Lorenzo Gottardo

Lorenzo Gottardo

Dic 6, 2017

Eataly e Microsoft lavoreranno insieme a un progetto di Digital Transformation

L'annuncio della collaborazione durante l'evento "Digital Difference in Retail". Ma è solo l'esempio di un cambiamento in atto nel tessuto imprenditoriale italiano. Come spiega il report del Retail Institute

Innovazione e trasformazione digitale. Questi i due concetti su cui si gioca il futuro della shopping experience e della customers’ satisfaction. Nonché temi principali del “Digital Difference in Retail” di Microsoft.

Una giornata di full immersion tra le principali novità e prospettive di sviluppo del settore vendite in Italia. A calamitare l’attenzione dei partecipanti le ricerche approfondite presentate nell’ultimo report del Retail Institute. Dati interessanti, cui va prestata particolare attenzione, spiegati attraverso gli interventi di importanti nomi del settore. Tra cui, Nina Lund di EMEA e il professor Daniele Tirelli.

Microsoft e Eataly

Ad ospitare il “Digital Difference in Retail” la sede di Eataly Smeraldo a Milano. Scelta non casuale. Dal momento che l’evento diventa occasione per annunciare il nuovo progetto di digital transformation che vedrà il principale brand dell’enogastronomia italiana nel mondo collaborare fianco a fianco con il colosso dell’informatica guidato da Satya Nadella.

L'ingresso di Eataly Smeraldo a Milano

Il Cloud Computing di Microsoft contribuirà alla crescita della catena fondata nel 2003 da Oscar Farinetti. “Eataly ha rivoluzionato l’esperienza d’acquisto dei clienti nei suoi negozi creando un vissuto senza soluzione di continuità tra mangiare, imparare e comprare. Oggi, attraverso l’accordo strategico con Microsoft, Eataly si pone un ulteriore obiettivo: riuscire a creare un’esperienza immersiva per i propri clienti ovunque essi siano”, è stato il commento di Andrea Guerra, Executive Chairman di Eataly, presente all’evento insieme a Silvia Candiani, AD di Microsoft Italia.

L'AD di Microsoft Italia, Silvia Candiani, introduce il report del Retail Institute

“Microsoft s’impegna da sempre per supportare la trasformazione digitale delle realtà attive nel mondo della distribuzione: ripensare l’organizzazione e i processi consente di arrivare a reinventare il percorso esperienziale del cliente. Grazie al Cloud Computing e alle tecnologie intelligenti è possibile, rendendo più produttive le persone lungo la filiera e nei negozi e offrendo nuovi strumenti per anticipare i bisogni e rivoluzionare l’interazione con i clienti”, le parole di Silvia Candiani.

Leggi anche: I tre pilastri della Digital Transformation

I dati del Retail Institute

Dalla ricerca del Retail Institute, presentata ieri, emerge che in Italia gli agenti attivi nel settore sono pronto a cogliere le opportunità offerte dai nuovi trend tecnologici. Le aziende retail italiane mostrano un atteggiamento positivo nei confronti della Digital Transformation: l’82% ha già in corso progetti di questo genere, mentre il 9% pianifica di avviare un processo d’innovazione in futuro.

L’82% degli agenti attivi nel settore retail ha già in corso progetti di Digital Trasformation. Mentre solo il 5% non prevedere alcun tipo di investimento IT nel prossimo anno

Evoluzione della domanda di mercato e la consapevolezza dell’insufficiente connessione di team e processi sono le necessità che muovono questa trasformazione. Criteri strettamente correlati contando che una clientela sempre più volubile rende utile la creazione di connessioni poco invasive e flessibili. Inoltre i vecchi approcci di marketing si rivelano sempre più inefficaci ed emerge una maggiore pressione competitiva.

In generale la Digital Transformation viene vista come un modo per ridurre le distanze tra i team interni e le realtà esterne di mercato. Ma a contare nella scelta delle aziende sono anche i vantaggi percepiti. Da un lato produttività, dall’altro migliori relazioni con la clientela. Mentre la riduzione dei costi non è più uno degli interessi principali.

Il prossimo anno gli investimenti si concentreranno principalmente su strumenti di Business Intelligence (55%). Così da valorizzare i dati per conoscere le dinamiche di mercato e anticipare le esigenze dei consumatori. Ma anche il Cloud Computing attrarrà importanti capitali, in virtù della portata abilitante che consente a retailer di qualsiasi dimensione di accedere in modo semplice e flessibile a tecnologie complesse.

E sorprendentemente aumenta anche l’interesse nei confronti dell’Internet of Things: possibilità come Machine Learning e Artificial Intelligence in uno scenario sempre più attento alle opportunità in chiave Impresa 4.0. Di fatto è solo il 5% non prevedere alcun tipo di investimento IT nel prossimo anno. Un dato che non sorprende poiché la tecnologia rappresenta ormai un asset imprescindibile.