Dic 8, 2017

Road to #SIOS17 | Quei segnali di futuro che scoprirete ai nostri workshop (affrettatevi ad iscrivervi!)

Food, salute, economia, manifattura digitale, industria 4.0, le alleanze tra corporation e Pmi e molto altro ancora. Al #SIOS17 tanti incontri per orientarci in un futuro già presente. In una mappa da costruire insieme

Cinque anni fa nel ripensare il proprio posizionamento il prestigioso Guardian ha deciso di raccontare in video la nota fiaba dei tre porcellini e del lupo cattivo. Ma l’ha fatto in modo innovativo, ripensandola e riadattandola per questi anni iperconnessi e accelerati. E magistralmente. Al punto tale che il video è addirittura approdato al Festival di Cannes. In realtà la testata anglosassone non è partita da zero, perché ha deciso di riprendere un claim che ha fatto suo sin dal 1984. Infatti proprio negli anni ’80 per raccontarsi la redazione aveva scelto il concetto di “The whole picture”. Ovvero il quadro intero della notizia. Questo quadro all’epoca era dettato dal lavoro encomiabile dei giornalisti, delle loro fonti, della loro ricerca, della forza di fare informazione.

A distanza di trent’anni quel “quadro intero” però si è reinventato ed è diventato molto più sfumato e arricchito, rafforzandosi della forza esponenziale della rete e dei cittadini-utenti di ogni ordine e grado di fatto diventate loro stessi parte attiva. Un “quadro intero” molto più completo senza dubbio, ma anche più complesso da decifrare. Per andare in qualche modo oltre i confini.

Ed è in fondo questo l’obiettivo che ci siamo prefissati, quando abbiamo iniziato a disegnare le decine di workshop a corredo del nuovo StartupItalia! Open Summit. Cercando di leggere i segnali del futuro grazie al prezioso supporto di chi li studia, li analizza, a chi li vive giorno per giorno. Per riuscire ad offrire in qualche modo una bussola capace di orientarci verso la complessità.

 

Il futuro? Non è più quello di una volta!

Il futuro appassiona, suscita interesse, emoziona, ci fa battere il cuore e ci offre stimoli e sollecitazioni per migliorare la nostra vita. Il futuro però non è più quello di una volta. Ed ecco perché diventa importante provare a tracciarlo insieme.

Cercheremo in fondo a fare questo durante tutto il nostro #SIOS17, la nuova edizione di un appuntamento che ha già coinvolto migliaia di persone: si tratta di startup senza dubbio, ma anche di imprenditori, innovatori, accademici, donne e uomini di impresa, dalle grandi corporation alle Pmi innovative fino alle imprese artigianali messe in rete da “Artigeni” che rappresentano oggi una eccellenza dell’Italia nel mondo.

Già, il mondo. Quello che riusciamo a vedere oltre i nostri confini e che è declinato nel “Beyond Borders”, elemento narrativo sotteso a tutto #SIOS17. Oltre i confini, scrivevo. Allargando di fatto simbolicamente gli orizzonti con la conoscenza. Ma anche pensando a quei confini che si superano “scalando” il mercato, ovvero generando fatturato e interesse da parte di startup innovative.

Il futuro non è più quello di una volta. E forse è proprio così. Viviamo anni accelerati di una forza impressionante, connessi ed esplosi di nuove tecnologie sociale e mediali e allo stesso tempo interconnessi. Un mondo che si è espanso ma che è anche “piccolo come un’arancia”, come ha titolato qualche anno fa in uno strepitoso testo Roberto Cingolani, a capo dell’istituto Italiano di Tecnologia (altra realtà presente al nostro SIOS17).

Il futuro non è più quello di una volta. E forse è proprio così.

In questo mondo siamo anche paradossalmente più fragili, racchiusi nelle nostre eco-chambers e nelle certezze delle stanze dell’eco di community sociali che ci proteggono. Ma anche potenzialmente in grado di cogliere, con i giusti stimoli, una complessità nella quale viviamo.

Diventa importante orientarsi sui temi del futuro. Con la consapevolezza che stiamo vivendo un periodo straordinario. D’altronde il 2017, malgrado tante notizie negative, è l’anno migliore della storia dell’umanità. Così lo ha definitivo il New York Times in pezzo di pochi mesi fa a firma di Nicholas Kristof. E così proveremo a raccontarlo anche noi lunedì 18 dicembre dal Palazzo del Ghiaccio di Milano.

 

Salute, sicurezza informativa, scuola, soldi: segnali di futuro

Ce ne saranno tanti di momenti di confronto, workshop che ci aiuteranno a capire gli scenari del futuro e ad intercettare le tendenze emergenti. Ogni appuntamento sarà una “tavola rotonda” ibrida con accademici, esperti, donne e uomini d’azienda, startupper. E ciascun relatore contribuirà in modo unico ad arricchire la discussione. Concludendo con la propria personale ricetta per fare innovazione.

il 65% degli studenti di scuola media di oggi svolgerà un domani lavori che ancora non esistono

Spazio quindi al futuro della salute, quello che si declina con le nuove tecnologie ma che comporta anche un’analisi dei dati e una migliore relazione con il paziente ormai utente digitalizzato. Si dibatterà anche di economia e del futuro dei soldi e della trasformazioni di tutti i processi e le strutture. In fondo un report di KPMG racconta come la banca del futuro dovrà essere in qualche modo connessa, miniaturizzata, accessibile, consulenziale. E ovviamente non mancheranno le riflessioni sui sistemi di sicurezza informatici, che di fatto necessariamente evolvono in un mondo complesso e che vanno sotto la macro-cornice di cyber security.

