Assunta D'Aquale

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Nov 3, 2017

Superop, l’app che calcola il recupero per migliorare le performance sportive

Maurizio Binello, cofounder di Superop ci racconta come funziona la sua app e in che cosa si distingue dalle concorrenti

Wellness & Wireless ha ideato un sistema in grado di rilevare e migliorare i dati relativi agli allenamenti, a partire dal monitoraggio della pressione sanguigna, per poter migliorare le prestazioni sportive. Abbiamo intervistato Maurizio Binello, co-fondatore con Paolo Gambini, della startup di Reggio Emilia che produce SUPEROP.

L’intervista

Qual è la storia della vostra startup?
Paolo e io siamo due ex manager delle Telecomunicazioni, veniamo da Tiscali, dove abbiamo fatto partire la rete internazionale Tiscali International Network. Poi, insieme a altri manager, abbiamo creato uno spinoff chiamato Tnet, poi rivenduta a un’azienda americana. Dopo questa esperienza abbiamo deciso di continuare da soli, con l’idea di coniugare dispositivi wearable con servizi. Abbiamo lanciato due famiglie di prodotti e quello che ha avuto più successo è SUPEROP, un prodotto che misura il recupero dagli allenamenti precedenti, rivolto quindi principalmente agli sportivi

 

Quindi ha un target di riferimento molto specifico?

Il nostro target principale è l’amatore, però il prodotto va bene anche per l’atleta agonista. Il sistema è stato adottato dalla Nazionale di canottaggio, da quella di Canoa, e di Nuoto in acque libere… Nel ciclismo Vincenzo Nibali e il suo team hanno adottato il sistema.

 

Che tipo di informazioni fornisce questo sistema?
SUPEROP indica, in una scala da 0 a 100, la Ricettività Organica ovvero il carico di allenamento che l’organismo è in grado di assimilare con beneficio. Nel momento in cui ti alleni, la qualità di forza, resistenza velocità è degradata dall’allenamento stesso e quindi l’organismo ha bisogno di recuperare. Questo recupero avviene soprattutto durante il riposo notturno e quindi una volta che si è fatto un allenamento molto intenso bisogna aspettare che il corpo abbia recuperato:  deve avvenire quella che si definisce supercompensazione, cioè la risposta difensiva dell’organismo all’allenamento.

Il nostro sistema consiste in una scatola, contenente un misuratore collegato a un’app. Dentro a questo contenitore c’è un codice che sblocca la app, che funge da display e permette il flusso di comunicazione. In pratica è un dispositivo che si tiene sul comodino e si utilizza al mattino appena svegli. La misurazione avviene attraverso un bracciale, attivato ancora prima di alzarsi dal letto, poi i dati vengono trasmessi via Bluetooth alla app, che li raccoglie e li elabora. Sulla base di questi input, SUPEROP indica il livello di carico a cui l’atleta si dovrebbe sottoporsi durante l’allenamento (pesante, medio, leggero o riposo) per permettere all’organismo di trarne il maggior beneficio possibile. Per 15 giorni il sistema non fornisce risultati, soltanto dopo il quindicesimo giorno il sistema inizia a rilasciare informazioni, che sono ogni giorno sempre più precise, dato che il sistema conoscerà la persona in maniera sempre più completa, in modo da fornire risposte personalizzate.

Quando è nata l’idea di questo prodotto?

All’inizio del 2016, anche se l’attività di test è molto precedente all’uscita del prodotto, e deriva da una ricerca ventennale del Prof. Marco De Angelis, docente di Metodologia dell’Allenamento dell’Università di L’Aquila, che è in pratica l’autore del sistema. Dopo la realizzazione sono seguiti circa 5 anni di tuning, con atleti di altissimo livello

 

Dal punto di vista degli investimenti?

Il fondo  ZernikeMeta Ventures ha investito su di noi già qualche anno fa. Ora, per espanderci verso il mercato estero, ci stiamo attivando per un secondo round. Riguardo all’aspetto tecnico del sistema ci sono sviluppi in cantiere per nuove fasi, che sono già ben dettagliate, e che saranno sviluppate in linea con il piano di finanziamenti, c’è ancora da spingere il prodotto nella versione odierna e probabilmente insieme al prossimo round di finanziamenti per un piano di espansione internazionale, finanzieremo anche l’evoluzione del prodotto.

 

Esistono competitors a livello nazionale o estero che offrono prodotti simili al vostro?
Non temiamo la concorrenza, perché portiamo un mutamento radicale nell’allenamento. Sicuramente ci sono le grandi aziende del settore che stanno cercando delle modalità per acquisire informazioni sul recupero, ma solo noi in questo momento abbiamo lo strumento in grado di fornire tale dato.

 

Progetti futuri?
Il prossimo passo è l’espansione all’estero. Ora siamo totalmente focalizzati sull’Italia. La diffusione dello strumento ha comunque un costo, e per raggiungere altri paesi bisogna farlo conoscere alle federazioni nazionali, in modo che poi anche l’atleta amatore possa essere rassicurato dal fatto che il sistema è utilizzato da atleti di livello.