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Feb 6, 2018

Il Super Bowl di quest’anno è stato il primo senza rifiuti

Durante la partita del Super Bowl si producono circa 40 tonnellate di rifiuti: l’obiettivo è riciclare o compostare circa il 90%

Il Super Bowl è l’evento sportivo per eccellenza, e quest’anno ha visto trionfare i Philadelphia Eagles. C’è stata una grandissima novità in questa 52° edizione: la NFL, insieme allo US Bank Stadium, al Minnesota Sports Facilities Authority, al fornitore di servizi alimentari Aramark e alla società di sponsorizzazione PepsiCo ha ospitato il primo Super Bowl senza sprechi.

Il 4 febbraio si sono riversate oltre 66.000 persone allo US Bank Stadium di Minneapolis, trascinando dietro di sé innumerevoli hot dog, birre e hamburger. Da decenni il Super Bowl è l’apice della cultura americana.Tutto, dal cibo allo spettacolo dell’intervallo, mira all’eccesso. Ma sotto a tutto lo sfarzo, rimane una grande quantità di rifiuti: circa 40 tonnellate.

L’iniziativa chiamata Rush2Recycle mira a riciclare il 90% dei rifiuti

La scorsa estate gli addetti ai lavori hanno progettato un sistema che punta a riciclare o compostare circa il 90% dei rifiuti, partendo dai contenitori di carta. Le restanti materie plastiche non riciclabili sono state trasportate in un termovalorizzatore locale. L’iniziativa, chiamata Rush2Recycle, è stata attiva per tutta la giornata.

Gli sponsor, promotori dell’evento, hanno assunto circa 200 studenti che, insieme a un gruppo di volontari di PepsiCo, hanno fatto da ambasciatori del progetto allo stadio, sono stati dislocati intorno ai cassonetti, informando i visitatori su cosa può essere compostato, riciclato o gettato nella spazzatura. “Alcune delle tattiche che abbiamo impiegato riflettono le misure che sarebbero necessarie in tanti altri ambiti negli Stati Uniti”, spiega Roberta Barbieri, VP di PepsiCo per le soluzioni globali per l’acqua e l’ambiente. “C’è bisogno di un’infrastruttura adeguata, che è un modo elegante per dire che hai bisogno dei contenitori giusti, e hai bisogno di un’adeguata segnaletica ed educazione”.

Non basta però che quei cestini extra vengano riempiti, sono servite anche delle modifiche in tutto lo stadio. Aramark, giocando in anticipo, ha convertito oltre 70 prodotti diversi, dai bicchieri per la birra alla spina ai vassoi per i nachos, oltre ai contenitori per salsa al formaggio. Inoltre è stato il primo Super Bowl con gli arachidi venduti in sacchetti compostabili. Il team Rush2Recycle ha avviato una campagna sui social media prima della partita, e i video con suggerimenti per il riciclaggio sono andati in onda durante il Super Bowl.

L’ex giocatore della NFL e ambasciatore Rush2Recycle Hines Ward ha incontrato i fan e distribuito premi.

Anche se c’è un miglioramento rispetto ai Super Bowl del passato, l’iniziativa di quest’anno non è riuscita ancora ad eliminare le emissioni: gli inceneritori di rifiuti possono essere una soluzione incerta per le materie plastiche non riciclabili, perché le emissioni di carbonio prodotte dalle loro attività danneggiano il clima. Gli scarti di cibo e le compostabili sono stati trasportati in un sito di compostaggio industriale. L’iniziativa è senz’altro positiva, considerando poi che il cibo avanzato e gli ingredienti sfusi sono stati trasportati a Second Harvest Heartland, una banca del cibo nel Minneapolis-St. Area di Paul che distribuisce a dispense e cucine locali.

Il Super Bowl ha numeri da record

Il Super Bowl non è un semplice evento sportivo, ma una festa nazionale ufficiosa, il secondo giorno in cui si consuma più cibo negli USA dopo la giornata del Ringraziamento. Uno sport che unisce gli americani e che porta davanti alla tv oltre 100 milioni di telespettatori solo negli States, tanto che uno spot pubblicitario di trenta secondi trasmesso durante il Super Bowl può arrivare a costare 5 milioni di dollari a passaggio. Quest’anno però è risultato uno dei meno visti degli ultimi anni e durante l’intervallo si è registrato un calo di ascolti durante la performance di Justin Timberlake: il suo HalfTime Show ha registrato il risultato più basso dal 2010, classificandosi come il secondo peggiore degli ultimi 10 anni. A prescindere dai numeri, comunque, è fondamentale che l’evento abbia abbracciato la politica del compostaggio e del riciclaggio, portando all’attenzione degli americani l’importanza di evitare gli sprechi in tutto il paese.

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