Matteo Flora

Matteo Flora

Nov 30, 2017

30 di dominio .it, che cosa è cambiato dal 1987 ad oggi. L’analisi

Abbiamo analizzato le conversazioni online degli ultimi 8 anni per capire com'è cambiata la percezione del dominio.it tra gli italiani

Il 24 Novembre Registro.it, l’anagrafe dei domini internet italiani, ha compiuto trent’anni e, per festeggiare questo meraviglioso traguardo, è stata organizzata una festa in grande stile. Io non ho potuto parteciparvi fisicamente ma, non volendo mancare assolutamente dal momento che la Rete l’ha vista crescere (un po’ come un genitore con il proprio figlio…), ho cercato di dare comunque il mio contributo a distanza con una bella analisi realizzata dal team di The Fool.

L’analisi su 8 anni di conversazioni online

Cosa abbiamo fatto? Abbiamo analizzato su 8 anni di conversazioni online (quindi time-frame 2009-2017) l’evoluzione della percezione degli italiani nei confronti delle espressioni chiave “dominio internet”, “sito” e “dominio.it”. Sono emerse “solamente” 1.004.470 conversazioni, distribuite per il 39% sui blog e per il 28% sulle news, seguono poi Forum e Twitter con percentuali più basse.
Ecco, detto questo, il passo successivo è stato interessante… infatti, abbiamo notato che dalla fine del 2015 ad oggi si ha avuto un’impennata dei volumi del conversato.

Ma in sé la notizia non appare così sensazionale, d’altronde è normale che sia così, negli ultimi anni Internet è diventato uno strumento sempre più utilizzato per i più svariati motivi. Per avere qualche dato interessante dobbiamo andare a guardare le fonti delle conversazioni e qui, improvvisamente, appare l’insight di valore. Se prima si parlava di sito e dominio sui blog ora a farla da padrone sono le News. E questo un po’ fa piangere il cuore a chi sui blog ci ha passato un sacco di tempo…

Se prima si parlava di sito e dominio sui blog ora a farla da padrone sono le News

Dal 2015 non si può fare a meno di un sito

Perché questo dato è interessante? Perché ci mostra come dal 2015 il sito internet sia diventato una realtà di cui non si può più fare a meno. È diventato la fonte primaria d’informazione, tanto per quanto riguarda i clienti e le loro intenzioni d’acquisto, quanto per i giornali (che ritengono ormai Internet la fonte primaria per antonomasia, con tutti i problemi che abbiamo visto ultimamente…) e, come vedremo, per le amministrazioni pubbliche.

“Andate a vedere il sito”, un mantra universale

Dove se ne parla di più? Soprattutto in Veneto, Lombardia e Lazio e la percentuale preponderante riguarda gli uomini, con un 64%, contro un 36% delle donne. Sono quasi certo che una parte della percentuale maschile sia fatta di tecnici del settore, ma lasciamo un alone di mistero… I più giovani, al contrario, cercano metodi alternativi ai siti internet per raggiungere il servizio di cui hanno bisogno.

Fonte di informazione ed erogazione di un servizio

Un altro dato interessante è emerso dall’osservazione del volume legato alle tematiche. Dal 2015 si è iniziato a parlare di più di “Pubblicato su sito internet” (dunque fonte d’informazione), “Disponibile su sito internet” (quindi focus sull’erogazione di un servizio) e, udite udite, “Sito internet del Comune”. Quest’ultimo punto dimostra come cittadini ed amministrazioni pubbliche puntino sempre di più sull’uso civico del dominio internet per reperire ed erogare servizi ed informazioni.

Le conclusioni dell’analisi

Poi, andando a sfruttare un nuovo servizio d’intelligenza artificiale chiamato Image Analysis, abbiamo avuto la conferma di come i siti internet siano ormai punto focale per l’acquisto di beni da parte dei clienti. E su internet si comprano le cose più disparate…

In conclusione, dall’analisi di The Fool è emerso che il sito internet dell’era contemporanea è un asset fondamentale tanto per il settore privato quanto per il pubblico ed è indispensabile che sia strutturato in modo semplice, per agevolare la fruizione da parte di tutti coloro che online ci vivono e, ad oggi, le percentuali non possono che crescere.

Il video