Il primo Startup Weekend per sole donne, ecco le protagoniste (e i progetti vincitori)

Startup Weekend Women’s Edition: per fare impresa, creare startup e con queste lavoro non servono superpoteri ma tanta creatività, intraprendenza e competenza

Startup Weekend, un format oramai consolidato nel panorama dell’innovazione italiano è arrivato in Sicilia e con una edizione speciale dedicata alle donne. Noi di StartupItalia! chiamati in giuria a valutare le interessanti idee emerse in un fine settimana di intenso lavoro abbiamo risposto con entusiasmo, perché l’innovazione accade se si fa rete, se si collabora dal nord al sud, dagli uomini e dalle donne.

Così, “supercalifragilisticamente…: qualsiasi cosa abbiamo purchè sia rosa” abbiamo risposto quando ci hanno richiesto un superpotere che contraddistingue le donne innovatrici. Perché? Perché proprio come Mary Poppins che tirava fuori dalla sua borsetta qualsiasi strumento per risolvere problemi di ogni tipo, allo stesso mondo le donne che fanno impresa si stanno dimostrando in grado di superare i tanti ostacoli del quotidiano e a volte soprattutto al Sud, di sistema, che si frappongono tra le loro idee e la creazione d’impresa.

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E ne abbiamo incontrate tante durante questi giorni della Startup Weekend Women’s Edition di Palermo. 11 giurate, 12 mentor, 3 organizzatrici e, soprattutto, 41 partecipanti. Quarantuno agguerritissime ragazze si sono ritrovate il venerdì pomeriggio presso l’incubatore Arca, all’interno della cornice dell’Università di Palermo.

Ma diamo spazio alle idee: 19 quelle presentate in totale, tra le quali sono subito stati selezionati i progetti migliori che nei due giorni di lavori sono stati ulteriormente migliorati dalle coaches e mentors arrivate da tutta Italia nella splendida Palermo proprio per supportare con le loro competenze e la loro esperienza tutti i team. I finalisti li abbiamo valutati in giuria e le promesse iniziali di poter valutare prodotti interessanti non è stata smentita.

Primo premio, sei mesi di incubazione virtuale ad Arca, al team di Sound Glasses, un servizio di fruizione culturale esperienziale tramite il suono, pensato per le città. Sound Glasses propone esperienze sonore abbinate ad itinerari scelti, fruibili in modo del tutto indipendente tramite app geolocalizzata.

Oltre al primo classificato, premi speciali anche per altre idee grazie agli sponsor dell’evento.

Sella Lab, l’acceleratore d’innovazione di Banca Sella, ha premiato Trameet, applicazione geolocalizzata rivolta a fruitori di mezzi pubblici. Permette l’acquisto on line dei biglietti e la creazione di community contestuale tra gli utenti che hanno acquistato il biglietto dello stesso mezzo.

Giglio.com invece ha scelto Dress me more, piattaforma web che permette un’alta customizzazione di prodotti sartoriali grazie ala realtà aumentata di un vero e proprio shop assistant in 3D e che riescono a coniugare la qualità ad un prezzo accessibile. Un’idea che ha convinto la giuria e che per questo si è aggiudicata anche un doppio premio. Sarà infatti per 3 mesi a Milano per un periodo di incubazione con sessioni di Digital mentoring nello spazio di co-working Make a Cube di Milano.

Premio speciale @Factory, consistente in due mesi di accelerazione, a Sail App, l’applicazione geolocalizzata che permette di condividere esperienze di navigazione mettendo in contatto i proprietari di imbarcazioni con potenziali utenti.

Anche Taliamy, che si pone l’obiettivo di realizzare accessori e capi moda con fibre naturali, e Live around, applicazione che fornisce informazioni in tempo reale su eventi live esclusivi o jam session che si svolgono o stanno per svolgersi in prossimità degli utenti, si sono aggiudicate premi speciali e menzioni.

Giornate intense per queste ragazze che dimostrano come, nonostante le quote rosa dell’innovazione sono ancora basse, il potenziale c’è, eccome.

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Secondo i dati di Unioncamere, tra le oltre 4 mila iscritte al registro nazionale solo il 12,4% è rosa, contro il 21,5% delle aziende complessive italiane. Un numero che fatica a crescere e che si traduce in dispersione di PIL e talento, come confermato anche dalla banca dati Adecco. Su 2 milioni e mezzo di lavoratrici iscritte, infatti, se ne contano meno di 40mila con esperienze lavorative nell’ICT.

Mettere a fattor comune e forze tra donne è senz’altro utile, e fare rete (anche al femminile) resta tra i modi migliori per promuovere l’innovazione, così come sarebbe auspicabile farsi ancora più spazio a colpi di stringhe di codice.

Se si da uno sguardo in Europa, solo il 3% delle ragazze europee si laurea in informatica, rispetto al 10% dei ragazzi e appena il 9% degli sviluppatori di app sono donne.

Startup Weekend Women’s Edition è servito a far passare questo ed altri importanti messaggi per il mondo dell’innovazione al femminile cui facciamo eco con due precisazioni: la prima è l’auspicio che queste iniziative siano sempre più balanced a livello di presenza di uomini e donne, perché è proprio nei team misti che le ragazze riescono a mostrare il loro valore aggiunto, semmai ci fosse ancora bisogno di darne dimostrazione. Il secondo è più un messaggio alle ragazze che hanno animato queste giornate e che è arrivato anche da startupper affermate come Adriana Santonocito di Orange Fiber o Elisa Fazio di Flazio: per fare impresa, creare startup e con queste lavoro non servono superpoteri ma tanta creatività, intraprendenza e competenza. Tre ingredienti che in questi giorni non mancati ma che serviranno ancora più nel prossimo futuro per trasformare in grandi imprese tutte queste buone idee ed energie.

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