Lucia Lorenzini

Lucia Lorenzini

Ott 27, 2017

Startup Genome presenta le 1000 startup di Barcellona. Il report

Mentre continua la lotta per l'indipendenza dalla Spagna, un nuovo report ha identificato la regione e la sua capitale come un centro imprenditoriale molto attivo, ricco di startup tecnologiche e di persone piene di talento

La parte nordorientale della Spagna ospita circa 7,5 milioni di persone, e molte di loro risiedono nel capoluogo della Catalogna, a Barcellona. Secondo il rapporto Startup Ecosystem, pubblicato da Startup Genome il 19 ottobre, la città ha prodotto 1.000 startup tecnologiche, e il giro d’affari legato a queste aziende è valutato a circa 6,4 miliardi di dollari.

L’ecosistema Barcellona

La relazione mette in evidenza tre aree fondamentali in cui Barcellona eccelle: la sua connettività globale, la mancanza di perdite di startup e l’esperienza nel settore.
Il rapporto esce in una delle fasi più drammatiche della storia recente spagnola, nel mezzo del braccio di ferro tra regione e governo centrale seguito al referendum per l’indipendenza catalana, e ci ricorda che la partita che si sta giocando potrebbe avere conseguenze molto pesanti per l’economia dell’intero Paese.
Rispetto alle startup della maggior parte degli “ecosistemi” del mondo, quelle di Barcellona hanno un numero medio maggiore di connessioni con altre realtà simili.

Solo il 3% delle startup nel report di Genome ha lasciato Barcellona per altri ecosistemi

Questo basso tasso di perdita di startup riflette l’attrattiva del vivere a Barcellona ed è un altro elemento chiave per la crescita imprenditoriale futura. Un terzo dei fondatori di startup ha almeno due anni di esperienza come dipendenti in questo campo, circa il 25% in più della media in altre città in una posizione simile.

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Barcellona Top Smart City

Barcellona, ​​conosciuta per le sue vivaci spiagge, i suoi splendidi parchi e la sua straordinaria arte e architettura, è diventata famosa anche a livello di smart city, nelle biotecnologie e nelle industrie di gioco. Lo studio di Startup Genome segnala che il settore delle smart cities rappresenta fino al 3% del prodotto interno lordo (PIL) della Catalogna, e questo successo ha portato Barcellona, ​​nel 2015, ad essere la Top Smart City nel mondo (ne avevamo parlato qui).

Sono circa 270 aziende “smart” in Catalogna, che impiegano oltre 116.000 persone, con un fatturato annuo complessivo di circa 8,2 miliardi di dollari. Le cinque maggiori aziende farmaceutiche spagnole, tra cui Grífols, si trovano anch’esse nella regione della Catalogna.
La regione comprende 870 aziende nel campo delle scienze, con un fatturato totale di quasi 19 miliardi di dollari l’anno. A Barcellona ci sono anche 120 aziende di videogiochi, che rappresentano il 25% dell’importo totale in Spagna. Le loro vendite annuali sono pari a circa 256 milioni di dollari (42,5 per cento del totale spagnolo).

Acquisizioni e offerte pubbliche

La relazione mostra anche che le exit si sono quadruplicate negli ultimi quattro anni, da 5 a 21 all’anno. Inoltre, dal 2013, Barcellona vede exit per una media di 100 milioni di dollari all’anno: le due più recenti sono state Social Point, una società di giochi (acquistata per 270 milioni di dollari) e Privalia, un outlet online (acquistato per 560 milioni di dollari). La ricerca ha dimostrato che queste exit fungono da leva nella crescita di un ecosistema di startup innescando un livello più elevato di attrazione delle risorse (imprenditori, investitori e talenti).

I vantaggi della connettività globale

Barcellona e la regione della Catalogna hanno ottenuto questo successo perché hanno avuto consapevolezza dell’importanza di accrescere e valorizzare le aree in cui erano già forti, e ha saputo riconoscere i suoi vantaggi fondamentali, come la connettività globale. Ora per continuare questo progresso occorrono maggiori risorse. La Catalogna dovrebbe continuare a investire – pubblicamente e privatamente – nei settori biotecnologici, farmaceutici e smart cities per avere vantaggi decisivi. La regione può farlo creando fondi compatibili, attirando acceleratori globali e investitori globali incentrati su questi tre settori chiave. La capitalizzazione su questi beni e le opportunità potrebbero catapultare la Catalogna su una traiettoria ancora più forte di crescita e innovazione. Certo, tutto questo potrebbe cambiare, se dovesse davvero arrivare l’indipendenza. Il futuro, oggi, appare molto incerto.