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Gen 31, 2018

Virtual Telescope Project: come funziona il telescopio per smartphone. Intervista a Gianluca Masi

Quando le startup guardano il cielo e coniugano curiosità, amore per la scienza e professionalità, il risultato è assicurato. Ecco come è nato il Virtual Telescope Project

Le stelle e i pianeti affascinano da tempo immemorabile l’uomo. I corpi celesti esercitano su di noi una curiosità tale che nelle serate estive è facile restare ore con il naso all’insù, alla ricerca di meteoriti o nel semplice tentativo di individuare almeno le costellazioni più famose. Tuttavia, per coltivare questo prezioso hobby, bisogna essere disposti non solo a fare levatacce, ma anche ad andare fuori città, in zone sufficientemente lontane dall’inquinamento luminoso prodotto dalle nostre metropoli, dotarsi di cannocchiali piuttosto potenti e passare notti all’addiàccio, anche in pieno inverno, perché le stelle non hanno stagionalità e molti eventi, come lo spettacolo dello sciame meteorico delle Geminidi, avvengono in dicembre.

Insomma, non è facile essere degli astronomi dilettanti. Se ci fosse una applicazione che permette di vedere la volta stellata comodamente da computer o da cellulare, sarebbe meglio. Il sito c’è e, non a caso, sta avendo un grandissimo successo. È il Virtual Telescope Project dell’astrofisico Gianluca Masi.

Una rete di telescopi sul proprio computer

“Il Virtual Telescope Project consiste in una serie di telescopi tecnologicamente evoluti, che possono essere utilizzati in remoto, via internet, da qualsiasi luogo del mondo” racconta a Startupitalia! il suo creatore, Gianluca Masi. “Non solo diventa possibile effettuare frequentemente osservazioni di valenza scientifica senza dover raggiungere fisicamente l’Osservatorio, collocato a Ceccano (Fr), ma si possono condividere in tempo reale le immagini astronomiche ottenute, con tanto di commento in diretta”. “Da qualche mese”, aggiunge “grazie a una importante partnership con il Tenagra Observatories in Arizona, USA, la rete si è ulteriormente estesa, con straordinari vantaggi, dovuti alla differenza di fuso orario di ben otto ore. Ricerca e comunicazione scientifica sono da sempre il fiore all’occhiello del Virtual Telescope Project e a breve verranno presentate altre straordinarie novità”.

Un progetto nato per motivi scientifici, esteso a tutti

Ma com’è nata l’idea alla base del Virtual Telescope Project? “Come astrofisico”, racconta Masi “avevo bisogno di accedere il più frequentemente possibile ai miei telescopi, onde portare avanti con continuità i miei progetti scientifici. Recarsi fisicamente sul posto imponeva ogni volta un viaggio di 200 km, tra andata e ritorno, agli orari più improbabili. Ho dunque pensato di remotizzare il tutto, mettendo a punto una sorta di protocollo che, sviluppato pian piano, anche per l’assoluta mancanza di fondi, ha portato ai risultati di oggi”.

“A quel punto ho pensato: ora che i telescopi sono collegati alla rete, perché non consentire a tutti, via web, di ammirare il cielo?”. Cosa sia successo dopo è consultabile all’indirizzo virtualtelescope.eu. “Aggiungendo la possibilità di un commento audio in diretta, una chat per interagire con gli utenti, è nato un vero e proprio “luogo virtuale”, una sorta di astronave” illustra, con un pizzico di orgoglio, lo scienziato. “Accedendo ad esso, diventata possibile esplorare in diretta il cielo, con il proprio browser, con la guida di un astrofisico professionista, esperto in comunicazione scientifica. Una novità planetaria”.

L’amore della gente per la scienza

Ciò che sorprende di più è il riscontro del grande pubblico: “Il successo è stato straordinario” scandisce Masi. “Limitandoci agli ultimi 4 anni, abbiamo registrato sul Virtual Telescope Project oltre 5 milioni di accessi, da più di 200 Paesi: in pratica, abbiamo avuto almeno uno “spettatore del cielo” da tutti i luoghi del pianeta. Le nostre osservazioni in diretta includono tutti gli eventi astronomici di grande appeal: eclissi di Sole e Luna, passaggi ravvicinati di asteroidi, comete, esplosioni stellari, meteore e molto altro. Tutto questo è stato possibile anche grazie ai partner tecnologici del Virtual Telescope: UnitronItalia Instruments, Software Bisque e Seeweb, tanto per citare i più importanti”.

Le scoperte in campo astronomico

Nonostante i numeri incredibili del The Virtual Telescope, il progetto resta a carattere scientifico. Proprio grazie al sito, Masi ha tagliato traguardi astronomici importanti, come, nel 2015: “la co-scoperta della più luminosa supernova mai individuata, di alcuni pianeti extrasolari, stelle variabili ed asteroidi”. “Il contributo allo studio dei fenomeni astrofisici transienti è stato sempre importante”, tiene a precisare l’astrofisico italiano, “la capacità dei nostri sistemi di reagire entro pochissimi minuti a un’allerta astronomica rendono il Virtual Telescope particolarmente vocato a questi studi”. “Posso dire con un comprensibile orgoglio”, conclude Masi, “che oggi il Virtual Telescope, nato per amore del cielo, della sua conoscenza e condivisione, è un punto di riferimento per la cultura scientifica planetaria. I nostri eventi, così come i nostri materiali astronomici, vengono citati e utilizzati dai media più prestigiosi del globo”.

Attenzione a non banalizzare e spettacolarizzare la scienza

Il lavoro di Masi ha permesso al grande pubblico di avvicinarsi agli spettacoli astrali. Tuttavia, l’astrofisico precisa che bisogna evitare di banalizzare il campo scientifico: “credo che oggi, paradossalmente, si esageri nel semplificare troppo la scienza, esaltandone quasi una proverbiale semplicità a priori, al limite del banale, puntando alla spettacolarizzazione a ogni costo. Così facendo, a mio personale parere, si finisce con lo svilire il grande e difficile lavoro fatto da studiosi e scienziati, passati e contemporanei. Parlare di scienza agli altri impone, in primis, una reale cultura sul tema, non ci si improvvisa con la lettura di qualche comunicato o notizia. Non si può, non si deve rinunciare al rigore. Si può parlare di temi complessi come quelli dell’astrofisica e della scienza in generale, preservando la percezione della profondità e complessità degli argomenti, rendendoli ben comprensibili ai non addetti ai lavori. In breve, auspico che arrivi sempre il messaggio che la scienza è una cosa seria, non una storiella.

“Capire”, conclude Masi, “richiede sempre un impegno dell’ascoltatore: se non si promuove questo, se si banalizza troppo, non credo si faccia del bene alla causa della cultura scientifica. Un bravo divulgatore non fa sconti, piuttosto riesce a promuovere presso l’ascoltatore quelle risorse e quell’impegno culturale che permettono poi di godere fino in fondo del gusto della scoperta personale.” Insomma, The Virtual Telescope non è un sito come un altro, non è un giocattolo come può apparire la maggior parte dei prodotti presente sul Web, ma è e resta uno strumento scientifico.

Quanto alle novità in arrivo “In questi mesi”, rivela Masi a Startupitalia! “stiamo lavorando molto con il Tenagra Observatories per ampliare l’orizzonte delle nostre proposte. I telescopi in Arizona consentono di offrire osservazioni in diretta nel bel mezzo delle ore diurne europee: ci apprestiamo a sperimentare questa opportunità. Intanto continuiamo a guardare lontano, verso le stelle e oltre”.

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