Gabriele Niola

Nov 24, 2017

Jim Carrey fuori controllo, Spike Lee e la nuova serie dell’autrice di Una mamma per amica

Tutto quello che questo weekend vi impedirà di uscire e immergervi in attività sociali o all’aria aperta

The Marvelous Mrs. Maisel – Amazon Prime Video

È partito quel periodo dell’anno in cui Amazon sottopone ai suoi clienti gli episodi pilota delle possibili nuove serie tv, chiedendogli di guardarli e votarli per decidere poi quali produrre. Si possono vedere dalla schermata iniziale di Amazon Prime Video e uno, The Climb, già sembra promettente.

Però è partita anche una nuova serie: The Marvelous Mrs. Maisel. Partorita dalla stessa mente responsabile di Una Mamma Per Amica, è chiaro da che parte del pubblico penda. Tuttavia, invece che ravanare nei sobborghi americani tra un negozio di pasticcini e una cotta adolescenziale, Mrs. Maisel rappresenta gli anni ‘60 e una casalinga sboccatissima che le difficoltà coniugali spingono, ubriaca, sul palco di un locale per stand-up comedian. Il suo linguaggio, le sue disavventure, una certa sincerità nel raccontare i rapporti tra persone le faranno guadagnare sia l’approvazione del pubblico, che l’interesse dei giornali, che infine quello della polizia. Tra galera e palchi, famiglie scandalizzate e manager industriosi, The Marvelous Mrs. Maisel fa il lavoro che sempre di più le serie tv tendono a fare in questi anni: rappresentare ciò che le donne hanno potuto, possono e cercano di poter fare nella società degli uomini.

She’s Gotta Have It – Netflix

Spike Lee doppia se stesso e trae una serie TV dal suo film d’esordio, Lola Darling (che era il titolo italiano,l’originale è lo stesso della serie). Quel film aveva il suo momento risolutivo durante il giorno del ringraziamento e questa serie esce nel giorno del ringraziamento. Che tenero!

Ironicamente la trama sembra concepita oggi: Nola (solo in italiano si chiamava Lola) è un artista di Brooklyn che porta avanti contemporaneamente tre storie sentimentali con tre uomini diversi e complementari. Le tre tipologie di maschi sono adattati al mondo di oggi ma rispecchiano esattamente quelli del film del 1986. “I’m not a freak. I’m not a sex addict. And I’m damn sure anybody’s property”: Nola fa quel che vuole come lo vuole, rivendica indipendenza, personalità e desiderio sano di relazioni sessuali varie e promiscue senza eccessivi impegni sentimentali. Quello di cui è accusata è esattamente quello di cui si veniva accusati 30 anni fa.

È la prima serie di Spike Lee e si presenta molto più divertente di quel che si potrebbe immaginare a giudicare dagli ultimi suoi film. È piena di carrelli all’indietro mentre il personaggio inquadrato rimane fermo (la ripresa simbolo di Spike Lee) e c’è tantissima New York. Si mangia a colazione qualsiasi serie contemporanea sulla società, le donne e le persone che siamo.

Jim & Andy: The Great Beyond – Netflix

Non è una serie ma un film che per le sale nemmeno ci è passato, l’ha comprato Netflix e lo mostra solo sulla sua piattaforma a partire da ieri. Contiene reperti mai visti prima perché la Universal li aveva chiusi a chiave in un baule proibendo categoricamente la loro pubblicazione: la ragione era che temeva che (citazione letterale) “il pubblico scoprisse che Jim Carrey è uno stronzo” e questo danneggiasse l’incasso.

Si tratta del dietro le quinte di Man On The Moon, il film che Carrey girò a fine anni ‘90 su Andy Kaufman, rivoluzionario stand-up comedian e performer morto giovanissimo ma estremamente influente. Questi dietro le quinte mostrano un livello inedito di immedesimazione nel personaggio: Carrey per tutto il periodo del film è diventato Andy Kaufman, si comportava come lui, agiva come lui e non rispondeva se non ci si rivolgeva a lui come Andy. Si vede lo stesso regista Milos Forman, ad un certo punto, prima di una scena (disperato) chiedere a Carrey “Con chi sto parlando? Con Andy o con Jim?”.

 

E visto che Kaufman era un casinista e un provocatore, nei suoi panni Jim Carrey fa di tutto, crea panico, problemi, violenza e disastri oltre il pensabile, sfiorando la rissa più volte e una volta venendo palesemente malmenato da altri attori e maestranze. Impagabili le facce dei comprimari (come Danny De Vito) quando capiscono ma non benissimo cosa stia accadendo. A contrappuntare il tutto c’è una lunga intervista fatta oggi a Jim Carrey che contestualizza, spiega e illustra cosa stesse accadendo e perché, cosa sentisse e cosa pensasse. Unica falla dell’operazione: è prodotta e condotta dallo stesso soggetto del film (Jim Carrey) e ad un certo punto sembra proprio un grande spot per la sua arte recitativa.