione ha riguardato una struttura di 40mila metri quadrati già occupata al 60 per cento da aziende, che hanno potuto prenotare e inserirsi negli spazi a partire dallo scorso giugno. Ma la superficie totale del campus è di ben 200mila metri quadrati e permetterà alla società, leader in Italia per i servizi di data center, web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini, di espandersi ulteriormente in base alle esigenze future, diventando a tutti gli effetti la nuova casa di Aruba e affiancandosi ai due center già esistenti ad Arezzo.

I servizi Aruba

L’offerta dei servizi Aruba, che gestisce oltre 2 milioni di domini, più di 7 milioni di caselle email, 5 milioni di caselle PEC, più di 100.000 server tra fisici e virtuali e un totale di 5 milioni di clienti, è rivolta alle grandi aziende italiane e straniere, alla Pubblica Amministrazione, agli operatori IT e alle Pmi, agli Enti locali, ai system integrator e alle Telco. Dal 2014 Aruba è anche il registro ufficiale della prestigiosa estensione .cloud.

Perché Ponte San Pietro

Le 10 sale dati da mille metri quadrati possono ospitare 1.200 server ognuna, attivi 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, sotto stretta sorveglianza per garantire i massimi standard di sicurezza e prestazioni. Numerosi sono i livelli di controllo da superare per ottenere l’accesso. Non solo. L’area di Ponte San Pietro è stata scelta sia perché è facilmente raggiungibile dai tre aeroporti di Malpensa, Linate e Orio al Serio ed è ben collegata alla rete ferroviaria ad alta velocità e a quella autostradale, ma anche perché storicamente non è interessata da eventi naturali come terremoti ed alluvioni, a ulteriore garanzia dell’affidabilità del data center e dell’intero campus.

Il Global Cloud Data Center è ecosostenibile

Oltre all’innovazione tecnologica, infine, l’ecosostenibilità. Il Global Cloud Data Center è stato progettato non solo per ridurre il più possibile l’impatto sull’ambiente, ma anche per garantire il massimo livello possibile di efficienza energetica, assicurando qualità e convenienza dei servizi. Il nuovo polo tech utilizza un impianto di raffreddamento geotermico ed è alimentato da energia proveniente da fonti rinnovabili di origine certificata. All’interno del campus stesso sono inoltre situati impianti fotovoltaici e una centrale idroelettrica che sfrutta l’acqua del fiume Brembo. Due le turbine, che fornivano già energia ai precedenti impianti tessili: una storica del 1946 e un’altra del 2001. Se oggi nel Global Cloud Data Center lavorano un’ottantina di persone, a pieno regime ci saranno diverse centinaia di dipendenti. La ricerca di personale è in pieno svolgimento.

L'impianto di raffreddamento del polo