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Ott 19, 2017

Accenture e Biesse, l’industria 4.0 passa dalla connessione di 20mila macchine

Presentata una nuova linea di business che connetterà e renderà intelligenti oltre 20 mila macchine. Siamo stati a Pesaro a misurarne vantaggi e prestazioni, nello showroom Biesse

Siamo pronti all’impatto globale dell’Internet of Things che presto cambierà l’economia, la cultura industriale e soprattutto la vita delle persone? Una ricerca di Accenture per il World Economic Forum presenta una realtà contraddittoria: sebbene i manager siano consapevoli dell’importanza dell’IoT, devono tuttavia ancora capire come affrontarlo e gestirlo; infatti nonostante il 73% dei dirigenti di alto livello pensi che l’Internet of Things stia cambiando radicalmente il proprio settore, solo il 20% di loro ha una strategia per sfruttarlo al meglio.

Il progetto di Accenture e Biesse Group

Uno scenario certamente variabile, ma che attualmente necessiterebbe di una rapida evoluzione: in questo contesto si inserisce il progetto realizzato da Accenture con Biesse Group, leader mondiale nella tecnologia per la lavorazione di legno, vetro, pietra, plastica e metallo. La conferma  che le eccellenze del nostro Paese possono affrontare in maniera vincente la rivoluzione industriale dell’Impresa 4.0, ottimizzando i processi produttivi e offrendo al mercato nuovi servizi. L’esempio di come una fabbrica digitalizzata guadagni flessibilità e tanta competitività. Siamo stati a Pesaro a misurarne vantaggi e prestazioni, nello showroom Biesse. Una giornata dedicata alla concretezza, al “toccare con mano”. Abbiamo vissuto un contatto diretto ed immediato con la tecnologia declinata all’IoT, per capire il funzionamento di una macchina che migliora, di giorno in giorno, auto alimentandosi dei dati che acquisisce e condivide. 

20 mila macchine intelligenti

Accenture ha affiancato Biesse nell’evoluzione digitale del modello operativo, supportandola nel lancio di una nuova linea di business, che a regime connetterà e renderà intelligenti oltre 20 mila macchine. Un progetto che di recente è stato premiato all’IoTS World Congress di Barcellona come Best Business Transformation Award. Una roadmap che passa attraverso una nuova piattaforma IoT (Industrial Internet of Things) chiamata SOPHIA, che consente a Biesse di abilitare i propri clienti ad una vasta gamma di servizi per la gestione e l’ottimizzazione delle macchine e dei processi correlati. La soluzione si basa su Accenture IoT Connected Platforms as a Service (CpaaS) sviluppata su Microsoft Azure, all’insegna della massima protezione dei dati da attacchi informatici.

I nuovi servizi abilitati includono avvisi di manutenzione preventiva, gestione della macchina e analisi degli eventi di produzione. I sensori sulle macchine permettono così analisi approfondite, facilmente visualizzabili tramite dashboard per dispositivi mobili (Microsoft Power Business Intelligent). Ai clienti di Biesse viene data la possibilità di personalizzare i servizi ricevuti, migliorando efficienza e produttività. Macchine intelligenti, con l’obiettivo di riformulare un paradigma: passare da un approccio reattivo (rispondere alla criticità o al guasto una volta avvenuto), ad un approccio proattivo e in futuro persino predittivo.

L’evoluzione del modello di business tradizionale

“Accenture è al fianco del Gruppo Biesse per accelerare lo sviluppo di un approccio orientato ai servizi, che consente ai nostri clienti di ricavare maggiore valore dalle macchine. Potremo così offrire loro una serie di funzionalità, che spaziano da segnalazioni, allarmi e diagnostica remota a servizi di manutenzione predittiva e analisi dell’utilizzo, oltre a capacità di ottimizzazione dei processi di produzione. Inoltre, tali servizi amplieranno la nostra attività postvendita, generando nuovi canali di profitto e permettendoci di distinguerci dalla concorrenza”, ha dichiarato Stefano Porcellini, Managing Director, Gruppo Biesse.

“Il caso di Biesse Group dimostra come sia possibile far evolvere modelli di business tradizionali, cogliendo le opportunità offerte dall’Industry 4.0” ha commentato Giuseppe La Commare, Managing Director, Industrial & Travel Lead, Accenture. “Il progetto di IoT sviluppato insieme ci ha visto lavorare fianco a fianco per il lancio di una nuova linea di business per l’azienda, sviluppare business case e modello operativo, condurre un pilota e infine delineare la roadmap per il lancio. È in questo modo che, concretamente, Accenture vuole contribuire alla crescita delle imprese italiane”.

I vantaggi sono molteplici: gestire più adeguatamente il ciclo di vita dei prodotti, integrando meglio hardware e software intelligenti, integrando questi ultimi nei macchinari, per farli interagire più efficacemente con l’ambiente di produzione, le persone, e altri prodotti connessi, riducendo i malfunzionamenti. Utilizzare gli analytics per prendere decisioni, infatti i prodotti connessi forniscono informazioni importantissime per orientare il business. Rendere agile la produzione adottando soluzioni di automazione industriale e passare ad un business “as-a-service”, dove prodotti e servizi non verranno più acquistati, ma utilizzati “on demand”.

IoT, trend tecnologico trainante della rivoluzione digitale

IoT, ossia l’internet delle cose, è certamente uno dei driver di innovazione più importanti e fondamentali: secondo uno studio del Gartner Technology Trends 2017 entro il 2020 vedremo ben 20,4 miliardi di oggetti connessi nel mondo. Nel 2021, secondo l’ultima indagine, pubblicata a giugno 2017, dell’International Data Corporation (IDC) la spesa per l’IoT nel mondo raggiungerà i 1,4 mila miliardi di dollari, raddoppiando rispetto ad un 2017 che si chiuderà con investimenti globali nel settore per circa 800 miliardi di dollari. Un mercato che anche in Italia presenta importanti segni di maturità, con un valore  di 2,8 miliardi di euro nel 2016,  e un tasso di crescita superiore alla media europea.

Stringendo il focus sulle aziende questa tecnologia consente di adottare un modello focalizzato sui servizi, migliorando customer service e customer loyalty, abbattendo i costi di garanzia e manutenzione nonché di raccogliere customer data in tempo reale. Questo contribuisce a coltivare rapporti più stretti con i clienti, attivando leve di business inimmaginabili fino a qualche anno fa. Ma l’innovazione corre velocissima, aspettare per vedere cosa faranno i competitors e capire che strada intraprendere, significa arrivare sempre troppo tardi. Per questo speriamo che quel 73% dei manager convinti del valore dell’Internet of Things si doti molto presto di una strategia convinta e articolata. Meglio ancora se questa strategia fosse nazionale e condivisa, con particolare riferimento alle Smart City.

 

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