Dic 19, 2017

#SIOS17 | European Valley, il futuro dell’innovazione è in Europa

L’ecosistema startup europeo è in crescita. Più investimenti, più aziende e più città interessate. Ma cosa stiamo facendo e cosa dobbiamo ancora fare per accelerare la crescita?

L’Europa delle startup può farcela? E come? Se ne è parlato diffusamente ieri, durante lo Startupitalia! Open Summit in una serie di incontri e workshop – dal titolo European Valley – moderati dal giornalista de Il Sole 24 Ore, Guido Romeo.

Presto infatti si parlerà proprio di European Valley e non più di Silicon Valley come capitale dell’innovazione mondiale. Questo almeno secondo lo State of European Tech Report di Atomico che registra investimenti in aumento per le startup europee. Inoltre, nuove aziende altamente tecnologiche stanno nascendo sempre più spesso nel vecchio continente, con nuove città come Zurigo, Lisbona e Copenhagen che vedono accelerare il loro sviluppo.

Secondo il report però, i capitali non sono ancora paragonabili alle rivali statunitensi. Cosa serve ora?

Il momento è questo

Per Carlo Mango, Consigliere Delegato di Cariplo Factory, «l’occasione è ora, bisogna fare quel passo in più verso la crescita». Non a caso, già da tempo Fondazione Cariplo (in collaborazione con Microsoft) mira a promuovere l’innovazione e l’eccellenza italiana con growITup: un acronimo ma anche un principio guida. Per crescere però, occorrono investimenti. Ecco perché Cariplo Factory ha destinato 100 milioni di euro nei prossimi anni alle startup e, come annunciato dallo stesso Mango, avrebbe intenzione di raddoppiare nei prossimi mesi il fondo.

Anche Oracle – che è particolarmente centrata sui servizi Cloud – ha illustrato, per bocca del suo Cloud Platform Sales Leader Fabio Luinetti, il suo Startup Cloud Accelerator, un programma internazionale per mettere a disposizione delle risorse (finanziarie, mentoring, prodotti) per startup innovative.

Scegli il posto migliore al mondo per il tuo prodotto e competi con i migliori a livello globale

Durante gli incontri dell’European Valley, è stato possibile ascoltare anche le storie di alcune startup che sono riuscite a internazionalizzarsi, come SpotAHome, Qwant e Mosaicoon. Ugo Parodi Giusino, Founder e CEO di Mosaicoon, ha voluto sottolineare proprio l’importanza di essere internazionali ma,allo stesso tempo local, ovvero presenti sul territorio. «Non è detto che il prodotto innovativo che andiamo a sviluppare sia già pronto per il nostro mercato – ha spiegato – l’Italia, ad esempio, si rivela spesso non ancora pronta per determinati prodotti e servizi». Perciò, quando si pensa un prodotto, non ha senso farlo soltanto per il proprio mercato. «Il nostro motto è: scegli il posto migliore al mondo per il tuo prodotto e competi con i migliori a livello globale», ha concluso Giusino.

Internazionali e locali

Un concetto più volte ripreso durante la giornata e ben esplicitato, ancora una volta, dai dati: nel 2017 oltre 1000 investimenti sono stati fatti fuori dai propri confini d’origine e i fondi da 10 milioni di euro in su hanno fatto dal 50 al 60% degli investimenti fuori dal proprio mercato casalingo. «Questo vuol dire che il mercato non ha più confini territoriali», ha spiegato Lorenzo Franchini, investor e founder di ScaleIT Capital.

C’è di più. Circa il 50% degli investimenti cross border arrivano nel nostro continente. Il futuro della tecnologia dunque, è in Europa. E anche il nostro paese potrà fare la sua parte. Potremo portare le nostre idee e la nostra cultura in tutto il mondo, a patto però di fare anche molta attenzione: «Dobbiamo essere molto aperti e non protezionisti – ha avvisato Paola Concia, assessore alla Cooperazione e relazioni internazionali, marketing territoriale, attrazione di investimenti e turismo del Comune di Firenze – per creare un terreno fertile per le startup non esiste il motto “Prima gli italiani”».

@antcar83

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