Il rapporto di Cornerjob: più di un millennial su due è alla ricerca di un lavoro

Eva Maggioni, Head of Strategies dell’azienda: ancora troppi contratti sono precari, molti dei giovani che usano l’app si ripresentano ogni mese

Nonostante la ripresa economica e gli ultimi dati Istat sull’occupazione – che raccontano di un’Italia in cui il numero di persone impiegate è il più alto dal 1977 – per i più giovani l’accesso al mondo del lavoro continua a essere difficile. È quanto emerge leggendo l’ultimo rapporto – relativo al 2017 – elaborato dall’Osservatorio sul mercato del lavoro di CornerJob, l’app per la ricerca di lavoro nata in Spagna e attiva anche in Italia dal 2015.

Molti candidati si ripresentano ogni trimestre

Negli ultimi tre mesi dell’anno da poco concluso, secondo i dati raccolti dall’osservatorio, i giovani tra i 18 e i 25 anni alla ricerca di lavoro sono scesi di circa 13 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, attestandosi al 41,5 per cento. Un dato, spiega l’azienda, che va inserito in un quadro stagionale: la maggior parte di questi ragazzi sono studenti che durante l’estate cercano un impiego per integrare le loro entrate, e che invece con l’inizio degli anni accademici e i primi esami, devono dedicarsi con maggior vigore allo studio. Per quanto riguarda le età superiori, in quella 26-30 anni la percentuale di chi cerca lavoro sale di cinque punti, arrivando al 22,7 per cento; al contrario, tra gli over 30 il totale delle ricerche di lavoro cala di cinque punti, al 25 per cento.

Quelle di CornerJob, ammette la Head of Strategies Eva Maggioni, sono rilevazioni “che hanno un valore indicativo perché provengono dalle aziende e dai candidati presenti sulla nostra piattaforma”. Tuttavia, “parliamo comunque di migliaia di imprese e centinaia di migliaia di candidati con cui noi abbiamo un dialogo aperto, continuo e quotidiano”. E le cui esperienze sembrano almeno in parte contrastare l’entusiasmo generale suscitato dai dati dell’Istat. “Sul nostro sito – continua Maggioni – i millennial alla ricerca di un lavoro sono il 64,3 per cento del totale: un risultato migliore rispetto alla punta del 74 per cento toccata nei primi sei mesi del 2017. Ma è importante non confondere un cambio di direzione con una decisa ripresa”. Molti dei giovani che si candidano su CornerJob, infatti, “spesso sono gli stessi che si ripresentano a cadenza trimestrale o anche mensile”, spiega la manager: un segnale della “precarizzazione spinta” del mondo del lavoro, fatto “di contratti che spesso non arrivano neppure ai tre mesi e che quindi non permettono alcuna forma di progettualità”.

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Turismo e ristorazione settori sempre più ambiti

Secondo i dati dell’Osservatorio, è la Lombardia la regione dove maggiori sono le offerte di lavoro: ben il 68 per cento del totale di quelle pubblicate su Cornerjob nel quarto trimestre 2017, contro il 15 e il 14 di Piemonte e Lazio, rispettivamente seconda e terza.

Tra le figure più ricercate dalle imprese ci sono gli agenti immobiliari e di commercio – il 44 per cento degli annunci –, seguiti dagli impieghi nel settore del turismo o del catering (20 per cento), e dai lavori d’ufficio: segreteria, contabilità, information technology (11 per cento). In queste ultime due categorie rientrano anche gli impieghi più ambiti da chi cerca lavoro.

 

“Sono dati che non sorprendono”, conclude Maggioni: “Le aziende del turismo, quest’anno, hanno anticipato la programmazione delle stagioni che normalmente vede il suo picco nei primi due trimestri dell’anno, e il settore immobiliare, secondo i dati diffusi dai più importanti operatori, è in costante crescita. Sul fronte dell’offerta, l’attrazione che non solo il turismo, ma anche il settore del catering e della ristorazione esercita sui giovani è un fatto culturale. Basta guardare i palinsesti televisivi che traboccano di programmi su ristoranti, cake design e tutto quello che ha a che fare con il mondo dell’enogastronomia: un settore sempre più professionalizzato e che oggi ha assunto un profilo quasi aspirazionale”.