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Feb 6, 2018

Le alternative al Festival: Terminator, Carpenter e Cloverfield

Tutto quello che in questi giorni vi impedirà di essere costretti a guardare il festival della canzone italiana comunemente noto come Sanremo.

Cloverfield Paradox – NETFLIX

È stato rilasciato a sorpresa con un annuncio durante il Superbowl. Niente cinema, niente promozione, niente interviste, attese o hype. La notizia dell’esistenza di un terzo film dell’universo di Cloverfield fatto e finito è stato anche l’annuncio che era pronto per essere guardato in quel momento in tutto il mondo. La strategia di marketing definitiva. Come se sapessero che partiva Sanremo proprio stasera.

Se avete visto gli altri due sapete che non sono collegati ma esistono nel medesimo universo, sono due film di tensione con mostri da un altro mondo. Le similitudini si fermano qui. Cloverfield Paradox collega tutto. Si inserisce a gamba tesa e, raccontando di una missione spaziale finalizzata a sperimentare una forma di produzione di energia che può salvare il nostro pianeta da una ormai imminente guerra interna al blocco occidentale, imbastisce una trama di sorprese e spaventi. Proprio nello sperimentare questa forma di energia infatti accadono gli eventi che mettono in moto la trama.

 

L’astronave diventa l’inferno personale dell’equipaggio che vede cambiare la realtà intorno a sé, fino ai limiti della fisica che conosciamo. Eventi degni dei peggiori incubi che avvengono nelle menti dei ricercatori del CERN

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Non siamo dalle parti del capolavoro (il primo Cloverfield invece lo era) e l’aria della pezza che spiega tutto a posteriori è forte (dietro c’è J. J. Abrams e la sua Bad Robot, ovvero gli stessi che si sono divertiti per anni con Lost affannandosi poi all’ultimo minuto per spiegare tutto), ma è un comunque un buon film di spazio e mistero, thriller ed eventi spaventosi condito d’esplosioni il tanto che basta.

Terminator 2 + 1997: Fuga da New York – ITALIA1

Gioie della controprogrammazione folle. Su Italia 1 si risponde a Sanremo con una coppia che nessuno aveva messo insieme fino ad ora.

Prima la famiglia Connor si allarga per includere il papà aggiunto T-800 nel sequel di Terminator, ovvero il film che ha inventato il metallo liquido come forma di omicidio, uno degli esempi di cinema più rigorosi e potenti degli anni ‘90. La vera risposta al tema della famiglia allargata, data a colpi di fucile. Un padre è un padre anche se non è quello biologico, non solo, anche se proprio non è biologico per niente! Schwarzenegger che tenta di far finta di sorridere a fatica perché in realtà è un robot è uno degli sforzi di recitazione più epici che si ricordino.

Dopo arriva Jena Plissken in uno dei film più bui di sempre, tutto faretti ed elicotteri atterrati male nel centro di Manhattan in un futuro disperato in cui l’isola di New York è un penitenziario, un luogo disabitato dai civili in cui vengono rinchiusi i criminali. Proprio lì è atterrato il presidente degli degli Stati Uniti dopo essersi lanciato fuori dall’Air Force One a causa di un dirottamento. Per prelevarlo da quel covo autogestito da criminali con a capo il Duca di New York, il re dei criminali, viene mandato un ex-eroe di guerra votato al crimine, anch’egli destinato all’ergastolo e con due bombe nel collo che scoppiano se in 24 ore non ha trovato ed esfiltrato il presidente. Un film sulla fiducia e il credere in sé stessi. Diretto da John Carpenter è un gioiello di anarchismo e opposizione ad ogni sistema. Kurt Russell con la benda sull’occhio è da antologia.

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