Lorenzo Gottardo

Lorenzo Gottardo

Nov 30, 2017

Road to #SIOS17, Alvise Biffi: “Alle startup serve un mercato interno in cui crescere”

Speaker dello StartupItalia! Open Summit, l'entrepreneur che collabora con Assolombarda ci parlerà delle nuove frontiere di Cyber Security e Digital Solutions. Dall'Industria 4.0 alle nuove minaccie che provengono dal web

I giorni scorrono sempre più veloci, il 18 dicembre si avvicina e con esso anche lo StartupItalia! Open Summit al Palazzo del Ghiaccio di Milano.

Startup e innovazione tecnologica, questi saranno i trending topic dell’evento. Ma certo non si potrà fare a meno di parlare anche di hacker e sicurezza informatica. Tematiche oggi sempre più presenti sui giornali. Ecco perché uno degli speaker di riferimento, capace di guidarci e fare luce pure negli angoli più oscuri della materia, sarà Alvise Biffi, entrepreneur nei campi della Cyber Security e Digital Solutions.

Tra startup e Assolombarda

Dopo essersi laureato in Economia Aziendale all’Università Bocconi, Alvise Biffi ha iniziato fin dal 1999 nell’ambito della consulenza strategica concentrandosi principalmente nel settore delle Digital Solutions. Contemporaneamente, nel corso degli anni ha curato l’avviamento commerciale per diverse startup. Alcuni nomi: Secure Network Srl, PMI innovativa specializzata in servizi di offensive information security in ambito Finance e Industrial; oppure la startup FutureNext Srl, incubata al Polihub di Milano, che sta lanciando l’innovativo plug-in ZAKEKE per customizzazioni 3D di prodotto; o, precedentemente, BookingShow Spa, leader nel ticketing di eventi musicali e sportivi, acquisita nel 2017 dal gruppo Best Union.

Dal 2005, inoltre, Alvise Biffi è entrato a fare parte in modo attivo di Assolombarda, l’associazione delle imprese industriali e del terziario dell’area milanese, ricoprendo diversi importanti ruoli istituzionali

Intervista

 

Open innovation: quanto il modello produttivo italiano è già aperto all’innovazione trasversale e quanto ancora bisogna fare?

I dati per il 2017 dell’Osservatorio Open Innovation e Corporate Venture Capital di Assolombarda, Italia Startup e SMAU dicono che ci sono oltre 6.000 imprese che hanno investito in startup innovative, con un trend di crescita del 45% rispetto allo scorso anno. Considerando le centinaia di migliaia di imprese italiane oggi esistenti e attive sul suolo nazionale, viene da dire che ovviamente c’è ancora molto da fare. Rispetto ad altri Paesi europei siamo all’inizio…il percorso che si è deciso di intraprendere mi pare avviato nella giusta direzione.

L’impatto sul tessuto produttivo non dipende dalla presenza o meno dei contanti, ma dalla semplificazione dei processi burocratici

Cashless Society: È possibile in Italia un modello simile a quello svedese? Che impatto avrà sul tessuto produttivo?

A mio giudizio, l’impatto sul tessuto produttivo non dipende dalla presenza o meno di contanti e dal loro utilizzo in tutto ciò che rappresenta la quotidianità. Quanto dalla semplificazione dei processi burocratici.

Secondo l’Osservatorio Semplificazione di Assolombarda oggi il costo della burocrazia per le imprese è in media il 4% del fatturato, di gran lunga la tassa più onerosa da affrontare. Digitalizzare gli adempimenti e semplificare così le procedure è certamente la strada più indicata da percorrere per migliorare la produttività non solo delle aziende, ma anche del Paese. E in questa logica avere la possibilità di effettuare le proprie transazioni economiche per via elettronica, in modo semplice ma sicuro e completamente tracciabile, è di fondamentale aiuto.

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Quale tecnologia emergente/trend nel 2018 cambierà il modo fare business e di vivere?

Bella domanda, soprattutto se pensiamo a quanti sono i campi in cui attualmente si sta facendo innovazione. Nel 2018, però, credo vedremo numerose applicazioni di Machine Learning e Artificial Intelligence rispetto a modelli cognitive di elaborazione dati applicate alla diffusione dei dispositivi IoT che daranno vita a nuovi servizi.

Ma, se dovessi spingermi con lo sguardo un po’ più in là, i trend di maggiore impatto che mi sembra di scorgere all’orizzonte sono due. L’evoluzione tecnologica della batteria insieme ad un importante miglioramento nello stoccaggio energetico, da una parte. E, dall’altra, l’abbattimento delle barriere linguistiche grazie ad applicazioni pensate per realizzare traduzioni simultanee completamente automatiche. Progetti assolutamente innovativi che, tuttavia, non credo si concretizzeranno entro il 2018.

Internazionalizzazione: che cosa serve all’ecosistema delle startup per scalare?

Solo una cosa, ma la più importante di tutte: il mercato interno. Per poter scalare a livello internazionale serve un mercato interno in cui crescere e consolidarsi. Un mercato interno che supporti le idee più promettenti anche se complesse da realizzare.

Evoluzione tecnologica della batteria e abbattimento delle barriere linguistiche: ecco i trend tecnologici più interessanti per il futuro dell'innovazione

In assenza di una realtà del genere, le startup non hanno modo di internazionalizzarsi. Almeno non all’interno dei confini nazionali. E così, più pragmaticamente, preferiscono migrare verso mercati più ampi che possono garantire loro quelle opportunità.

Puoi anticiparci l’argomento che affronterai nel tuo speech al Summit?

Parlerò di Industria 4.0 e di come oggi è sempre più veloce e pervasivo il processo di interconnessione degli oggetti e delle persone. Ma ciò vale non solo per la società, ma anche per i processi produttivi.

Perché oggi l’intero processo produttivo passa attraverso internet con la conseguente trasformazione dei modelli di business. Un cambio di paradigma che porta indiscutibili e numerosi vantaggi, comportando però anche qualche rischio. Di conseguenza è fondamentale pensare e strutturare i nuovi prodotti e processi in modo “smart” secondo un approccio “security by design”.