Enrico Verga

Enrico Verga

Ott 24, 2017

#LimitlessHack, l’hackathon che disabilita ogni limite. Intervista a Giordano Tomasoni

Siamo stati all'Hackathon organizzata nello spazio Copernico, 48 ore in cui hacker si sono sfidati per trovare soluzioni sempre più avanzate per permettere ai disabili di avvicinarsi alle discipline sportive

Disabilità e sport sono due temi che spesso non sono sullo stesso piano. La percezione della disabilità viene, purtroppo, spesso vissuta dalla società civile come un costo (in termini di supporto sociale, cure mediche e psicologiche) e di rado si tende a percepire le sfide delle vite umane coinvolte. Lo sport può creare un’opportunità per persone che hanno avuto incidenti e hanno visto la loro normalità stravolta.

La sfida in un’Hackathon

Creare uno spazio dove si possono condividere opportunità è una sfida importante.

Con questo approccio nasce l’hackathon #LimitlessHack. 48 ore dove giovani brillanti hacker si sfidano per trovare soluzioni sempre più avanzate per permettere ai disabili di avvicinarsi alle discipline sportive. “È un modo di portare le migliori competenze e generare idee innovative, e avvicinare i giovani a importanti temi sociali come lo sport e le disabilità”. Spiega Enrico Resmini presidente della Fondazione Vodafone.

“I giovani vivono la propria realtà come esperienza unica e ci piace l’idea di poter valorizzare questa visione fresca e innovativa. OSO è una piattaforma che vuole avvicinare i giovani allo sport, e avere loro come contributori di questa piattaforma è ovviamente un’opportunità unica per plasmare questa piattaforma a loro dimensione. Ovviamente il progetto è in continua evoluzione, quindi, per esempio, tra 2 o 3 anni se realtà aumentata e realtà virtuale saranno parte del panorama dei giovani andremo ad integrare queste tecnologie con ulteriori hackathon.”

La tecnologia è in continua evoluzione, e anche le soluzioni che possono essere di supporto a chi è disabile crescono di anno in anno.

“Penso alle applicazioni per gli ipovedenti. Con cellulari che possono fare una mappatura sonar e riportare una mappa uditiva al disabile. Con OSO speriamo di poter essere una piattaforma in continua crescita, aperta a chiunque voglia collaborare”

L’incontro con l’atleta Paralimpico

Incontro l’atleta Paralimpico Giordano Tomasoni, che ha inaugurato l’hackathon per spiegare (agli hackers) ai developer l’importanza del loro progetto.

“Sport e disabilità sono un binomio perfetto” spiega Giordano. “Il percorso di riabilitazione che fai, come nel mio caso, ti spinge a cercare di trovare nello sport una via di rivincita. E’ come se fosse una seconda possibilità, anche a livello mentale ti aiuta a controbilanciare gli stati emotivi negativi che, naturalmente, ti possono assalire a causa del tuo stato fisico”. “Lo sport è un elemento fondamentale della mia vita. Lo era prima dell’incidente e lo è, ancora di più, oggi. Abitando in montagna ho sempre fatto sport. Oggi ancora di più sono spinto a sfidarmi e cercare di andare oltre”.

“La tecnologia oggi permette di supportare chi ha disabilità in modi prima impensabili. Penso alle protesi per gambe o braccia, penso ai passi avanti che alcune tecnologie, come gli esoscheletri, stanno facendo. Oppure agli impianti mioelettrici che possono interagire con il sistema nervoso e, in futuro, spero, riportare una parziale o totale mobilità tramite impulsi celebrali. Anche questo progetto di Fondazione Vodafone è un approccio interessante per riunire menti brillanti e trovare come si possa dare maggior accesso a persone con disabilità allo sport, grazie alla tecnologia.”