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Dic 14, 2017

Home Sharing | Dopo Firenze Keesy Point inaugura a Roma

La startup che aiuta chi affitta casa ha aperto la prima struttura nella Capitale: uno spazio videosorve­gliato che permette check-in e check-out in modo automatizzato

Dopo Firenze, Keesy ha inaugurato ieri mattina a Roma, in viale Trastevere, il suo primo Keesy Point, struttura videosorve­gliata che permette check-in e check-out, ritiro e riconsegna delle chiavi dell’alloggio (in un box cui si accede tramite un codice riservato condiviso con l’host via SMS), scansione dei documenti di riconoscimento, pagamenti e tutte le formalità burocratiche che rientrano nell’ospitalità turistica extra-alberghiera (home sharing). Keesy è una startup fondata a Firenze a maggio 2017 da Patrizio Donnini. A Roma, prevista entro il 2018 l’apertura di un secondo Keesy Point nei pressi della Stazione Termini. In programma aperture anche a Milano (tra fine dicembre e gli inizi di gennaio), Venezia (entro fine gennaio), ed estere in Francia, Spagna e Inghilterra.

La storia di Keesy, la startup che aiuta chi affitta camere, appartamenti e B&B, è iniziata così. Patrizio Donnini (nella foto, a destra), 42 anni, laureato in Scienze Politiche, si è ritrovato a gestire degli appartamenti in affitto a Firenze con la sua compagna. «In quei giorni aspettava un bambino – racconta – immagina tutta la difficoltà di fare check-in e check-out in qualunque ora del giorno e della notte». Dalla difficoltà di curare quelle strutture è nata l’idea di trovare una soluzione. «Ho trovato chi gestiva solo l’appartamento, ma – aggiunge – così non risolvevo». In particolare il problema di Patrizio era spalmato su tutta la filiera dell’home sharing. «Ho trovato solo soluzioni parziali, soprattutto non c’era la parte di back-office. Ecco, io ho cercato di automatizzare tutto». A maggio 2017 è nata ufficialmente la società. Il primo Keesy Point? A Firenze, dalle parti della Stazione Santa Maria Novella. Con la stessa filosofia, Keesy ha inaugurato questa mattina a Roma a Trastevere, il primo dei suoi due point (prossima apertura alla stazione Termini). “Abbiamo 80 richieste di Keesy Point. La città che ne ha di più? Cagliari”.

Il modello di business

Il proprietario di casa scarica l’app e si registra, scegliendo tra Keesy Check giornaliero o abbonamento. I prezzi variano da un singolo check a 9,90 euro fino all’abbonamento annuale a 99 euro al mese. “Abbiamo un modello di business ibrido – spiega Donnini – il nostro core è la vendita di servizi agli host. In più abbiamo anche servizi collaterali come il deposito bagagli e come l’apertura di Keesy Point in partnership con investitori”.

Procedura automatizzata

Una volta prenotata la data per il check-in (o il check-out) del proprio ospite, il guest riceve via sms o e-mail il codice unico e segreto per accedere al Keesy Point, dove troverà le chiavi e un link per scaricare a sua volta l’app, necessaria per gestire il servizio. A questo punto, la procedura sarà automatizzata. Il documento d’identità potrà essere scansionato direttamente al Keesy Point (sarà il servizio Keesy ad inviarlo in questura) e tutti i pagamenti avverranno tramite POS. A disposizione anche il deposito bagagli, una colonnina ricarica-cellulare, collegamento Wi-Fi gratuito e assistenza da remoto.

Home Sharing – i dati

Secondo i dati di Nera Economic Consulting, l’Italia è il terzo paese per giro di affari nell’home sharing. I dati dell’Ente Bilaterale Turismo del Lazio ci dicono poi che nei primi 9 mesi del 2017 sono state oltre 26 milioni le presenze di turisti a Roma per un totale di quasi 11 milioni di arrivi. In particolare, solo nel terzo trimestre 2017 sono stati oltre 3 milioni i pernottamenti disponibili a Roma attraverso le 25 mila strutture ricettive presenti nel settore extra-alberghiero, gestite da 11 mila host. Solo a Trastevere sono 1.600 gli appartamenti destinati all’home sharing, per un totale di 900 host.

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