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Gen 2, 2018

Smartphone e batterie, Samsung e Apple hanno i loro grattacapi

Da Cupertino parte un programma di sostituzione a prezzo ridotto. A Seoul devono fare i conti con la ricarica di S8+ e Note 8

La batteria è un elemento cruciale per l’utilizzo dei device mobile: uno smartphone, un tablet, un laptop si possono utilizzare lontano dalla presa fintanto che mantengono carica nell’accumulatore interno. Un componente fondamentale, che negli ultimi anni è stato spesso al centro di vicende particolari: le ultime due riguardano due pezzi grossi dell’elettronica di consumo, Apple e Samsung, alle prese con questioni che riguardano la ricarica e l’utilizzo dei rispettivi smartphone.

Il #batterygate

Esiste una leggenda metropolitana, che ha un fondo di verità, riguardo l’elettronica moderna: i dispositivi sarebbero progettati per iniziare a perdere colpi col passare del tempo, in particolare in concomitanza della scadenza della garanzia. Una leggenda dicevamo, almeno fino a un certo punto: quella che in termini tecnici si definisce “obsolescenza programmata” è semplicemente il tempo utile che chi progetta e costruisce i dispositivi stima che questi ultimi debbano resistere nelle mani e nelle tasche dei legittimi proprietari.

Soprattutto per quanto attiene gli smartphone, il tempo medio di vita stimato ideale si attesta tra 12 e 24 mesi: vista la velocità con la quale questo settore si sta evolvendo, con processori sempre più potenti, modem più veloci e schermi più grandi e ad alta risoluzione, si tratta di un tempo che di fatto segna non una ma almeno un paio di generazioni di distanza tra i dispositivi. In più, va detto, l’elettronica è soggetta a invecchiamento: la batteria, il processore, la RAM e la memoria di archiviazione con l’uso sono tutti soggetti a un certo deperimento legato al passaggio della corrente.

 

Per tenere conto di tutti questi fattori, Apple ha svelato che da un paio di versioni di iOS a questa parte ha iniziato a modulare le performance degli iPhone in funzione dell’anzianità della batteria (e la concorrenza si è affrettata a sostenere di non fare niente di simile). I cicli di carica-scarica dell’accumulatore ne limitano le prestazioni rispetto alle specifiche originarie: pertanto, per evitare che picchi di consumo comportassero lo spegnimento degli apparecchi, a Cupertino hanno elaborato un protocollo interno che modifica in modo progressivo e automatico le prestazioni del telefono.

Una pratica che potrebbe non piacere a tutti: per far fronte all’inevitabile coda di polemiche sorta dopo questa rivelazione, subito ribattezzata “batterygate”, Apple ha annunciato due diverse iniziative. La prima, molto pratica, è la modifica del costo di sostituzione della batteria all’interno dei suoi smartphone ora fissato a 29 euro (erano 89 o più in precedenza). La seconda, più sottile, è l’introduzione di un maggiore dettaglio sullo stato di salute della batteria all’interno del menù di configurazione di iOS: in questo modo gli utenti potranno avere visibilità sullo stato di usura delle celle agli ioni di litio di cui è composta la batteria.

La batteria del Galaxy Note 8

Nel 2016, l’ammiraglia di Samsung fu protagonista di una sfortunata vicenda: per un problema di assemblaggio, si scoprì in seguito alle indagini interne condotte a Seoul, la batteria del Galay Note 7 era soggetta a surriscaldamenti potenzialmente catastrofici. Tra racconti di piccoli incendi e vere e proprie esplosioni, Samsung prese la decisione di ritirare il Note 7 dagli scaffali: una scelta che ha pesato in termini economici, e che ha spinto l’azienda coreana a rivedere in modo sostanziale il proprio approccio al design delle batterie in vista del lancio del Galaxy S8 e del Note 8.

Quel tipo di problema pare sia stato ormai consegnato alla storia, ma ci sarebbe un piccolo numero di dispositivi di nuova generazione (Note 8 e S8+) che presenterebbero un difetto differente: se fatti scaricare completamente, fino allo spegnimento, si rifiuterebbero di far ricominciare l’accumulo dell’energia nella batteria diventando di fatto inutilizzabili. La questione è emersa nelle ultime ore del 2017: Samsung ha fatto sapere di stare analizzando uno sparuto numero di segnalazioni giunte in tal senso, e ha rimandato più avanti la possibilità di rispondere in modo puntuale su questa faccenda.

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