Ci si interrogherà su tendenze ormai evidenti. Secondo il report Tomorrow Jobs il 65% degli studenti di scuola media di oggi svolgerà un domani lavori che ancora non esistono: ecco allora il futuro visto dalla formazione, quella dei nostri studenti ma anche quella continua e permanente, che consente in qualche modo di reinventare lavori e professionalità.

 

Agile, flessibile, reticolare: lavoro, istruzioni per l’uso

Uno dei settori che si sta maggiormente trasformando è quello legato all’artigianato digitale o Digital Craftmanship, che si riflette nel tessuto produttivo manifatturiero italiano, composto dai distretti di un tempo che si reinventano grazie alla rete e alle tecnologie digitali. Rifletteremo insieme sugli “Artigeni”, provando a delineare trend e ricette di successo. D’altronde oggi la presenza su Internet coinvolge grandi e piccoli attori. E il lavoro cambia paradigmi, accelera trasformazioni, offre nuovi scenari, consente ai “global microbrand” di combattere nello stesso agone digitale delle grandi multinazionali e di scalare in modo esponenziale e in un tempo limitato interesse e fatturato. Restando sul mondo del lavoro è entrato ormai nel vocabolario comune – ma anche in quello più tecnico di PMI e grandi corporation – il concetto di industria 4.0. Robotica, tecnologia di precisione, ma Internet of Things e Big Data: la ricetta del mondo del lavoro è fatta di innovazione declinata con le lenti del digitale e arricchita da competenze verticali ed eccellenze del territorio nell’oggi. Customizzazione con prodotti in piccoli volumi e alta efficienza, controllo di qualità e tracciabilità in tutto il percorso produttivo: questa è la chiave per comprendere l’industria 4.0. Ma c’è anche la rivoluzione della rete e dei social network nel lavoro che cambia pelle.  Di fatto si ripensa il fare impresa. E nascono nuove alleanze tra startup e grandi aziende. Così l’ambiente di lavoro diventa un ecosistema che lega persone, organizzazione, tecnologie, servizi. Nascono le Smart Companies. Ma attenzione. Soltanto quando si innesta non solo come facciata il digitale genera cambiamenti nelle dinamiche di lavoro quotidiane, nella mentalità, nella leadership. E l’azienda si ripensa per eccellere. E con l’aiuto delle startup disegna il posto di lavoro del futuro.

 

Food, mobilità, innovazione sociale: come si ripensa la nostra vita quotidiana (e la comunità)

C’è poi il cibo del futuro ma anche il futuro del cibo, argomento centrale per l’Italia e che ha vissuto evoluzioni notevoli in questi anni, soprattutto con l’Expo milanese. Ma come si costruisce una startup che possa declinare tecnologie innovative e alimentazione? Quali azioni e monitoraggi attuare per essere trasparenti, efficaci, vincenti? Dalle nuove tecniche di produzione alimentare alla nutrizione del futuro fino alla food security e al diritto al cibo, sano, sostenibile e accessibile a tutti, le ricette della food-tech generation.

C’è poi l’impatto della social innovation, intesa come capacità di generare valore per la comunità, il territorio, la collettività. In questo workshop racconteremo le connessioni tra gli individui, un nuovo modo di vivere e intendere il welfare, ma anche i device che stanno cambiando il mondo dell’assistenza e della cura. Una nuova visione in grado di avere un impatto diretto su quello che, fino a ieri, sembrava un mondo in cui il cambiamento aveva pochi spazi di manovra. E a proposito di cambiamento, uno degli ambiti che sta vivendo maggiore trasformazione è proprio la mobilità. Che diventa sostenibile, coinvolgente, smart: dalle tecnologie innovative ad una nuova concezione che lega la velocità alla sostenibilità. E in questo modo si ripensa lo spostamento in auto, in treno, in volo, persino nello spazio.

Andare oltre i confini. Per davvero!

C’è poi il tema portante del summit, ricordato poche righe più in alto. Quel “Beyond Borders” che proveremo a declinare nell’internazionalizzazione con alcuni incontri legati alla European Valley. Nello specifico due momenti importanti e di taglio internazionale, con speaker provenienti da ogni angolo del mondo: The land of opportunity e Restart Europe.

Al #SIOS17 molti altri appuntamenti, incontri, confronti che potrete leggere consultando il website. Tra tutti ancora da segnalare i Growitup Digital Mentoring (ce ne sono diversi in programma, questo è il primo della giornata), il confronto sull’innovazione ed eccellenza declinato al femminile grazie al lavoro preparatorio di Unstoppable Women e ancora l’imperdibile nuovo appuntamento con Italian #AXAForum. Ne leggerete online molti altri che si stanno disegnando. Restate connessi e ci vediamo a Milano!

 

 

 

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