Le startup italiane vanno in scena al CES di Las Vegas

MISE, ICE, Area Science Park e Tilt assieme per organizzare un'agguerrita spedizione. Capace di convincere aziende e investitori della bontà del Made In Italy

Anche le startup italiane saranno presenti, con le loro innovazioni e le loro tecnologie, al prossimo CES di Las Vegas. Merito dell’alleanza fra alcuni distretti dell’innovazione, tra i quali l’Area Science Park e Tilt di Trieste, il MISE e l’ICE (Istituto per il Commercio Estero).

Negli ultimi anni il salone dell’elettronica di consumo più importante al mondo sta puntando molto sulle startup e l’area dedicata agli espositori, chiamata Eureka Park, è diventata una delle porzioni più interessanti della manifestazione. Non è un caso che, da qualche anno, anche il nome dell’ente organizzatore sia cambiato da CEA (Consumer Electronics Association) a CTA (Consumer Technology Association).

L’Eureka Park apre alle startup italiane

Nella prossima edizione saranno probabilmente più di 700 le startup che potranno mostrare le loro idee ad aziende e investitori. Per quanto riguarda l’Italia, l’idea è quella di selezionare una cinquantina di startup e aziende che vogliono affacciarsi al mercato e ai finanziatori americani. I bandi saranno pubblicati nei prossimi giorni sul sito Teorema.net.

La presenza italiana è stata ideata pensando ad aree tematiche “per industry”. Alcuni cluster serviranno a presentare la creatività dell’Italia e la nuova capacità delle sue aziende di affrontare mercati in cui il made in Italy è già molto noto e apprezzato. Si tratta di FashionTech, AgroTech e FoodTech, BioTech e  MedTech, ma anche l’Industry 4.0, la Mobility e l’Automotive insieme alla Smart Transportation.

Ripetere l’exploit francese

L’obiettivo – spiega Michele Balbi, presidente di Tilt e uno dei principali promotori della missione tricolore a Las Vegas – è “tentare di avvicinarsi alle performance della Francia, che al Ces 2017 era presente con 233 startup (le italiane erano una decina, n.d.r.) che hanno raccolto fondi e ordini per centinaia e centinaia di milioni di euro”.

Gary Shapiro, numero uno del CES, citando l’esempio francese ha sottolineato come “nel caso della Francia, quello che ha maggiormente contato è il supporto del Governo e delle istituzioni”. Ecco perché è importante che anche nel nostro paese qualcosa si stia muovendo. Consapevoli che il made in Italy sia di per sé un vantaggio competitivo e che la partita del futuro non si può non giocare nel campo globale dei grandi giocatori.

Una grande occasione, insomma, per gli startupper del Belpaese. “Nei prossimi due o tre anni il mondo cambierà totalmente e deve cambiare totalmente anche il modo di presentarsi sui mercati – conclude Balbi – L’Italia non può perdere il treno del cambiamento dell’innovazione: significherebbe rimanere tagliati fuori dal futuro, mentre tante nostre startup, giovani e creative, possono svettare fra le eccellenze del mondo”.

Presto sapremo dunque chi rappresenterà l’Italia al prossimo CES: appuntamento fissato per gennaio 2018, all’Eureka Park nel Las Vegas Convention Center.

@antcar83